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I reati di false comunicazioni sociali nello specchio del diritto comunitario: problemi e prospettive

In questo lavoro, dopo un'introduzione concernente la disciplina e le problematiche più importanti sollevate dalla riforma dei reati di false comunicazioni sociali operata con d.lgs. 61/2002 (più le modifiche apportate dalla l. 262/2005), si procede a delineare in breve i non facili rapporti fra diritto e competenze dell'Unione Europea e diritto penale, dando conto delle più recenti pronunce della Corte di Giustizia delle Comunità Europee in materia, nonché dei più recenti interventi normativi comunitari, e successivamente si provvede ad analizzare nel dettaglio le questioni di illegittimità costituzionale "interna" e le questioni di "illegittimità comunitaria" circa i reati in questione. In tale ultimo capitolo si provvede altresì a dare ampio conto delle più recenti pronunce della Corte Costituzionale in materia di retroattività della legge penale più favorevole, nonché di sindacato sulle norme penali di favore.

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4    Prefazione “Nella mancanza di scrupoli con cui piega beni e persone ai propri scopi, nell’impassibile noncuranza per i sentimenti e desideri altrui e per le conseguenze ultime delle proprie azioni, il tipico uomo ‘pecuniario’ assomiglia al tipico delinquente; rispetto a quest’ultimo, tuttavia, egli possiede un più acuto senso di classe e una maggiore lungimiranza, che gli consente di perseguire mete più lontane”. Così si esprimeva un famoso criminologo (Veblen, citato da SUTHERLAND, Il crimine dei colletti bianchi, Milano, 1987, 289) riguardo ai cosiddetti “crimini dei colletti bianchi”: tali condotte criminose (nella maggior parte dei casi rivolte contro il patrimonio) risultano assai insidiose, proprio per la mancanza di una chiara attribuzione ai loro autori dello stigma della devianza penalmente sanzionabile. Un altro importante esponente della scienza criminologica ben ha delineato tale peculiare “tipo criminologico d’autore”: “Solitamente un uomo d’affari, quando viola le leggi che regolano il suo ramo di attività, non vede compromessa la propria reputazione fra i colleghi. Ci sarà qualcuno che avrà meno stima di lui, ma anche molti altri che lo ammireranno per quello che ha fatto… Solitamente gli uomini d’affari provano ed esprimono disprezzo per la legge, lo Stato e i funzionari pubblici. Anche da questo punto di vista, dunque, essi assomigliano ai ladri

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Cesare Sposetti Contatta »

Composta da 330 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.