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I luoghi del tarantismo tra il XVI e XVII secolo oltre il Salento: approccio medico e musicologico

Il presupposto iniziale da cui trae origine questo lavoro è stato indirizzato dal desiderio di guardare oltre quella sorta di «domicilio endemico» salentino e indagare in quali altri luoghi il fenomeno del tarantismo si sviluppa. Una prima indagine generale mi ha portato a constatare personalmente non solo la dovizia degli autori che nei diversi secoli, dal XIV secolo fino a oggi, si sono occupati della questione ma soprattutto il carattere multidisciplinare delle testimonianze. Per tali ragioni e per esigenze di metodo ho dovuto fare delle scelte riservando l’attenzione alla prima metà del XVI secolo in particolare.
Partendo da questi tre punti (sintetizzabili in: luoghi, multidisciplinarità e periodo storico) ho analizzato il tarantismo in Italia (Basilicata e Campania) e in Spagna, per ambedue attraverso un trattato e un dipinto (W.Schellinks e D.Velàzquez).
Per la trattatistica italiana ho scelto il medico di Venosa, Vincenzo Bruno che pone la questione intricandosi in quella teoria umorale che ben s’inserisce nel quadro generale della teoria medica cinquecentesca. Il trattato spagnolo del gesuita Juan Eusebio Nieremberg, invece, parte da un discorso più generale sugli effetti della musica ponendola tra i «meravigliosi effetti de’ la natura» che trovano una loro spiegazione naturale ordinaria rientrando nella dottrina della sympathia e delle nascenti teorie del magnetismo. Di questo esposto, inoltre, ho realizzato una parziale traduzione inserita in appendice.
Da un’analisi comparativa dei due trattati è emerso come i due autori rispecchino rispettivamente un approccio medico, che diverrà predominante dal secolo successivo, e un’interpretazione musicologica del fenomeno in cui il punto di vista medico è assunto come risultato e non come tesi da verificare.

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4 INTRODUZIONE L’indagine che mi sono proposta di realizzare parte da diversi presupposti: allargare il campo d’azione e fare un’analisi comparativa tra due autori sul tanto dibattuto fenomeno del tarantismo. Quando si parla di tarantismo inevitabilmente si pensa al Salento, che sicuramente rappresenta l’epicentro indiscusso di questo fenomeno. Di certo in questa sede non intendo dimostrare il contrario, ma voglio semplicemente analizzare quelle testimonianze che, se pur nella vicina Basilicata, Campania o Spagna asseriscono la presenza di un fenomeno ben più cosparso (Fig.1). Nella Terra del rimorso 1 De Martino aveva segnalato una serie di parentele con i culti di possessione afro-americano, con il tarantismo sardo e iberico suggerendo una “comune patria culturale mediterranea dell’intera famiglia”. La sfida, al di là di qualche spunto comparativo come quell’importante studio sul tarantismo «altro» sui rituali dell’argia 2 sarda e qualche altro esempio, non è stata raccolta. Eppure sono numerosi i medici, filosofi e gli scienziati che scrissero sul tarantismo, spesso come fenomeno comprovante un discorso molto più generale riguardante la musicoterapia o sugli effetti della musica sull’animo umano, tanto in Italia quanto in altri paesi Europei alcuni attingendo direttamente da fonti italiane altri invece da una propria osservazione personale e originale. Certo questo tipo di analisi può essere effettuata non solo per il XVI e XVII secolo, di cui mi occuperò in questo lavoro, ma anche per altri periodi storici, però è ovvio che, dato l’immenso numero di fonti e di conseguenza per esigenze di metodo, ho ritenuto opportuno delimitare l’ambito ed analizzare due trattati appartenenti ad autori diversi ma entrambi dei primi anni del seicento. Questa idea prende forma prima di tutto dal mio interesse personale a quell’ambito della musicologia applicata alla terapia ovvero alla musicoterapia, figura professionale ancora in 1 ERNESTO DE MARTINO, La terra del rimorso:contributo a una storia religiosa del Sud, Milano, Il saggiatore, 1961. 2 Su questo tema il lavoro più importante è stato effettuato da CLARA GALLINI, I rituali dell'argia, Padova, Cedam, 1967.

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Francesca Ancona Contatta »

Composta da 80 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.