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La modernità fra patogenesi ed emancipazione: il concetto di opinione pubblica in Koselleck ed in Habermas

Informazioni tesi

  Autore: Davide Serafin
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2004-05
  Università: Università degli Studi del Piemonte Orientale A.Avogadro
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze politiche e delle relazioni internazionali
  Relatore: Gabriella Silvestrini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 73

Nell’epoca della videocrazia, della telepolitica, le procedure che determinano la formazione dell'opinione pubblica sono percolate all’interno di un inestricabile circuito di influenze e trappole comunicative difficilmente neutralizzabili. Quanta distanza fra la fattualità di un sistema comunicativo fortemente irrigimentato da istanze particolariste, e la normatività di un modello deliberativo di democrazia?
Per poter rispondere a questa domanda ritengo necessaria una prima ricognizione intorno al termine di «opinione pubblica», obiettivo della presente relazione, la quale prende le mosse dal confronto fra due autori, Reinhart Koselleck e Jürgen Habermas, e le loro rispettive opere, intitolate Critica Illuminista e crisi della società borghese e Storia e critica dell’opinione pubblica. Si è pertanto cercato di condurre il ragguaglio intorno alle loro tesi secondo la metodologia di ricerca della Teoria Politica, ricostruendone i relativi sistemi argomentativi per scoprirne la struttura interna e evidenziarne le eventuali comunanze con il pensiero di altri autori, o piuttosto l’uso improprio che se ne è fatto.

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Serafin/La modernità fra patogenesi ed emancipazione/16 Dicembre 2005 Introduzione. Esattamente il 16 Dicembre 2004 partecipai ad un seminario, tenutosi presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università del Piemonte Orientale, sul tema “Jürgen Habermas: cosmopolitismo e conflitto", a cui parteciparono il Professor Massimo Cellerino, insegnante di Storia e Filosofia del Liceo Scientifico Statale di Alessandria, il Professor Leonardo Ceppa, prof. associato di "Storia della filosofia contemporanea" presso la facoltà di Scienze della formazione dell’Università degli Studi di Torino, nonché traduttore italiano di Jürgen Habermas, e Christian Bouchindhomme, ricercatore presso il CNRS di Parigi, traduttore francese di Habermas, moderati dalla Dottoressa Gabriella Silvestrini, ricercatrice presso il Dipartimento Polis della Facoltà di Scienze Politiche dell’Università del Piemonte Orientale. Nel corso del seminario, in special modo durante l’intervento del Professor Cellerino, si parlò della concezione della democrazia deliberativa di Habermas come di una correzione “comunicativa” della teoria repubblicana della democrazia. Habermas, rispetto ai due costrutti teorici, alle due concezioni idealtipiche di democrazia, quella liberale e quella repubblicana, farebbe astrazione collocandosi ad un piano più alto. Recuperando del modello «repubblicano» l’idea della giustificazione del senso delle norme attraverso l’uso pubblico della ragione, egli formulerebbe un terzo paradigma di democrazia, il cui fulcro sarebbe rappresentato dal processo democratico, che trova una corrispondenza nell’istituzionalizzazione delle procedure di formazione dell’opinione e della volontà. La democraticità di un sistema politico si esplicherebbe nel momento di una libera formazione delle opinioni. Non è un sistema politico in senso eudemonistico, che definisce il bene per il cittadino; il cittadino è attivo, concorre all’elaborazione discorsiva delle opinioni attraverso la comunicazione con i suoi eguali. La riflessione intorno al tema della formazione dell’opinione non è stata ulteriormente indagata, in ogni modo non era prevista come argomento della discussione. Eppure, nell’epoca della videocrazia, della telepolitica, le procedure che ne determinano la formazione sono percolate all’interno di un’inestricabile circuito di influenze e trappole comunicative difficilmente neutralizzabili. Quanta distanza fra la fattualità di un sistema comunicativo fortemente irrigimentato da istanze particolariste, e la normatività di un modello deliberativo di democrazia? Per poter rispondere a questa domanda ritengo necessaria una prima ricognizione intorno al termine di «opinione pubblica», obiettivo della presente relazione, la quale prende le mosse dal confronto fra due autori, Reinhart Koselleck e Jürgen Habermas, e le loro rispettive opere, intitolate Critica Illuminista e crisi della società borghese e Storia e critica 3

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Parole chiave

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