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Analgesici narcotici nel trattamento delle patologie gravi

Informazioni tesi

  Autore: Dominga Perri
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2006-07
  Università: Università degli Studi della Calabria
  Facoltà: Farmacia
  Corso: Scienze e tecnologie farmaceutiche
  Relatore: Francesco Menichini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 72

Sono vari i trattamenti farmacologici che consentono di alleviare, se non in alcuni casi abolire, la sensazione dolorosa: in modo particolare l’uso di farmaci analgesici quali i FANS e gli Oppiacei. Mentre i FANS vengono tranquillamente prescritti per la moderazione del dolore, sugli Oppiacei rimane ancora qualche incertezza; d’altro canto sono numerosi gli studi che dimostrano l’efficacia degli Oppiacei nella cura del dolore, laddove farmaci più maneggevoli come i FANS rimangono in realtà inefficaci. L’efficacia analgesica dei Narcotici non ha però impedito di adottare una severa Legislazione riguardante la prescrizione e la vendita di tali farmaci, in particolar modo nel nostro Paese.
Per l’importanza posseduta da tale classe di farmaci, la seguente trattazione ha lo scopo di prendere in esame gli analgesici Oppiacei, analizzando in un primo momento il meccanismo d’azione, l’efficacia analgesica, gli effetti collaterali, le vie di somministrazione e successivamente il loro utilizzo nel tentativo di sedare diversi tipi di dolore.

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5 INTRODUZIONE Il dolore è stato definito dall’International Association for the Study of Pain come “un’esperienza sensoriale ed emozionale spiacevole associata ad un danno tissutale, potenziale od effettivo, o descritta in termini di tale danno”. Tale sensazione viene classificata in due tipi principali: dolore acuto e dolore cronico, in funzione della persistenza temporale e delle diverse componenti coinvolte. Il dolore acuto rappresenta il dolore di recente insorgenza e di probabile breve durata, avente una relazione causale e temporale identificabile con un danno o patologia; si manifesta come risposta ad un evento acuto, di cui è facile individuare la causa. Al contrario, il dolore cronico spesso non ha una causa chiara ed identificabile e persiste oltre il periodo di guarigione del danno. All’interno delle due categorie, trovano spazio varie entità e tipologie di dolore: neuropatico, postoperatorio, oncologico, di cui avremo modo di parlare in dettaglio più avanti. Il segnale doloroso o nocivo viene individuato ed elaborato dal Sistema Algico attraverso 4 fasi: la ricezione del dolore da parte di recettori sensoriali periferici detti nocicettori, la sua trasmissione dalla periferia al centro passando per i neuroni, la modulazione del dolore nel SNC ed infine la percezione del dolore vero e proprio. Anche se il Sistema Algico elabora delle fasi che risultano invariate da soggetto a soggetto, nel complesso il dolore deve essere ritenuto un’esperienza soggettiva in quanto modulata da fattori fisici e psichici: i fattori fisici sono rappresentati dall’ entità dello stimolo nocivo, dalla sede dolorante e dalla condizione fisica generale, mentre i fattori psichici dallo stato emotivo del paziente, dalle condizioni culturali ed ambientali e dalle precedenti esperienze dolorose . Sebbene il dolore rappresenti un segnale di alterata omeostasi, bisogna riconoscere la sua funzione protettiva nei confronti dell’organismo in quanto permette di percepire la lesione in atto e di adottare eventuali provvedimenti difensivi finalizzati al ripristino dell'integrità anatomico-funzionale, onde evitare danni maggiori. Altre volte il dolore diviene espressione di forme patologiche che invalidano gravemente la vita dell’individuo rendendola insostenibile: pertanto, benché siano molte le informazioni

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