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La percezione del dialetto nel comune di Copertino

Questa tesi é il risultato di un'inchiesta da me svolta nel Comune di Copertino, un paese del Salento. Ciò che mi interessava capire era il rapporto che i parlanti ancora hanno con il proprio dialetto, in che situazioni esso é ancora usato, quali importanza gli vieni ancora data ecc. Per svolgere questa mia inchiesta mi sono servita di un questionario che é stato compilato da un campione compreso tra i 12 e gli 83 anni.
La conclusione a cui sono giunta é che, se da una parte é vero che il dialetto si sta italianizzando, é pur sempre vero che esso é ancora largamento usato in determinate circostanze, e questo indipendentemente dall'età del parlante o dal titolo di studio.

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3    INTRODUZIONE   Copertino è un comune del Salento in provincia di Lecce, con i suoi 22.300 abitanti (dati Istat 2001) è uno dei centri più popolosi della Puglia meridionale. Sempre secondo il censimento effettuato dall’Istat nel 2001, gli abitanti sopra i 15 anni che risultano occupati rappresentano circa il 26,8% (pari circa a 6000 abitanti), poco meno della metà dei quali (2600 abitanti) svolge la propria attività lavorativa al di fuori del comune di Copertino. Nella storia di Copertino si sono successe diverse dominazioni: da quella bizantina, a quella normanna, sveva e angioina. La città porta ancora il segno di queste dominazioni, soprattutto nel castello angioino che, insieme ai diversi castelli disseminati su tutto il territorio pugliese, rappresenta uno dei tratti caratteristici del patrimonio architettonico della Puglia. Il Salento, come tutto il meridione, è stato caratterizzato nel corso del ‘900 da una forte emigrazione verso il nord: Svizzera, Germania, Belgio. Emigrazione che si è arrestata negli anni ’80 grazie all’aumento di prodotti esportati dalla Puglia, soprattutto vino e olio; secondo i dati della Federalimentare nei primi nove mesi del 2008 i prodotti del settore primario esportati dalla Puglia rappresentano il 6,5% delle esportazioni nazionali. Una realtà produttiva ed economica che si sta riprendendo è l’artigianato locale. Limitando le innovazioni tecnologiche esso permette di conservare, e di tramandare, quelle che erano le tecniche di lavorazione di un tempo. Vengono utilizzati i materiali poveri e caratteristici della terra salentina: la cartapesta, la pietra leccese, il legno e la ceramica. Negli ultimi anni il Salento è stato capace di rilanciarsi come meta turistica, grazie allo sfruttamento paesaggistico e alla bellezza delle proprie coste; Lecce inoltre, chiamata la “Firenze del sud” per la sua architettura barocca, sta diventando sempre più attrattiva come città universitaria. A questo rilancio hanno naturalmente contribuito l’organizzazione di festival che fanno rivivere le antiche tradizioni salentine e anche il nascere di band musicali conosciute oltre i confini regionali e nazionali; una delle quali, utilizzando il dialetto per scrivere i propri testi, ne permette inoltre la conoscenza e la diffusione anche fuori dal territorio salentino.

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Valeria Rolli Contatta »

Composta da 58 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.