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Il ruolo dell'errore nella metodologia della ricerca: un'esperienza di apprendimento della storia

Oggetto di riflessione di questa relazione finale è il ruolo dell’errore nel processo di apprendimento: tradizionalmente ritenuto qualcosa da evitare, correggere ed eliminare, viene qui considerato come un momento ineliminabile e costitutivo del conoscere, nonché importante indicatore del personale processo di elaborazione della conoscenza messo in atto dal bambino.
La prospettiva teorica di riferimento è la teoria fallibilista di K. R. Popper, che sostiene come il processo di acquisizione della conoscenza sia basato su una continua revisione critica e come il sapere raggiunto non possa considerarsi come un verità assoluta e definibile una volta per tutte.
Viene qui presentata un’esperienza di apprendimento della storia, in particolare del popolo etrusco attraverso la metodologia della ricerca. I bambini hanno rivestito il ruolo di ricercatori, diventando consapevoli della provvisorietà della conoscenza e della possibilità di una continua messa in discussione di quanto affermato, mettendo in conto la possibilità di sbagliare, di perdersi, di arrivare a conclusioni sbagliate.
Alla luce dell’esperienza, vengono delineate alcune tipologie di errore e il relativo atteggiamento che ho adottato.

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5 Introduzione Tra i numerosi aspetti della didattica studiati nel corso di questi anni, il ruolo dell’errore nel processo di insegnamento-apprendimento ha sempre suscitato in me un grande interesse. La scuola tradizionale considera l’errore come qualcosa da evitare, correggere ed eliminare. La prospettiva che vorrei proporre, invece, si muove in una direzione completamente opposta: considera il processo di insegnamento-apprendimento come un momento in cui <<cercare soluzioni rispetto a problemi e non accettare perciò l’esistenza di risposte belle e pronte da digerire senza discutere>> 2 e l’errore del bambino come parte del personale processo di elaborazione della propria conoscenza. Tra le numerose metodologie didattiche che è possibile utilizzare in campo educativo si è scelto di utilizzare la metodologia della ricerca 3 , che vede il bambino come <<soggetto attivo, curioso, competente, in grado di costruire le proprie conoscenze [… anche grazie ad] uno scambio comunicativo tra pari>> 4 . In continuità con la didattica adottata dall’insegnante è nata così l’idea di proporre un’esperienza di insegnamento-apprendimento della storia basata sulla metodologia della ricerca, che ha permesso di promuovere una concezione epistemologica socio-costruttivista, basata sulla consapevolezza della fallibilità umana e sulla continua ricerca dell’errore. Non è stato facile organizzare la trattazione di un argomento così ampio in una relazione di meno di cento pagine e, pertanto, si sono compiute delle scelte che hanno necessariamente sacrificato alcuni aspetti e limitato la presentazione di altri. 2 L. Genovese, S. Kanizsa, Manuale della gestione della classe, Franco Angeli, Milano, 2002, p. 419. 3 Tale metodologia ha avuto origine da due modelli teorici: l’attivismo e il socio- costruttivismo, che saranno approfonditi nel primo capitolo. 4 E. Nigris, S. C. Negri, F. Zuccoli, Esperienza e didattica, Carocci, Roma, 2007, p. 170.

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze della Formazione

Autore: Elisa Vezzosi Contatta »

Composta da 64 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.