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Getto dei sassi da cavalcavia nella giurisprudenza della Corte di Cassazione

La Corte di Cassazione, con sentenza 11 febbraio 2005,n.5436, ravvisa il DOLO DIRETTO e NON EVENTUALE, nelle ipotesi di lanci di sassi dal cavalcavia verso auto in movimento. Definire il dolo significa porre un criterio normativo di imputazione dell’illecito,perché su di esso incidono esigenze preventive e aspetti probatori. E’ noto come in fatto di dolo, che in un’accezione assai generale si può definire come “volontà di realizzare la fattispecie oggettiva di reato”,avendone a mente il momento volitivo, che corrisponde all’atto di impulso con cui la volontà del soggetto mette in moto le energie causali,preventivamente selezionate come idonee a produrre l’evento, nonché quello intellettivo, dato dalla rappresentazione anticipata delle possibili conseguenze del proprio agire, sia possibile procedere secondo un approccio tricotomico che giunge a distinguere tre diversi archetipi di manifestazione della volontà: -DOLO INTENZIONALE;-DOLO DIRETTO;-DOLO EVENTUALE.

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INTRODUZIONE Pier Paolo Pasolini sottolineava in un articolo intitolato “Fuori dal palazzo” come gli INFELICI ed i VIOLENTI fossero, in una società massificata, “colpevoli” allo stesso modo,del loro disagio e della loro frustrazione. La violenza è un prodotto della paura e dell’incertezza in cui sono tutti a pagare: sono vittime coloro che ricevono violenza come lo sono coloro che la mettono in atto. I sassi gettati dal cavalcavia non sono affatto un episodio nuovo ma lo si tira fuori come tale ogni volta che il tg ne dà un’ennesima notizia. Ebbene, questo fenomeno di violenza che continua ingenuamente a stupirci,ebbe inizio nei lontani anni ’80 e dopo più di vent’anni ancora non vogliamo renderci conto che non c’entra la follia ma piuttosto c’entra una società cambiata che perde colpi e le cui lacune come instabilità,incertezze,consumismo sfrenato, gettano le basi per queste nuove figure di criminali “border line”. La violenza è sempre esistita,è vero,ma fare un’analisi e studiare la complessità di questi fenomeni vuol dire non chiudere gli occhi! C’è una costante nell’evolversi della società: è la presenza di un disagio per alcuni dei propri componenti, che nel bianco e nel nero della vita trovano una propria sfumatura di grigio in un limbo tra le accezioni di termini come violenza e rispetto ,tra una nuova borghesia che arranca ed una classe che ci ostiniamo a non voler definire povera. | 7

Laurea liv.I

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Giuseppina Ruggiero Malagnini Contatta »

Composta da 90 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.