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La Settimana Santa tra Sardegna e Spagna - L'influenza delle confraternite penitenziali sivigliane nella città di Iglesias

La Sardegna è stata occupata dalla Spagna per oltre quattro secoli, influenzando molti aspetti della cultura sarda. Le tracce del dominio spagnolo sono ancora oggi riscontrabili nella lingua sarda, nella quale sono presenti molti termini sia catalani che castigliani. Nella città di Alghero (nota anche con il nome di ”Barceloneta”), si parla catalano, e anche i nomi delle vie sono riportati sia in italiano che in catalano. Anche molte cerimonie religiose sarde affondano le proprie radici nella cultura spagnola. Un esempio è la processione dei Candelieri a Sassari. Questa si svolge ogni anno, dalla metà del Seicento, il giorno di ferragosto, e vi partecipano i componenti degli antichi gremi di mestiere, nei loro abiti di foggia spagnola.
Anche la città di Iglesias ha subito l’influenza spagnola. Quando i catalani occuparono l’isola, Iglesias fu una delle prime città ad esser occupate. Il nome stesso è spagnolo: in origine “Villa di Chiesa”, divenuta poi Iglesias (chiese) durante l’occupazione spagnola.
Il lavoro è stato suddiviso in cinque capitoli:
1. Il primo capitolo si concentra sulla storia della Sardegna durante la dominazione spagnola, a partire dalla fine del Duecento, quando i catalani iniziarono ad occupare l’isola, fino ai primi del Settecento, che vedono la fine del dominio spagnolo.
2. Il secondo capitolo analizza il problema della distinzione tra gremi di mestiere e confraternite religiose. Particolare attenzione è stata dedicata alle cause che hanno portato alla nascita di queste associazioni, sia in Sardegna che in Spagna.
3. Il terzo capitolo approfondisce il discorso delle confraternite religiose, e i particolare su quelle penitenziali, sacramentali e devozionali che, sia in Sardegna che in Spagna, hanno dato vita alle processioni della Settimana Santa.
4. La quarta parte analizza l’evoluzione delle processioni della Settimana Santa, dalle origini fino ad oggi, descrivendo personaggi e strumenti che da secoli prendono parte alle processioni.
5. Il quinto capitolo rappresenta una sorta di elenco delle varie processioni che vengono svolte durante i sette giorni della Settimana Santa sivigliana e iglesiente.

Le processioni della settimana di Pasqua delle due città presentano molti punti in comune, e altrettante differenze.
L’origine e la storia delle confraternite delle due città sono molto simili. In tutti e due i casi è stata forte l’influenza degli ordini dei disciplinanti e le riforme del Concilio di Trento. Molte confraternite, sia spagnole che sarde, nascevano come gremi di mestiere e solo in un secondo momento diventavano associazioni religiose, e viceversa. Oggi ad Iglesias sfila una sola confraternita perché le altre sono scomparse negli anni. Prima della loro scomparsa però, le processioni venivano organizzate con la collaborazione di tutte le confraternite della città, cosa che ancora oggi accade nella città di Siviglia.
La ricchezza dei pasos di Siviglia è caratteristica di questa città, dovuta probabilmente al fatto che per secoli, dopo la scoperta del Nuovo Mondo la città è stata il porto principale che collegava l’Europa intera con le Americhe. Tra le portantine di Iglesias invece, solo quella che esce in processione il Martedì Santo si avvicina di più ai pasos sivigliani, per la presenza dei fiori che circondano la statua del Cristo. Le portantine che escono in processione negli altri giorni sono meno ricche di quelle sivigliane, ma questo con esclude un legame con queste ultime.
Gli abiti dei germani iglesienti sono simili a quelli sivigliani nella tunica lunga e larga che copre tutto il corpo, e la cintura cinge la vita. Anche il volto dei germani iglesienti è coperto, per garantire, come a Siviglia, l’anonimato. Ma il cappuccio non presenta la stessa forma conica dei confratelli sivigliani.
Presentano molte caratteristiche comuni anche gli strumenti che vengono portati in processione. Sia a Siviglia che ad Iglesias il corteo è aperto da una croce, chiamata in tutti e due i casi “Croce di Guida”. Gli stendardi di Iglesias sono caratteristici di alcune confraternite sivigliane, così pure i bastoni portati da alcuni membri della confraternita. Il clima austero viene creato in entrambi i casi dal suono di tamburi, e altri strumenti.
È possibile quindi concludere che i punti in comune sono tanti, ma l’insufficienza di fonti archivistiche, e l’impossibilità di accedere a quelle esistenti, mi impedisce di confermare l’esistenza di un legame tra la storia delle processioni delle due città. L’influenza delle confraternite sivigliane su quelle di Iglesias rimane solo un’ipotesi.
La mia ricerca non può quindi dirsi conclusa, ma costituisce il punto di partenza per una futura ricerca più approfondita.

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2 INTRODUZIONE Ho pensato a lungo a come introdurre l’argomento della mia tesi, e alla fine ho deciso di raccontare e spiegare da dove, e perché, è nata l’idea di mettere a confronto le processioni della Settimana Santa di Siviglia, in Spagna, e quelle di Iglesias, in Sardegna. L’idea iniziale della tesi era lo studio delle processioni di Siviglia. Durante la settimana di Pasqua però ho assistito alle processioni della città di Iglesias, un piccolo centro nel sud ovest della Sardegna, e ho avuto modo di notare che molti elementi della processione ricordavano alcuni aspetti di ciò che avevo letto e visto (purtroppo solo in foto) sulle processioni sivigliane. Gli abiti dei confratelli, con queste lunghe e larghe vesti bianche, e i cappucci che lasciano appena intravedere gli occhi di chi li indossa. Anche ad Iglesias, come a Siviglia, le processioni si aprono con l’arrivo di una croce, ma ciò che più mi ha colpito è la portantina del

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Giuseppina Loi Contatta »

Composta da 127 pagine.

 

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