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Per una Sociologia della Preghiera

Il presente lavoro si pone l’obiettivo di indagare il fenomeno della preghiera per giungere ad una ricostruzione della questione riguardante la possibilità di una preghiera nella modernità.
Lo studio inizia con la presentazione di una tipologia delle possibili forme di preghiera, che dalle origini ad oggi sembrano mostrare alcune costanti. L’aspetto su cui si concentra maggiormente l’analisi è la riproposizione delle espressioni e dei gesti che caratterizzano le interazioni tra gli uomini, nel rapporto tra l’uomo e la divinità. La preghiera si scopre essere lo strumento con cui l’uomo si rivolge al dio, lo interroga o lo contempla, utilizzando lo stesso linguaggio e le stesse attitudini con cui si relaziona con i suoi simili. Questa caratteristica presente nelle preghiere si accompagna all’antropomorfizzazione del divino, che sia esso pianta o animale o forza soprannaturale. Nel primo capitolo vengono quindi classificate le preghiere in base al soggetto o i soggetti che le compongono e in base agli stimoli che spingono all’utilizzo di questo strumento.
Successivamente viene approfondito il manifestarsi del fenomeno nella civiltà della Grecia antica, per l’importanza che la preghiera riveste in ogni aspetto della vita privata e pubblica in questa cultura.
Si prosegue con un’analisi dei contributi filosofici allo studio sulla preghiera con particolare attenzione all’approfondimento della questione nel pensiero di Auguste Comte. In questa sezione si evidenzia inoltre la carenza della letteratura sociologica sull’argomento e quindi il riferimento ad altre fonti e ambiti disciplinari.
Infine, l’ultimo capitolo è dedicato ad una contestualizzazione dei contenuti dei capitoli precedenti nell’epoca moderna, il che prevede una breve disamina delle cause e delle occasioni di preghiera nelle cinque religioni che vengono diffusamente considerate le principali. Si procede alla descrizione della preghiera nel Buddismo, nell’Induismo, nell’Islamismo, nell’Ebraismo e nel Cristianesimo, ricostruendo lo spazio che il fenomeno si ritaglia nel rituale e quali sono i testi che la compongono.
In conclusione ci si interroga se sia ipotizzabile e legittima la preghiera, nell’epoca della modernità a seguito dell’affermazione dell’ateismo e del razionalismo.

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1 Introduzione Lo scopo di questo studio è analizzare la preghiera intesa come fenomeno sociale, nei vari contesti religiosi in cui ha luogo e nei diversi momenti storici. L’obiettivo che ci proponiamo è quello di analizzare il fenomeno della preghiera che, così come la religione nel suo complesso, ha destato l’interesse e la curiosità di pensatori provenienti dai più svariati contesti. Ci chiediamo se nella modernità, sia possibile ancora pregare, se in un’epoca in cui la ragione è in continua lotta per affermarsi in ogni ambito dell’esistenza, la preghiera abbia ancora senso oppure se essa si confonda con la speranza o la superstizione. Trattiamo di un fenomeno così vasto e delicato che ci spinge a precisare il nostro tentativo di sintetizzare gli aspetti più importanti relativi al fenomeno senza essere però riduttivi. Il nostro intento è quello di mantenere un approccio aperto e non etnocentrico sulle varie religioni e di studiare il fenomeno non in modo astratto e in una prospettiva teologica ma come una componente della civiltà umana. Per studiare la preghiera dalle origini ad oggi, cercarne il significato, le cause e le manifestazioni dobbiamo iniziare il percorso attraverso la lettura dei numerosi tentativi di definizione del fenomeno. Un primo passo potrebbe essere considerare la preghiera come una richiesta fatta a qualcuno con un atteggiamento di umiltà e sottomissione, un fenomeno religioso di larga diffusione, praticato in tutti i tipi di religione, dai popoli di cultura più rudimentale alle civiltà più moderne. Per aiutarci nella comprensione possiamo distinguere tra preghiere libere o legate a testi scritti, tra preghiere recitate da un individuo o da una collettività e tra preghiere accompagnate da canti o danze oppure dal silenzio. Ci possono essere inoltre dei gesti rituali che l’accompagnano che variano a seconda delle religioni. Per quel che riguarda il contenuto possiamo distinguere le preghiere in: - Utilitarie: contengono richieste, pur essendo le forme più semplici di preghiera, sono spesso accompagnate da altri elementi come argomentazioni a sostegno della richiesta che pone l’orante, riconoscimento del potere della divinità e sacrifici.

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Sociali

Autore: Lidia Salvatori Contatta »

Composta da 63 pagine.

 

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