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La pianificazione del welfare tra forma e sostanza

La pianificazione è una tecnica decisionale utilizzata dalla grande maggioranza delle istituzione pubbliche e private dell'attuale sistema economico.
Quali sono le ragioni di questo massiccio utilizzo?
Quali e quanti sono i vantaggi dall'impiego di tale tecnica?
La trattazione inizia presentando il percorso storico che ha portato alla nascita del welfare state modernamente concepito, cominciando dall'ambizioso obiettivo di contribuire a fornire una risposta a questi ed altri interrogativi.
Lla presente tesi si concentra nella fatispecie pianificatoria applicata ai processi di programmazione degli interventi sociali, socio-sanitari e sanitari espressi mediante lo strumento principe di programmazione di tale settore: il piano di zona.
L'approccio di analisi adottato nella trattazione è di natura critica e segue le linee intraprese dalla corrente sociologica del neoistituzionalismo organizzativo di Mayer e Rowman.
Applicando il neoistituzionalismo alla pianificazione eseguita nell'Azienda ULSS di cui si è analizzato il caso la tesi evidenzierà incoerenze strutturali nonchè punti di forza e di debolezza derivanti dall'utilizzo della programmazione su arco triennale...
In generale verrà quindi evidenziato l'altissimo valore attribuito ai processi di painificazione sviluppati in aziende pubbliche con riferimento all'aumento di legittimazione formale che essa comporta nei confronti degli stakeholders delle varie istituzioni

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2 INTRODUZIONE La crescente complessità che pervade la maggior parte dei problemi centrali della società attuale, caratterizzata dalla convivenza, talvolta forzata, di molteplici interessi e posizioni, che possono a volte portare allo sfociare di aspri conflitti, implica, per definizione, la necessità di considerare una moltitudine di variabili, aspetti, o ancora, prese di posizione, di natura estremamente diversa. L‟incapacità nel gestire tale crescente complessità ha, nei fatti, condotto molteplici istituzioni ad adottare processi decisionali che presentano aspetti strettamente connessi all‟agire in modo orientato al fine, sottoponendo e confrontando tale agire con i criteri di successo. L‟applicazione di tali tecniche definite di Pianificazione ha portato ad un allargamento, a volte incolmabile, del divario fra i diversi interessi e le diverse posizioni coinvolte nei processi pianificatori stessi, spesso generalmente identificati nel contesto della sfera pubblica o della sfera privata. La complessità insita nei problemi pianificatori si distingue per una moltitudine di dimensioni diverse che intervengono nella caratterizzazione dei problemi stessi ed è dovuta, in definitiva, a due caratteri fondamentali legati, da una parte, alla complessità implicita degli attuali sistemi sociali, economici, territoriali e politici e dalle mutue interrelazioni che si stabiliscono tra di essi e, dall‟altra, alla conseguente promozione di un auto-coinvolgimento e di una auto-collaborazione tra diversi soggetti, caratterizzati da diverse istanze e rivendicazioni, che tende ad essere imposta da coloro i quali si sentirebbero danneggiati se fossero lasciati al di fuori dei meccanismi del processo decisionale. Negli ultimi anni il tema della partecipazione dei vari soggetti all‟interno dei processi di pianificazione, e comunque, in termini generali, all‟interno di un qualsiasi progetto i cui effetti si ripercuotono su una molteplicità di attori, ha destato dunque sempre maggiore interesse dando luogo alla nascita di un dibattito ancora nel pieno del suo svolgimento. Un tema interessante, che è subito emerso in tale dibattito, è quello della necessità

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Economia

Autore: Paladini Roberto Contatta »

Composta da 217 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.