Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Dall'Interlingua all'Intercultura: un percorso linguistico tra le esigenze sociali

Questo lavoro presenta un'analisi attenta del contesto sociale in cui avviene l'integrazione di alunni stranieri nelle nostre scuole, occupandosi in modo approfondito dei due settori che costituiscono i perni fondamentali di qualsiasi progetto di educazione linguistica democratica e multietnica: l'Italiano come lingua seconda (L2) e la didattica interculturale. La tesi presenta, inoltre, un ampio resoconto delle esperienze sul campo vissute dall'autore ed una ricca appendice documentaria.

Mostra/Nascondi contenuto.
1    PREMESSA GENERALE    Con il presente lavoro intendo apportare un piccolo ed umile tassello alla ricostruzione di un difficile mosaico come quello dell’integrazione di popoli e culture in tempi veloci e mutevoli come i nostri ed in una nazione come l’Italia che certamente presenta svariate esigenze sociali. Dal punto di vista della ricerca linguistica e glottodidattica, la caratteristica pregnante dell’odierna situazione italiana rimane, tuttavia, il particolare repertorio linguistico che nello stratificarsi e concatenarsi di varietà, sia in diafasia che in diastratia, appare intrigante e complicato nel contempo. Proprio la natura di questo repertorio caratterizzato anche da una situazione di dilalia 1 che interessa i rapporti tra lingua e dialetti, costituisce quasi una cartina di tornasole nello sceverare gli svariati fenomeni di contatto tra realtà e storie linguistiche diverse che intercorrono in questo crocevia di spostamenti e situazioni sociali che è l’Italia. Anche l’ex Ministro della Pubblica Istruzione Beppe Fioroni, nel documento dell’ottobre 2007 intitolato “La via italiana per la scuola interculturale e l’integrazione degli alunni stranieri” 2 , pone l’attenzione sul fatto che “molti studenti sono figli di immigrati di seconda generazione e a volte parlano l’italiano con le sonore inflessioni locali dei nostri bei dialetti regionali”. Egli sottolinea anche la particolarità della scuola italiana, la quale ha le capacità e le professionalità adeguate per non perdersi in improduttivi campanilismi e provvedere invece ad una modifica strutturale di tutto l’apparato formativo. Tali capacità portano certamente alla costituzione di un peculiare modello italiano, non totalmente dissimile dalla linea degli altri paesi europei, ma                                                             1 Un caso di dilalia è quello in cui vi è una chiara differenziazione funzionale tra verietà A (alta) e varietà B (bassa), tale per cui solo il codice A adempie agli usi formali e scritti. Cfr. Gian Luigi Beccaria (a cura di), Dizionario di Linguistica, Einaudi, Torino. 2004. 2 Documento dell’Osservatorio nazionale per l’integrazione degli alunni stranieri e per l’educazione interculturale. Ottobre 2007 

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Giuseppe Interlandi Contatta »

Composta da 174 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 3900 click dal 08/09/2009.

 

Consultata integralmente 3 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.