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Quando il gioco diventa apprendimento

La ricerca della tesi mira a scandagliare il valore cognitivo del gioco all'interno del processo di insegnamento e apprendimento nell'ambito della scuola dell''obbligo.

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1 INTRODUZIONE Sono molteplici gli aspetti della vita sui quali non ci si sofferma a sufficienza e che di primo acchito non sembrano importanti, ma se si prestasse loro l’attenzione dovuta ci si accorgerebbe che la nostra esistenza è impregnata proprio di quei dettagli che lasciano silenziosamente i segni del loro passaggio, ma ai quali non si dà il giusto peso. Questa sorta di indifferenza nasce dalla quotidianità, che spaventa e annoia, perché spoglia le cose della loro eccezionalità, ma in realtà essa rappresenta un terreno solido che ci permette di rischiare. Se questa base stabile crollasse, crollerebbero anche le nostre certezze. È importante che la mamma costruisca la relazione con il suo bambino in ogni piccolo particolare, che va dalla cura del corpo a quella della mente. Ogni gesto che compiamo, anche un solo sguardo, ha conseguenze rilevanti nelle relazioni con gli altri. Nulla è pertanto scontato, tanto meno il gioco di un bambino. Ed ecco il punto chiave del discorso che si andrà ad affrontare nelle pagine seguenti. L’elaborato che presento parla del gioco e ne parla, per certi aspetti, in termini ermeneutici, poiché che sia individuale o sociale, il gioco investe un numero elevato di dinamiche relative a realtà molto differenziate. La sua figura piuttosto eterogenea può essere colta ricorrendo ad un’analisi del termine in questione, la quale rivela una complessa fisionomia di carattere polisemico.

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze della Formazione

Autore: Alessandra Incagnoli Contatta »

Composta da 216 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 29700 click dal 28/09/2009.

 

Consultata integralmente 58 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.