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Per un contratto mondiale per l’acqua - Azioni istituzionali e movimenti alternativi

Informazioni tesi

  Autore: Valentina Orlando
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2006-07
  Università: Università degli Studi di Parma
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze politiche e istituzioni locali
  Relatore: Antonio Parisella
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 45

In questa tesi l’attenzione verterà sull’argomento dell’acqua, con la coscienza tuttavia che ad esso sono correlati molti altri temi ambientali, quali quello dell’inquinamento, del surriscaldamento globale, del clima, delle catastrofi naturali, e via discorrendo.
La scelta è ricaduta sull’acqua in quanto l’acqua è, per antonomasia, fonte di vita, elemento formante per gran parte il corpo umano e il pianeta Terra, risorsa apparentemente largamente diffusa, e di facile reperibilità, ma in realtà sempre più scarsa e compromessa. In un’epoca in cui si consuma senza neppure riflettere, in cui anche l’acqua è diventata un business, è di vitale importanza che le persone vengano a conoscenza che ogni giorno troppa gente muore di sete, e che nel mondo sono in atto più di 50 conflitti per la spartizione delle risorse idriche.
Se in tanti sono (o fingono di essere all’oscuro) di tutto ciò, fortunatamente c’è anche chi si sente spronato ad agire, a correre in difesa di un bene così prezioso, a battersi per cambiare l’attuale stato delle cose. L’intento di questo lavoro è proprio quello di portare testimonianza di ciò che si sta facendo, e che si farà, per salvare l’acqua, e per salvare le popolazioni al momento a rischio.
Il punto di partenza, nel I capitolo, sarà una panoramica degli scenari delineatisi negli ultimi decenni per quanto concerne la dislocazione, la quantità e la qualità e le funzioni dell’acqua; inoltre si accennerà alla storia dell’ambientalismo, dal quale si sono poi sviluppate ed evolute le campagne per l’acqua. Dopodiché, nel II capitolo, si tratterà dei vertici internazionali organizzati con lo scopo di delineare dei principi comuni per gli Stati da seguire per la gestione delle risorse idriche, e si sottolineerà in particolare la formazione di due visioni tra loro diametralmente opposte. Nel III capitolo si approfondirà la questione: se da un lato a regolare l’azione dei privati ci sono gli Stati, responsabili dell’amministrazione e della concessione dei beni pubblici, categoria nella quale rientra per l’appunto l’acqua, dall’altro lato le imprese sono disposte a tutto pur di accaparrarsi una fetta del mercato dell’acqua; nel momento in cui il potere pubblico risulta inefficiente a garantire e tutelare le risorse idriche, i capitalisti e gli imprenditori ne approfittano per acquistare la gestione dei servizi: ha il via la privatizzazione e la mercificazione del bene acqua (in Italia si contano 19 diverse marche di acqua minerali, con relativi slogan e personaggi celebri pronti ad offrire la loro immagine per invitare all’acquisto del prodotto). Infine, nel IV capitolo si passerà alla presentazione di iniziative diverse da quelle analizzate fino al momento: si tratta di iniziative che partono dal basso, da chi non vuole stare fermo a guardare mentre si svolgono i giochi: la posta è troppo alta. Da qui nascono le determinanti esperienze del Manifesto dell’Acqua o di Water for peace, per citarne solo due.
A conclusione di questa nota introduttiva, tengo a specificare che le mie ricerche si sono basate su testi specifici sull’argomento, ma che di notevole aiuto è stato anche l’utilizzo dei motori di ricerca informatici e dei siti internet delle associazioni per l’ambiente e per l’acqua, che mi hanno fornito i dati e le notizie più attuali su questa tematica sempre all’ordine del giorno.

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INTRODUZIONE “Migliorare le politiche dell’acqua può avere un effetto positivo sull’ambiente, la salute e l’istruzione pubblica, possono dare il lavoro e la possibilità di migliorare la qualità della vita delle persone. Il mondo è a un bivio Questo è il momento della verità.” (Mikhail Gorbaciov, Ex Presidente dell’Unione Sovietica, Presidente della Direzione Green Cross International) Viviamo in un’epoca in cui la tecnologia è talmente avanzata che anche le famiglie occidentali meno benestanti sono abituate ad usufruire quotidianamente delle comodità più moderne. Probabilmente non se ne fa neppure caso, ma se si venisse privati di questi servizi se ne sentirebbe immediatamente la mancanza, e farne a meno costerebbe molta fatica. Invece, in altre zone del mondo, il tempo pare essersi fermato da parecchio, si vive in case essenziali, si condivide ciò che si possiede con il resto della comunità, ci si fabbrica i vestiti e gli utensili, si vive con la luce solare, ci si scalda con il fuoco, ci si lava nei fiumi o nei laghi, il cibo deve essere procacciato, e l’acqua deve essere raccolta dai pozzi. Quando ci sono. Sembra incredibile se si pensa che siamo nel XXI secolo, ma quasi un miliardo e mezzo di persone nel mondo vive senza acqua potabile, e questa cifra è destinata ad aumentare vertiginosamente se le cose non cambiano. I cambiamenti non appaiono semplici quando chi detiene i mezzi è in alcuni casi addirittura ignaro di quanto avviene oltre il mare o le montagne: infatti i Paesi industrializzati sono sempre più immersi nel proprio stile di vita fatto di consumismo, brandi marche, pubblicità, televisione, internet, cartoline di Las Vegas e dei Carabi, foto di divi sempre più belli, più giovani e più ricchi. E’ triste da dire, ma ormai poco niente è rimasto dei racconti di gioventù dei nostri nonni, la vita all’aria aperta, a contatto con la natura e con prodotti artigianali e genuini è ridotta a far da “fondale” alla vita della società industrializzata, che al massimo si concede un week-end o una vacanza in una cornice della vita di altri tempi. I giovani del 2000 hanno perso il valore della terra, dell’aria, dell’acqua, della vita, e si rifugiano nelle loro città, tutte sempre più omologate e spersonalizzate. Nel frattempo, il nostro ecosistema subisce delle irreparabili modifiche, e il processo non si fermerà certo da solo: occorre che l’uomo apporti dei cambiamenti nei propri stili di vita. In questa tesi l’attenzione verterà sull’argomento dell’acqua, con la coscienza tuttavia che ad esso sono correlati molti altri temi ambientali, quali quello dell’inquinamento, del surriscaldamento globale, del clima, delle catastrofi naturali, e via discorrendo. La scelta è ricaduta sull’acqua in quanto l’acqua è, per antonomasia, fonte di vita, elemento formante per gran parte il corpo umano e il pianeta Terra, risorsa apparentemente largamente diffusa, e di facile reperibilità, ma in realtà sempre più scarsa e compromessa. In un’epoca in cui si consuma senza neppure riflettere, in

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