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La comunicazione politica riformista dai ''modernisers'' di Blair al ''presidente yuotube'': la vittoria di Obama

La materia protagonista di questa tesi è la comunicazione politica. Dopo un'introduzione teorica della disciplina e l'analisi della sua situazione attuale, il lavoro si focalizza principalmente su due esperimenti: quello dei "modernisers" di Tony Blair prima, quello dei democratici di Obama poi. Nell'analisi dei due casi si mettorno in luce analogie e differenze, strumenti e logiche di funzionamento. Una buona parte della tesi è poi dedicata al ruolo avuto dai social network nella campagna vincente di Obama. L'obiettivo, raffrontato poi con la situazine italiana, è di analizzare le ultime frontiere della comunicazione politica ponendola in relazione con i modermi mezzi di comunicazione e le nuove tecnologie in una concezione innovativa che è sintesi de comunicazione pubblicitaria e marketing a scopo elettorale. Fondamentale per questo lavoro era contestualizzare i vari esperimenti politici analizzati, differenze di sistema politico, di partiti, di momento storico e di composizione dell'elettorato potevano facilmente sfociare in banali errori metodologici. Per questo è ampio il ricorso storico per spiegare gli avvenimeti salienti di ventanni di avvenimenti politici e di sviluppo della comunicazione politica.

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INTRODUZIONE Gli ultimi anni sono stati protagonisti di numerosi avvenimenti molto importanti a livello politico mondiale, dall’11 settembre, alla guerra al terrorismo afgano e iracheno, alla crisi economica; tutti avvenimenti questi che, in vario grado, hanno contribuito a destabilizzare tutto l’equilibrio politico mondiale contraddistinto anche da un cambio per quanto riguarda le proprie sfere di influenza, dove Cina ed India si stanno facendo prepotentemente sentire come nuove potenze reali e dove gli Stati Uniti e l’Europa sentono il bisogno di una riorganizzazione necessaria per rimanere al passo. In questo contesto, all’inizio del novembre 2008, si è poi verificato un altro avvenimento di importanza cruciale, anche perché senza precedenti: l’elezione alla Casa Bianca di Barack Hussein Obama, il primo presidente nero degli Stati Uniti d’America. Dopo otto anni di amministrazione Bush, l’America di fatto cambia rotta e lo fa nel modo più deciso, scegliendo un leader con poca esperienza politica, ma con una storia incredibile alle spalle, un politico riconosciuto per il suo contributo alla comunità, un uomo che sa parlare con le persone e che soprattutto sa ascoltarle. L’elezione di Obama è solo la fine di un processo che ha coinvolto i partiti riformisti più importanti del mondo, a partire da Bill Clinton e dall’esperienza democratica iniziata con la vittoria elettorale del 1992, per poi passare ai laburisti di Tony Blair, due esempi di partiti di sinistra che hanno saputo svolgere il ruolo di innovatori e di “modernizzatori” in un quadro che vedeva le forze politiche di sinistra del tempo in netta difficoltà vista la recente caduta dell’Unione Sovietica e il vuoto ideologico da essa lasciato nell’elettorato. Un percorso dunque, che parte da questi primi esempi di leader politici che seppero riorganizzare prima dall’interno i propri partiti e poi estendere il loro intento riformista alla società, e che seppero altresì, dopo un periodo praticamente dominato dai partiti conservatori, riallineare la loro azione politica con le aspirazioni degli elettori. In particolare, Blair e Obama, rappresentano a mio avviso due esperienze che, poggiate su una solida base valoriale di partenza, si sono trasformate in concrete esperienze di governo capaci di rovesciare una logica che vedeva il partito Laburista britannico e quello Democratico americano, relegati da tempo ai margini della politica. Come detto, 4

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Lingue e Letterature Straniere

Autore: Giovanni Candussio Contatta »

Composta da 156 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2714 click dal 01/10/2009.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.