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Il valore aggiunto della proprietà familiare nelle imprese del Sistema Moda

Informazioni tesi

  Autore: Elena Santoro
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2006-07
  Università: Università Commerciale Luigi Bocconi di Milano
  Facoltà: Economia
  Corso: Scienze dell'economia
  Relatore: Stefania Saviolo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 183

La proprietà familiare rappresenta il modello capitalistico prevalente nel Sistema Moda italiano.
Alla luce dei numerosi contributi teorici che si sono focalizzati sul tema delle imprese familiari, in generale, e sui fattori critici di successo che potranno risollevare la competitività del Made in Italy, l’obiettivo di tale lavoro è dimostrare l’esistenza di alcuni vantaggi competitivi delle imprese familiari che operano nei settori ad alta intensità simbolica, ed in particolare nella Moda.
La domanda-chiave che ha guidato la ricerca è: la proprietà familiare rappresenta ancora un modello vincente per la competitività del Made in Italy?
Il lavoro è strutturato nei seguenti argomenti: l’impresa familiare ed i punti di forza e di debolezza che possono essere ricondotti a tale modello, nel primo capitolo; il Sistema Moda, i fattori critici di successo delle aziende che in esso operano, e gli orientamenti strategici che sarà necessario seguire affinché le imprese familiari possano ancora essere fonte di valore aggiunto per risollevare la competitività del Made in Italy, nel secondo capitolo;le alternative alla proprietà familiare, ovvero la cessione ai Gruppi multi-brand e multi-bisiness o la quotazione, nonché i vantaggi e gli svantaggi connessi a tali iniziative, illustrati attraverso la presentazione del caso: Mariella Burani Fashion Group, nel terzo capitolo; il Private Equity come strumento di potenziamento per accelerare la crescita delle imprese familiari, e l’analisi dell’esperienza concreta del Fondo Camelot, nel quarto capitolo; la presentazione del caso empirico: Marella Ferrera, impresa familiare di piccole dimensioni che compete nell’Alta Moda, nel quinto capitolo.
L’analisi della strategia di crescita adottata da Marella Ferrera ha permesso di sviluppare, nelle conclusioni, un percorso ipotetico di sviluppo futuro per l’azienda, e di mettere in luce le diverse dimensioni che caratterizzano la crescita di un’impresa di Moda: non soltanto quella economico-finanziaria, ma anche la dimensione culturale, e quella più strettamente legata all’evoluzione stilistica del prodotto.
Attraverso l’illustrazione dei ruoli e dei processi che permettono all’azienda di Moda di realizzare la crescita sotto tutte e tre le dimensioni, si arriverà dunque a rispondere alla domanda-chiave del lavoro e ad individuare gli strumenti di potenziamento di cui necessita la proprietà familiare per rappresentare ancora un modello vincente ai fini della competitività del Made in Italy.

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5INTRODUZIONE Obiettivo di questo lavoro è dimostrare l’esistenza di alcuni vantaggi competitivi delle imprese familiari che operano nel Sistema Moda. La proprietà familiare rappresenta in assoluto il modello di capitalismo prevalente nella realtà imprenditoriale italiana, e la diffusione di tale tipologia di imprese risulta essere maggiore nei settori c.d. “maturi”: tessile-abbigliamento, alimentare, meccanica. Proprio la forte capillarità di imprese o gruppi a proprietà familiare rappresenta, secondo l’opinione di molti autori, la ragione principale della crisi del nostro sistema economico. Le imprese familiari, in particolare, sono tradizionalmente considerate incapaci di mettere in atto processi di crescita duraturi per due “patologie”, note, rispettivamente, come: “capitalisti senza capitale” e “ malattia del nepotismo”.1 La prima indica la resistenza che molte famiglie proprietarie oppongono alla crescita per paura di perdere il controllo della loro azienda, la seconda l’incapacità di gestire in maniera adeguata i processi di ricambio generazionale in modo da portare al vertice persone di reale valore. A tali teorie si sono poi contrapposti altri studi2 che, più recentemente, hanno dimostrato l’esistenza di molti fattori di successo che rendono la performance delle imprese familiari superiore, in termini di fatturato e redditività, rispetto alle altre tipologie di aziende nei rispettivi settori. Così, ad esempio, si è espressa l’imprenditrice di un Gruppo leader nel settore degli elettrodomestici: “il più grande patrimonio delle nostre aziende familiari, il plus essenziale, è costituito dalla profonda passione che gli imprenditori portano avanti e che, nei casi di maggior successo, riescono a trasmettere ai propri collaboratori meglio che in un’azienda totalmente managerializzata. Nel nostro Gruppo c’é un clima di famiglia allargata che condivide un grande progetto di lungo termine e che sente, oltre alla necessità di portare a casa risultati positivi, una precisa responsabilità sociale. Questo perché azienda vuole anche dire creazione di ricchezza, di posti di lavoro, di un indotto molto ampio3”. Il mondo delle imprese familiari abbonda di imprenditori che si esprimono con tale entusiasmo. Ed é proprio il capitale umano delle aziende a proprietà familiare, soprattutto quando lo stesso presenti l’eterogeneità di un management composto in parte da membri interni alla famiglia proprietaria ed in parte da membri esterni, che si configura come la principale fonte di vantaggio competitivo di tali imprese. 1 Guido Corbetta: prefazione all’edizione italiana del volume: “Mantenere il Successo”, a cura di Miller e Le Breton, ed. Etas, Milano, 2005. 2 Tra gli altri: Miller e Le Breton, op. Cit., e J.L.Ward: Unconventional Strategy, in: AA.VV., Strategia delle Aziende Familiari,Dispensa del corso 8112, Università Bocconi, ed. Il Pellicano, Milano,2006. 3 Si tratta del discorso pronunciato da Emma Marcegaglia, A.D insieme al fratello dell’omonimo Gruppo, in occasione del Convegno Nazionale delle Aziende Familiari tenutosi a Milano l’11 Novembre 2005. Gli interventi di tutti gli ospiti cono conservati nel Quaderno Aidaf n° 25.

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Parole chiave

marella ferrera
mariella burani fashion group
moda
private equity
proprietà familiare

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