Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

L'abuso della responsabilità limitata nelle società di capitali: teorizzazioni e rimedi

Il presente lavoro si propone di illustrare il fondamento razionale dell’autonomia soggettiva delle persone giuridiche societarie, nell’ottica di individuare gli effetti patologici che possono conseguirne, in particolare nei termini di abuso della correlata limitazione di responsabilità accordata ai soci delle società capitalistiche. Premesso un inquadramento della fattispecie in chiave giuseconomica, vengono affrontati alcuni profili descrittivi della responsabilità limitata, riferiti prevalentemente ad istituti giuridici di diritto italiano in cui si esplica il fenomeno dell'abuso dello “schermo” societario: l'interposizione fittizia di persona e il c.d. “socio tiranno”; la società unipersonale; la responsabilità della holding nei gruppi societari; i patrimoni destinati ad uno specifico affare; gli amministratori di fatto. Vengono quindi analizzati i rimedi esperiti dalla giurisprudenza italiana nel tentativo di far fronte all’evidente scarto fra l’ondivaga disciplina legislativa e le concrete esigenze di tutela espresse dal ceto creditorio. Tale indagine viene compiuta in una prospettiva comparatistica con le tecniche di piercing the corporate veil del diritto statunitense e di Durchgriff durch die Rechtspersönlichkeit dell’esperienza tedesca, corredate dei più rilevanti contributi dottrinali che ne hanno costituito il presupposto concettuale.

Mostra/Nascondi contenuto.
‐ 1 ‐    INTRODUZIONE    Quello  dell’impiego  abusivo  della  limitazione  del  rischio  dell’impresa  è  un  tema  trasversale all’intero diritto delle società, che punta al cuore della disciplina generale  degli  enti  collettivi.  Affermare  che,  al  ricorrere  di  determinate  condizioni,  può  risultare opportuno superare la barriera che separa i soci dalla società, consentendo  ai  creditori  sociali di aggredire  il patrimonio personale dei  singoli  soci, equivale  ad  insinuare  il  dubbio  che  l’autonomia  patrimoniale  perfetta  non  sia  un  concetto  inviolabile,  e  che  anche  il  “dogma”  della  persona  giuridica  distinta  dalle  persone  fisiche che la compongono possa essere messo in discussione.  Il proposito di  illustrare  il fenomeno, assai ricorrente nella prassi, dell’abuso della  responsabilità  limitata  nelle  società  di  capitali  è maturato  durante  un  periodo  di  studio  trascorso  presso  la  Law  School  della University  of  Richmond,  in  Virginia.  In  particolare, lo spunto per questa analisi è stato offerto da un corso di corporation law  in cui si è approfondito con dovizia di dettaglio  il rimedio giudiziale del piercing the  corporate  veil.  Da  tale  indagine  casistica,  è  sorta  la  convinzione  che  il  tema  della  limitazione della responsabilità negli enti personificati si presta a travalicare i confini  classici del diritto commerciale, suscitando una riflessione su concetti generali quali  quello della persona giuridica e della responsabilità patrimoniale in senso lato.  Per  lungo  tempo,  si  è  ritenuto  che  il  rischio  di  abusi  perpetrati  tramite  lo  sfruttamento  dell’alterità  soggettiva  fra  l’ente  e  i  suoi membri  fosse  il  necessario  scotto da pagare per dare pieno corso alle “magnifiche sorti e progressive” legate allo  sviluppo  dell’imprenditoria.  Nel  concepire  l’evoluzione  della  società  umana  in  rapporto al progresso  industriale, si pensava che essa sarebbe stata  inevitabilmente  compromessa se ai soci delle società capitalistiche – tra tutte, la struttura associativa  considerata  più  appropriata  per  l’esercizio  dell’impresa  –  fosse  stata  opposta  una  responsabilità personale per i debiti assunti nel corso dell’attività sociale.  Giudici e interpreti del diritto si sono dunque trovati di fronte ad un delicato trade‐ off:  per  un  verso  l’esigenza,  considerata  quasi  ineluttabile,  di  promuovere  l’affermazione  della  società  di  capitali  come  principale  attore  economico  dell’era  moderna; per altro  verso  la necessità di attribuire un’adeguata  forma di  tutela nei  confronti di coloro che, soci di minoranza e soprattutto creditori, hanno  interesse a  che la società assuma obbligazioni soltanto nella misura in cui sia in grado di onorarle. 

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Economia

Autore: Jacopo Busnach Ravenna Contatta »

Composta da 276 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 4880 click dal 29/10/2009.

 

Consultata integralmente 16 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.