Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

L'in house providing per l'erogazione e la gestione dei servizi pubblici

Il presente lavoro si occupa di una particolare modalità di gestione dei servizi pubblici, che prende il nome di in house providing, con la quale una pubblica amministrazione può erogare servizi mediante proprie strutture, anche societarie, senza ricorrere all’espletamento delle procedure pubbliche di gara per la scelta del contraente.
L’obiettivo del lavoro è di fornire un’accurata ricostruzione dell’istituto, con particolare riferimento al settore dei servizi pubblici locali, ma senza trascurare l’applicabilità dello stesso nel settore degli appalti pubblici. La trattazione è ispirata al duplice tentativo di valorizzare il principio di auto-organizzazione della pubblica amministrazione e di salvaguardare il principio di promozione e tutela della concorrenza.
Il primo capitolo si dedica alla scoperta delle origini dell’istituto, così come concepito nell’ordinamento nazionale inglese, elaborato in sede comunitaria e, quindi, recepito nell’ordinamento italiano.
Nel secondo capitolo, si delineano i requisiti di legittimità del ricorso a tale modalità di gestione, affrontando la questione della compatibilità dell’istituto, così come interpretato dalla giurisprudenza comunitaria, con il diritto societario post riforma del 2003.
Nel terzo capitolo, si tenta di delimitare la figura dell’ente c.d. in house rispetto alle figure dell’organismo di diritto pubblico e della società mista. In particolare, si tratta la problematica della affidabilità diretta, senza gara, di appalti e servizi ad una società mista.
Il quarto capitolo si dedica alla valutazione della disposizione di cui all’art. 13 del decreto Bersani, al fine di saggiarne l’efficacia a perseguire le finalità di tutela della concorrenza proclamate dal legislatore.
Infine, nel quinto capitolo, si affronta il tema della qualificabilità dell’istituto come eccezionale o viceversa alternativo rispetto all’esternalizzazione con gara, alla luce della recente riforma dei servizi pubblici locali (art. 23-bis della L. 133 del 2008, recentemente modificato dal D.L. 135 del 2009) e del persistente silenzio del Codice degli Appalti.

Mostra/Nascondi contenuto.
6 PREFAZIONE La scelta tra le diverse modalità di gestione di un servizio pubblico è di cruciale importanza, in quanto condiziona l’effettivo grado di apertura del mercato, il ruolo dell’imprenditoria privata, il grado di intervento pubblico nell’economia e la capacità del “sistema-paese” di competere a livello internazionale. Il presente lavoro si occupa di una particolare modalità gestoria, che prende il nome di in house providing, mediante la quale una pubblica amministrazione può erogare servizi mediante proprie strutture, anche societarie, senza ricorrere all’espletamento di procedure pubbliche di gara. L’obiettivo del lavoro è di fornire un’accurata ricostruzione dell’istituto - tra i più controversi del diritto amministrativo - con particolare riferimento al settore dei servizi pubblici locali, ma senza trascurare l’applicabilità dello stesso nel settore degli appalti pubblici. La trattazione è ispirata al duplice tentativo di valorizzare il principio di auto-organizzazione della pubblica amministrazione e di salvaguardare il principio di promozione e tutela della concorrenza. Il primo capitolo si dedica alla scoperta delle origini dell’istituto, così come concepito nell’ordinamento nazionale inglese, elaborato in sede comunitaria dalla Commissione e dalle prime pronunce della Corte di Giustizia e, quindi, recepito nell’ordinamento italiano. Nel secondo capitolo si delineano i requisiti di legittimità del ricorso a tale modalità di gestione, superando le difficoltà legate agli scarni dati normativi, grazie agli apporti della dottrina e attraverso l’analisi approfondita dell’elaborazione giurisprudenziale, sia comunitaria che nazionale. In particolare, si affronta la questione della compatibilità dell’istituto così come interpretato dalla giurisprudenza con il diritto societario post riforma del 2003. Nel terzo capitolo si tenta di delimitare meglio la figura dell’ente c.d. in house rispetto alla figura dell’organismo di diritto pubblico affidatario diretto di appalti di servizi e rispetto alla figura della società mista. In particolare, si tratta la problematica della affidabilità diretta, senza gara, di appalti e servizi ad una società mista. Il quarto capitolo è dedicato alla valutazione dell’impatto della disposizione

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Ginevra Biadico Contatta »

Composta da 192 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 5209 click dal 03/11/2009.

 

Consultata integralmente 41 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.