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Crisi finanziaria e modelli di governance bancaria - Italia e Stati Uniti a confronto

Analizzando la recente crisi finanziaria generatasi negli Stati Uniti a partire dall'estate 2007, si sono individuati i fattori generatori della stessa; tra questi un ruolo chiave è stato imputato alle carenze ravvisabili nei modelli di corporate governance adottati dagli intermediari finanziari statunitensi. Tale responsabilità è stata attribuita in virtù del legame esistente tra la distribuzione dei poteri di gestione e controllo all'interno degli organi societari e la natura delle scelte gestionali poste in atto. Se infatti un assetto di good governance contribuisce all'implementazione di una sana e prudente gestione caratterizzata da efficacia ed efficienza, di contro un sistema di bad governance inevitabilmente determina l'instabilità del singolo intermediario bancario e dell'intero sistema all'interno del quale esso si trova ad operare.
Dopo aver analizzato il contesto statunitense, epicentro della crisi, il campo d'indagine è stato ampliato, in particolare è stato effettuato un confronto con il sistema bancario italiano. Tale paragone è stato compiuto per sottolineare in maniera ancor più incisiva il nesso causale esistente tra crisi finanziaria e assetto di governance statunitense. All'interno del nostro sistema finanziario non si sono verificati, infatti, comportamenti assimilabili a quelli delle banche americane alla base della crisi, si è quindi ritenuto che ciò sia riconducibile alla mancanza dei fattori di distorsione che hanno permeato la distribuzione dei poteri e delle funzioni di gestione e di controllo all'interno delle strutture bancarie negli Stati Uniti.
Dall'analisi compiuta a carico degli intermediari bancari italiani, sono comunque emersi dei peculiari elementi di debolezza, tipici del contesto economico finanziario nazionale. Ciò ha condotto alla conclusione che la presenza di fattori distorsivi non sia ascrivibile esclusivamente al contesto statunitense, ma come in realtà essi siano presenti all'interno di tutti i sistemi bancari, anche all'interno di quelli che hanno manifestato una maggiore solidità. La loro individuazione è stata favorita dalla crisi stessa, infatti, richiamando l'attenzione sulla centralità che gli assetti di governance hanno nel determinare l'andamento dei sistemi bancari, essa ha indotto le diverse autorità a compiere una loro analisi approfondita, individuandone i punti di debolezza e pianificando una loro correzione per evitare che in futuro si ripresentino delle situazioni assimilabili a quella passata. Tali interventi correttivi richiedono, per non perdere la propria efficacia, un'attività coordinata dei diversi Paesi, in modo da ricostituire a livello globale una rinnovata governance, un sistema bancario più solido e stabile, presupposti indispensabili per una effettiva e duratura ripresa economica e per l'affermazione di una nuova finanza più trasparente ed etica.

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INTRODUZIONE A partire dall’estate 2007 la violenta crisi finanziaria originatasi negli Stati Uniti ha avuto profonde ripercussioni sull’intero sistema finanziario mondiale. Le conseguenze negative sono state innumerevoli e di ampia portata, ma senza dubbio tra gli eventi maggiormente significativi rientrano i fallimenti ed i salvataggi delle grandi banche internazionali, considerate dei veri e propri giganti nell’ambito finanziario. Il fallimento di Lehman Brothers, la nazionalizzazione di Fannie Mae e Freddie Mac, il salvataggio di Citigroup, hanno avuto una tale portata e sono stati talmente carichi di conseguenze che, prendendo spunto da questi eventi, il seguente lavoro si propone di individuare una relazione di causa-effetto tra la condotta degli operatori finanziari statunitensi e l’esplosione della crisi, restringendo il campo di indagine al settore bancario. In particolare si dimostrerà come la nascita degli sconvolgimenti finanziari e l’entità degli stessi sia stata influenzata da un deterioramento degli assetti di corporate governance negli operatori bancari e dei sistemi di regolamentazione e controllo ad essi applicabili, tesi ulteriormente confermata dal confronto di tali elementi nell’esperienza statunitense e in quella italiana. Inoltre, procedendo nell’analisi, si sottolineerà come la presenza di elementi distorsivi nei sistemi finanziari, ed in particolare in quello bancario, non sia un fenomeno circoscritto agli Stati Uniti ma, viceversa, sia un fenomeno generalizzato, conseguente implicazione dello sviluppo che i sistemi finanziari globali hanno affrontato negli ultimi anni. Si sottolineerà, poi, come l’individuazione di tali problematiche sia stata favorita dalla rinnovata attenzione generata dalla crisi finanziaria per le tematiche attinenti la corporate governance bancaria ed i sistemi di controllo e regolamentazione rilevando come la crisi, al di là, delle conseguenze negative generate, possa essere vista come un’opportunità per l’attivazione di valide misure correttive. Più nello specifico, nella prima parte del lavoro verrà effettuata un’analisi della crisi finanziaria, considerandone le origini, i fattori scatenanti e l’evoluzione. Individuando fra le cause i comportamenti opportunistici attuati dai diversi operatori finanziari

Laurea liv.I

Facoltà: Economia

Autore: Elisabetta Taormina Contatta »

Composta da 149 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.