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Analisi comparativa italiano-inglese della rivista ''Vanity Fair''

Informazioni tesi

  Autore: Eleonora Torre
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2008-09
  Università: Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano
  Facoltà: Scienze Linguistiche e Letterature Straniere
  Corso: Lingue e letterature straniere
  Relatore: Margherita Ulrych
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 105

Questa tesi si propone come scopo l’analisi linguistica, semiotica e pubblicitaria fra la versione italiana e quella angloamericana della rivista Vanity Fair, edita da Condé Nast, mettendone così in evidenza affinità e contrasti.

La preferenza è ricaduta su Vanity Fair in quanto essa è una testata internazionale, ormai quasi centenaria in suolo americano, con una diffusione mondiale e può dunque considerarsi, oltre che un vero e proprio marchio, anche quasi un’istituzione. Lo studio si potrà rivelare particolarmente interessante in riferimento al confronto tra versioni diverse della stessa testata per osservare come uno stesso progetto editoriale si adatti in funzione della variabile socio-culturale. Inoltre, in un mercato in cui le riviste femminili sono sempre state considerate di basso livello, si vuole prendere in considerazione una rivista di target elevato, che oltre ad occuparsi di moda, stilisti, abiti raffinati e sfilate patinate, offre anche largo spazio all’attualità e ai fatti di cronaca, nonchè ad un’immagine di donna lavoratrice, impegnata, coraggiosa, ottimista ed immersa nella vita sociale quotidiana, che non è più solo una casalinga sognatrice ma anche capace di affrontare mille impegni senza rinunciare alla cura di sé ed alle ultime tendenze.

Il presente elaborato è strutturato in tre capitoli:
il primo capitolo è introduttivo e traccia le linee storiche principali riguardanti la nascita della testata, il suo target di riferimento di lettori, le tecniche di coinvolgimento dell’audience presenti ed infine la sua diffusione a livello nazionale ed internazionale;
il secondo capitolo entrerà nel vivo dell’analisi semiotica e qualitativa della rivista in generale, partendo dalla copertina e dalla suddivisione delle rubriche, passando per le strategie pubblicitarie presenti ed infine concludendo con l’analisi linguistica inerente soprattutto al lessico specialistico ed ai registri utilizzati;
il terzo ed ultimo capitolo è dedicato allo studio comparato delle due edizioni, italiana ed angloamericana, seguendo lo schema di analisi proposto nel capitolo precedente si prenderà in considerazione la capacità di “significare” inscritta nella rivista stessa indipendentemente dalla sua versione. Sarà così possibile evidenziare le differenze e le continuità nello sviluppo delle riviste e nella loro evoluzione globale e sottolineare le intenzioni che le due edizioni si propongono, soprattutto in materia di scelte linguistiche specifiche.

Il luogo dell’analisi linguistica e dell’esame semiotico di questa ricerca è un corpus costituito dalle testate di Vanity Fair prendendo in considerazione le pubblicazioni che si riferiscono, per quanto riguarda la versione italiana, ai quattro numeri settimanali di Marzo 2009 (Vanity Fair Italia n.9, 4 Marzo 2009; Vanity Fair Italia n.10, 11 Marzo 2009; Vanity Fair Italia n.11, 18 Marzo 2009 e Vanity Fair Italia n.12, 25 Marzo 2009) mentre per quanto concerne la versione angloamericana al numero mensile di Marzo 2009 (“Vanity Fair International” n. 583, 1 March 2009). Oltre a questo periodo di studio specifico, la rivista è stata oggetto di lettura privata personale della Candidata dal 2004, che ha quindi avuto la possibilità di approfondire particolarmente l’argomento trattato nella Memoria.

L’analisi si prospetterà particolarmente interessante proprio perché le due edizioni hanno una periodicità di uscita diversa. Infatti la versione angloamericana della rivista è fin dalle sue origini ad un mensile. L’Italia è invece l’unico paese in cui la pubblicazione esce con cadenza settimanale, anche se inizialmente nel 2003, la rivista era stata lanciata sul mercato italiano come mensile ma a livello di concorrenza il mercato italiano era saturo di mensili di questo tipo e, anche dal punto di vista pubblicitario, la fetta di mercato che sarebbe stato possibile spartirsi era molto esigua: per questo motivo dopo pochi mesi è stato trasformata in settimanale, formula nella quale ha trovato una collocazione precisa nel panorama italiano, che non era particolarmente ricco di settimanali a tutto campo.

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INTRODUZIONE Questa tesi si propone come scopo l’analisi linguistica, semiotica e pubblicitaria fra la versione italiana e quella angloamericana della rivista Vanity Fair, edita da Condé Nast, mettendone così in evidenza affinità e contrasti. La preferenza è ricaduta su Vanity Fair in quanto essa è una testata internazionale, ormai quasi centenaria in suolo americano, con una diffusione mondiale e può dunque considerarsi, oltre che un vero e proprio marchio, anche quasi un’istituzione. Lo studio si potrà rivelare particolarmente interessante in riferimento al confronto tra versioni diverse della stessa testata per osservare come uno stesso progetto editoriale si adatti in funzione della variabile socio-culturale. Inoltre, in un mercato in cui le riviste femminili sono sempre state considerate di basso livello, si vuole prendere in considerazione una rivista di target elevato, che oltre ad occuparsi di moda, stilisti, abiti raffinati e sfilate patinate, offre anche largo spazio all’attualità e ai fatti di cronaca, nonchè ad un’immagine di donna lavoratrice, impegnata, coraggiosa, ottimista ed immersa nella vita sociale quotidiana, che non è più solo una casalinga sognatrice ma anche capace di affrontare mille impegni senza rinunciare alla cura di sé ed alle ultime tendenze. Il presente elaborato è strutturato in tre capitoli: il primo capitolo è introduttivo e traccia le linee storiche principali riguardanti la nascita della testata, il suo target di riferimento di lettori, le tecniche di coinvolgimento dell’audience presenti ed infine la sua diffusione a livello nazionale ed internazionale; il secondo capitolo entrerà nel vivo dell’analisi semiotica e qualitativa della rivista in generale, partendo dalla copertina e dalla suddivisione delle rubriche, passando per le strategie pubblicitarie presenti ed infine concludendo con l’analisi linguistica inerente soprattutto al lessico specialistico ed ai registri utilizzati; il terzo ed ultimo capitolo è dedicato allo studio comparato delle due edizioni, 5

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