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Caratterizzazione degli effetti delle calzature sugli adulti

Informazioni tesi

  Autore: Pietro Borazio
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2007-08
  Università: Università degli Studi di Ancona
  Facoltà: Ingegneria
  Corso: Ingegneria biomedica
  Relatore: Tommaso Leo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 79

Una delle difficoltà per chi costruisce scarpe è garantire il comfort; ma le industrie calzaturiere devono soddisfare i dettami della moda e delle ultime tendenze spesso a discapito del comfort e della salute di chi le indossa quotidianamente.
Gli studi illustrati nella rassegna bibliografica evidenziano come la scarpa è un elemento pienamente protagonista nella camminata e nonostante ciò non c’è ancora una classifica precisa delle scarpe poiché i fattori che entrano in gioco sono tanti.
Uno degli obiettivi di questo studio è quello di individuare le caratteristiche delle scarpe per creare una “ carta d’identità “ per ogni tipo di calzatura. Questa speciale carta d’identità avrà voci come durezza, rigidezza, spessore della suola, parametri legati alla forma della scarpa.
Dalla letteratura visionata si nota l’assenza di una caratterizzazione seria delle calzature e della popolazione sottoposta a test, quindi si omettono le possibili correlazioni tra le variazioni muscolo-scheletriche dei soggetti sani sottoposti a test e le diverse caratteristiche strutturali delle scarpe.
Perciò in questo lavoro si terrà conto della correlazione che c’è tra le calzature ed il comportamento dei soggetti esaminati dal punto di vista anatomico, dinamico ed elettromiografico.
Una volta effettuata queste rilevazioni, anatomiche per il soggetto e strutturali per la scarpa, si può procedere all’acquisizione dei dati del paziente e allo studio vero e proprio della camminata confrontando le condizioni da calzato e scalzo. Siccome il movimento umano è il risultato di un complesso processo di elaborazione di segnali sotto il controllo del sistema nervoso centrale, l’analisi del cammino deve prevedere una ricerca di tipo multifattoriale, ossia una triplice analisi che comprenda i dati cinematici, cinetici ed elettromiografici.

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6 Introduzione Ogni anno i consumatori spendono milioni di euro per "scarpe da passeggio" che promettono di rendere la marcia di chi le calza piø "corretta" e confortevole. Ogni anno, ulteriori milioni di euro vengono spesi in supporti ortopedici progettati per "normalizzare" il bilanciamento del piede, la stabilit e l andatura. I podologi ed altri medici prescrivono continuamente terapie e prodotti ad hoc per correggere i problemi di marcia e ristabilire un andatura "normale". Mentre queste terapie hanno qualche benefico effetto sui sintomi indotti dall andatura scorretta, spesso sono inefficaci nel ristabilire quella naturale. PerchØ? PerchØ la marcia naturale Ł biomeccanicamente impedita a chiunque calzi scarpe. Marcia naturale e scarpe sono biomeccanicamente incompatibili perchØ qualsiasi scarpa tramuta il normale nell anormale, il naturale nell innaturale. E nessuna terapia o apparato meccanico, non importa quanto raffinato o ben applicato, pu completamente ristabilire una corretta andatura. Anzitutto, bisogna distinguere fra "naturale" e "normale". Normale Ł ci che Ł considerato uno standard, una sorta di media. Ad esempio, ognuno si prende un raffreddore di tanto in tanto, per cui il raffreddore Ł "normale", anche se non Ł naturale nØ salutare. Di converso, "naturale" designa lo stato originale ed ideale che deriva dalla natura stessa. Per cui la differenza fra normale e naturale Ł quella che passa fra ci che Ł e ci che potrebbe o dovrebbe essere. Applicando il concetto alla marcia umana, possiamo dire che nella societ "calzata" molta gente adotta quella che possiamo definire un andatura "normale", mentre nelle societ "scalza" si ha un a ndatura "naturale". C’Ł molto dibattito circa quello che costituisce la funzione del piede normale e come la "Normalit " Ł determinata. ¨ importante not are che la "Normalit " attualmente accettata, secondo la letteratura medica, Ł stata dedotta da studi che hanno messo sotto osservazione la funzione del piede ed i movimenti correlati,come la camminata, su esemplari di popolazioni che hanno portato scarpe fin dall’infanzia. Significativamente, la Normalit definita sulla b ase di studi effettuati su popolazioni prevalentemente scalze mostra caratteristiche drasticamente diverse riguardo alla funzione del piede. [1, 2] La differenza tra gli studi condotti su popolazioni scalze e quelle calzate, sta nel fatto che, nel primo caso, il piede essendo libero, ha raggiunto uno sviluppo completo.[69] ¨ anche ovvio che un arto limitato dall uso quotidiano delle calzature, esibisce una rigidezza associata alla scarpa e che con il passare del tempo Ł incapace di svolgere compiti motori che un arto, da sempre libero, compie con disinvoltura. Perci la Normalit , riguardo la funzione del piede su cui Ł basata l’eficacia della pratica terapeutica e clinica, Ł soggettiva.

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Parole chiave

cinematica
cinetica
elettromiografia
piede
scarpa
walking

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