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Le azioni correlate

Informazioni tesi

  Autore: Lorenzo Bacialli
  Tipo: Tesi di Specializzazione/Perfezionamento
Specializzazione in Riforma Diritto Societario
Anno: 2008
Docente/Relatore: Niccolò Abriani
Istituito da: Università degli Studi di Firenze
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 17

La riforma del diritto societario, realizzata con il D. Lgs. 6 del 17 gennaio 2003, si è caratterizzata per numerose innovazioni, apportate anche in tema di azioni e strumenti partecipativi in genere.
Il Legislatore ha riconosciuto vasta discrezionalità all’autonomia statutaria, ad esempio “allentando” il rigido rapporto tra ammontare del conferimento e proporzione della partecipazione al capitale della società da parte di un singolo socio , ma anche riconoscendo la possibilità di emissione di azioni prive del valore nominale.
Tale discrezionalità rende i titoli azionari sempre più diversificabili nei diritti amministrativi e patrimoniali ad esse associate, consentendo di configurare categorie speciali di azioni.
Per quanto riguarda i diritti patrimoniali, l'autonomia statutaria è libera di modificare la misura e le modalità di percezione dei vantaggi patrimoniali. Con il nuovo art. 2348 co. 2, è stata introdotta la possibilità di << creare, con lo statuto o con successive modificazioni di questo, categorie di azioni fornite di diritti diversi anche per quanto concerne l’incidenza delle perdite >>.
È inoltre consentita la creazione di categorie di azioni:
• remunerate in base ad una quota fissa di utili
• remunerate con preferenza rispetto alle azioni ordinarie
• sottoposte a un diverso trattamento nel rimborso della quota in caso di scioglimento del rapporto sociale (recesso e/o liquidazione della società).
In merito ai diritti amministrativi, la nuova formulazione dell'articolo 2351 del Codice Civile consente espressamente di creare, mediante previsione statutaria, azioni:
• completamente prive del diritto di voto
• con voto limitato a particolari argomenti
• con voto subordinato al verificarsi di determinate condizioni, purché non meramente
potestative - ad esempio, la realizzazione di un utile distribuibile risultante dal bilancio d'esercizio.
(Corsi [2003], Acierno [2004], Patroni Griffi [2005]).
In quest’opera di determinazione del contenuto delle speciali categorie di azioni, il generale principio della parità dei diritti conferiti ai possessori delle azioni (art. 2348 co. 1) trova attuazione con riferimento alle relative categorie di azioni definite per statuto (art. 2348 co. 3).
L’autonomia statutaria ormai incontra limiti “estremi”: nella modificazione dei diritti patrimoniali, quello generale del divieto di patto leonino (art. 2265 per le società di persone, ma applicabile anche alle società di capitali); nella modificazione dei diritti di voto, quello del divieto di emettere azioni a voto plurimo (art. 2351, comma 4) e quello costituito dal divieto di superare con tali azioni la metà del capitale sociale (art. 2351, comma 2) (Corsi [2003]).
Il Legislatore ha poi “tipizzato” alcune tipologie di azioni speciali (“atipiche” prima della riforma), stabilendo, all’art. 2350, comma 2, che << al di fuori dai casi di cui all’art. 2447-bis (Patrimoni destinati ad uno specifico affare), la società può emettere azioni fornite di diritti patrimoniali correlati ai risultati dell’attività sociale in un determinato settore >> (in deroga al generale << diritto a una parte proporzionale degli utili netti e del patrimonio netto risultante dalla liquidazione >> attribuito da ciascuna azione ex-art. 2350, comma 1).
Le azioni correlate costituiscono dunque una speciale e (ormai) tipizzata categoria di azioni, fornita di diritti patrimoniali correlati ai risultati conseguiti dalla società in un determinato settore o ramo di attività. In caso poi di più emissioni di azioni, ciascuna correlata ad un diverso settore di attività, saremo in presenza di una molteplicità di autonome categorie di azioni (Patroni Griffi [2005]).

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Preview La riforma del diritto societario, realizzata con il D. Lgs. 6 del 17 gennaio 2003, si è caratterizzata per numerose innovazioni, apportate anche in tema di azioni e strumenti partecipativi in genere. Il Legislatore ha riconosciuto vasta discrezionalità all’autonomia statutaria, ad esempio “allentando” il rigido rapporto tra ammontare del conferimento e proporzione della partecipazione al capitale della società da parte di un singolo socio 1 , ma anche riconoscendo la possibilità di emissione di azioni prive del valore nominale. Tale discrezionalità rende i titoli azionari sempre più diversificabili nei diritti amministrativi e patrimoniali ad esse associate, consentendo di configurare categorie speciali di azioni. Per quanto riguarda i diritti patrimoniali, l'autonomia statutaria è libera di modificare la misura e le modalità di percezione dei vantaggi patrimoniali. Con il nuovo art. 2348 co. 2, è stata introdotta la possibilità di << creare, con lo statuto o con successive modificazioni di questo, categorie di azioni fornite di diritti diversi anche per quanto concerne l’incidenza delle perdite >>. È inoltre consentita la creazione di categorie di azioni: ξ remunerate in base ad una quota fissa di utili ξ remunerate con preferenza rispetto alle azioni ordinarie ξ sottoposte a un diverso trattamento nel rimborso della quota in caso di scioglimento del rapporto sociale (recesso e/o liquidazione della società). In merito ai diritti amministrativi, la nuova formulazione dell'articolo 2351 del Codice Civile consente espressamente di creare, mediante previsione statutaria, azioni: ξ completamente prive del diritto di voto ξ con voto limitato a particolari argomenti ξ con voto subordinato al verificarsi di determinate condizioni, purché non meramente potestative - ad esempio, la realizzazione di un utile distribuibile risultante dal bilancio d'esercizio. (Corsi [2003], Acierno [2004], Patroni Griffi [2005]). In quest’opera di determinazione del contenuto delle speciali categorie di azioni, il generale principio della parità dei diritti conferiti ai possessori delle azioni (art. 2348 co. 1) trova attuazione con riferimento alle relative categorie di azioni definite per statuto (art. 2348 co. 3). 1 Tale innovazione trova comunque un limite generale nell’obbligo generale di rispettare l’uguaglianza tra valore complessivo dei conferimenti e ammontare globale del capitale sociale.

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