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Letteratura & Linguaggio : Translinguismo & Traduzione - Enduring Babele-Poetica dei Mondi, Poetiche del Mondo

"Letteratura & Linguaggio : Translinguismo & Traduzione - Enduring Babele-Poetica dei Mondi, Poetiche del Mondo", è un documento su lingue, linguaggi, translinguismo, traduzione, Babilonia, Babele.

Dall'Introduzione:

'Lingua & trasmissione.
Sono queste due assonanze delle quattro parole a titolo di questa tesi.
E sono tendenzialmente infinite la assonanze, le similitudini, le sovrapposizioni, le rime che su questa tesi s’incontrano, di continuo, in quel continuo caos che è la creazione.
E ciascuna delle parole di quest’ultimo periodo serba in sé, sotto di sé, attraverso sé diversi significati in un gioco di scatole cinesi - di matrioske più propriamente, per questo, per ora - che è uno spazio vitale reale, effettivo, che prescinde da qualsiasi razza o ragione, pretesa o pazzia…
. ..come ‘similitudini’, così come del suo speculum ‘diversità’; assonanze, come suono della forma del jazz a venire di Ornette Coleman, e come i mille suoni di tutto, persino del mimo da Sofrone di Siracusa a Marcel di Strasbourg; come ‘sovrapposizioni’, di pensieri uno dopo l’altro, di parole prima e dopo essi, ed attraverso, soprattutto attraverso, l’un l’altro & l’altro l’uno; come rime, non necessariamente metriche ma comunque testuali, non necessariamente aleatorie bensì certamente strutturali; come ‘continuo’, che la continuità sono gli anelli della stessa unica, infinita catena che è la correlazione delle particelle minime tutte dell’universo, e più in piccolo la continuità che c’è tra chiunque e chiunque altro, in pochi passi, anzi in uno solo, per cominciare a destra solo perché daqualche parte si dovrà pur cominciare o da qualche altra, per poi continuare in ogni direzione possibile; come ‘tendenzialmente’ e come ‘infinita’, come l’universo e come noi che come una matrioska vi stiam dentro, vi siam dentro, diveniam fuori..
E’ questa una tesi sull’essenza dell’essere, ch’è trovata unicamente nel non unico, nel non isolamento, nel relazionarsi agli altri, nel far parte d’un qualcosa ch’è molto più che Gaia, bensì ch’è l’universo del quale facciam parte e col quale dunque siam messi in correlazione, e dunque in comunicazione.
In movimento, chi si ferma è perduto, e perduto è chiunque se non resta a comunicare in contatto con gli altri.
In un mondo tanto piccolo in un universo tanto grande quali sono i nostri, esistono migliaia di lingue e migliaia e migliaia ne sono esistite. Questa è una tesi sul come possono e come non possono che comunicare queste lingue tra loro, ed attraverso loro noi, che siamo i mezzi per loro d’essere, e viceversa.
E non solo.
Non soltanto sul linguaggio del verbo, ma circa ogni linguaggio possibile. Ed anche circa quello impossibile, ma a cui bisogna che tutti tendiamo, ovvero ad un linguaggio unico che non si trova all’origine [che l’origine non esiste, è un anello staccato dal resto della catena, è un attimo che è andato, tornato all’origine appunto e che dunque più non è, è un qualcosa a cui non più volgersi, ma volgersi al suo diametrale contrario: all’allontanarvisi, all’avanti] bensì si potrà trovare solo alla fine, alla fine della costruzione della Torre di Babele che per definizione è infinita, oltrepassa il cielo, lo attraversa, e che per sfida, per tensione vitale (di movimento e mantenimento, della vita) non possiam far altro che continuare a costruire, sempre più in alto, sempre più caotica, sempre più impossibile e proprio per questo possibile, sempre più vite, sempre più vita.
Poiché l’unico stato che ci governa è il caos, l’unico linguaggio che possiamo parlare nell’universo sono i linguaggi tutti dell’universo, l’unica evoluzione che possiamo perpetrare è la rivoluzione e l’unico limite che non ci può oltrepassare è il cielo, e ogni altro limite lo stesso.
Rivoluzione, si.
Questa tesi si fonda sulle riflessioni d’una vita e sui riflessi di due libri: “After Babel” di George Steiner e “The Translingual Imagination” di Steven G. Kellman.

E’ questo un testo che tende sino ad oltre gli uomini stessi, oltre a dio dunque, che dagli uomini è stato creato e dunque è meno potente, è in effetti degli uomini debolezza. Tende oltre il linguaggio stesso dell’uomo, la sua espressione e la sua affermazione.
Tende, questo testo, a qualcosa di più importante dell’uomo in sé per sé e ovvero all’affermazione dell’esistere dell’uomo, e del suo esprimere, ovvero al comunicare questo all’altra, alla donna. E viceversa. E quella donna a un altro uomo, e poi ad un’altra donna ancora, ciascuno nel suo linguaggio e ciascun ponte tra due (o più) una traduzione (e più), una traslazione, un attraversamento. Il linguaggio, proprio come vita, fatto per essere attraversato, per essere tradotto, per essere trasmesso. Questa tesi è questo. Questa tesi è Babele.'

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I. Introduzione Lingua & trasmissione. Sono queste due assonanze delle quattro parole a titolo di questa tesi. E sono tendenzialmente infinite la assonanze, le similitudini, le sovrapposizioni, le rime che su questa tesi s’incontrano, di continuo, in quel continuo caos che è la creazione. E ciascuna delle parole di quest’ultimo periodo serba in sé, sotto di sé, attraverso sé diversi significati in un gioco di scatole cinesi - di matrioske più propriamente, per questo, per ora - che è uno spazio vitale reale, effettivo, che prescinde da qualsiasi razza o ragione, pretesa o pazzia… . ..come ‘similitudini’, così come del suo speculum ‘diversità’; assonanze, come suono della forma del jazz a venire di Ornette Coleman, e come i mille suoni di tutto, persino del mimo da Sofrone di Siracusa a Marcel di Strasbourg; come ‘sovrapposizioni’, di pensieri uno dopo l’altro, di parole prima e dopo essi, ed attraverso, soprattutto attraverso, l’un l’altro & l’altro l’uno; come rime, non necessariamente metriche ma comunque testuali, non necessariamente aleatorie bensì certamente strutturali; come ‘continuo’, che la continuità sono gli anelli della stessa unica, infinita catena che è la correlazione delle particelle minime tutte dell’universo, e più in piccolo la continuità che c’è tra chiunque e chiunque altro, in pochi passi, anzi in uno solo, per cominciare a destra solo perché da qualche parte si dovrà pur cominciare o da qualche altra, per poi continuare in ogni direzione possibile; come ‘tendenzialmente’ e come ‘infinita’, come l’universo e come noi che come una matrioska vi stiam dentro, vi siam dentro, diveniam fuori.. E’ questa una tesi sull’essenza dell’essere, ch’è trovata unicamente nel non unico, nel non isolamento, nel relazionarsi agli altri, nel far parte d’un qualcosa ch’è molto più che Gaia, bensì ch’è l’universo del quale facciam parte e col quale dunque siam messi in correlazione, e dunque in comunicazione. In movimento, chi si ferma è perduto, e perduto è chiunque se non resta a comunicare in contatto con gli altri. 6

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: David Tozzo Contatta »

Composta da 65 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1676 click dal 26/11/2009.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.