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Risk Management: strategie innovative per la gestione del rischio nelle organizzazioni sanitarie

Il Risk Management è un processo decisionale che coinvolge considerazioni di ordine politico, sociale, economico e tecnico, mediante una ponderata analisi e valutazione dei rischi. Secondo una corretta e moderna interpretazione, è una procedura finalizzata al miglioramento della qualità e lo studio degli eventi indesiderati è uno strumento utile a promuovere l’approccio al “litigation management” (gestione del contenzioso).

I vantaggi dell’adozione delle procedure di Risk Management sono numerosi:

• una maggiore efficacia della programmazione;
• un’efficiente ed efficace erogazione delle prestazioni ed allocazione delle risorse;
• un elevato standard delle prestazioni, orientate al cliente e di responsabilità nel'organizzazione;
• creatività e innovazione organizzativa;
• miglioramento della capacità competitiva e del morale dell'organizzazione;
• flessibilità nella gestione degli obiettivi;
• trasparenza nel processo decisionale.

Analizzando la genesi di un incidente, prendendo in considerazione tutti gli eventi, gli errori, i deficit che lo hanno generato, ci si accorge che la maggior parte delle cause sono dovute all’uomo, ma solo una piccolissima parte di esse è rappresentata da un vero e proprio errore umano.

Nella maggior parte dei casi, infatti, si tratta di problemi di manutenzione o di decisioni manageriali errate, o di sistemi di comunicazione inefficaci. Raramente gli incidenti sono stati causati da un unico errore, umano o tecnologico, più spesso essi sono il frutto di una concatenazione di errori ed eventi e l’operatore, responsabile dell’errore finale, non è altro che l’ultimo anello di questa catena.

È di importanza evidente che le Aziende Sanitarie possano dimostrare il proprio impegno, far conoscere le azioni intraprese e documentare i risultati ottenuti. Ciò infatti ha notevoli ripercussioni a diversi livelli dell’azione interna di governo aziendale :

• motiva il personale e ne conferma l’ impegno ad adottare metodi e strumenti per rendere più sicuro l’ambiente di erogazione delle cure di cui ha responsabilità o in cui opera;
• mantiene l’attenzione del sistema organizzativo alle esigenze di un’appropriata, ragionevole, conforme attività clinica;
• crea l’opportunità di contenere i danni economici degli eventi sfavorevoli e gli esborsi per la loro prevenzione;
• nei confronti dell’ambiente esterno ha effetti sui pazienti e sui cittadini in generale in quanto trasmette fiducia, immagine e reputazione positiva.

Un riscontro alle azioni intraprese viene ottenuto dalle Aziende attraverso l’istituto dell’accreditamento. Tale verifica verrà condotta attraverso una specifica lista di controllo che esplora gli aspetti fondamentali dell’approccio alla gestione del rischio clinico e alcuni aspetti riferibili alle aree giuridico-amministrative, applicabili alla gestione del rischio tout court.

I sistemi di valutazione della performance dovranno inoltre individuare gli indicatori utilizzabili per analisi più aggregate; la promozione della cultura della sicurezza e le competenze per l’adozione dei nuovi strumenti necessitano di azioni formative coerenti e consistenti.

Si aggiunge inoltre la necessità di sviluppare percorsi specifici di consapevolizzazione sul tema generale della sicurezza in sanità e di addestramento all’uso di strumenti specifici. Particolarmente efficace è l’utilizzo di iniziative di formazione sul campo. Si individuano inoltre come specifici campi di sviluppo delle competenze l’approccio ai percorsi di team building e di rafforzamento delle competenze di gestione delle crisi.

Alcuni temi attualmente oggetto di attenzione o che coinvolgeranno in futuro le Aziende sono :

• lo sviluppo della sicurezza attraverso l’implementazione di strumenti informatizzati in grado di garantire la tracciabilità di prodotti quali farmaci, sangue, dispositivi biomedici;
• l’avvio del sistema rapido di segnalazione di eventi infettivi epidemici o sentinella, e la produzione di linee di indirizzo organizzative per la gestione delle infezioni da struttura;
• lo sviluppo di procedure madri in campi poco presidiati (quali gestione del caso o gestione del processo clinico di utilizzo dei farmaci);
• l’introduzione o il rafforzamento nelle Aziende della competenza dello studio delle cause degli incidenti, della mediazione del conflitto e della conciliazione, e la valutazione del loro impatto organizzativo, attraverso professionisti adeguatamente formati quali infermieri con competenze in specifici settori di medicina legale ed infermieristica forense;
• il monitoraggio e la diffusione di buone pratiche la cui efficacia nella prevenzione del rischio risulti documentata;
• l’arricchimento del materiale per la formazione e l’informazione;
• il coinvolgimento dei cittadini e degli utenti nel processo di gestione del rischio;
• lo sviluppo di format per la valutazione/autovalutazione del raggiungimento dei risultati stabiliti, integrata nel processo di accreditamento.

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3 Introduzione Il motto “primum non nocere” è il fondamento della deontologia sanitaria (infermieristica e medica), e la sorveglianza del rischio clinico è sempre presente nella pratica professionale. Attenzione e interventi per la prevenzione degli incidenti, degli eventi avversi e dei danni sono contestuali alla nascita dell’attività sanitaria stessa. Quando si parla di “gestione del rischio” nelle strutture sanitarie si intende il metodo con cui si affronta in modo sistematico la sicurezza. Ciò richiede la creazione di un ambito di governo dei rischi costituito da un sistema di valori e risorse, norme, procedure, comportamenti codificati e informazioni volto a limitare o eliminare i pericoli comunque presenti, in primis quelli legati all’erogazione delle cure. Si tratta di un approccio gestionale globale alla sicurezza (safety) che comprende e tende ad integrare sia aspetti statici e dinamici (definiti rispettivamente da requisiti strutturali ed organizzativi) sia le modalità di controllo degli eventi avversi (connessi a farmaci, infezioni nosocomiali, complicazioni post-chirurgiche), come tradizionalmente affrontate in ambito clinico ed in riferimento ai pazienti. L’identificazione del rischio clinico è il primo passo del processo che porta a migliorare la sicurezza dei pazienti. Ciò deve avvenire, tuttavia, in un contesto metodologico ampliato, con strumenti orientati ad allargare il campo di osservazione /azione per l’apprendimento e l’adozione di pratiche efficaci. Vengono quindi proposte azioni di governo attraverso le quali è possibile prevenire gli errori e gli incidenti. «Per

Tesi di Master

Autore: Paolo Onesti Contatta »

Composta da 71 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.