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Le sanzioni disciplinari nel lavoro alle dipendenze delle Pubbliche Amministrazioni

Il presente lavoro analizza il processo di privatizzazione del pubblico impiego iniziato nel 1993 e terminato definitivamente con il decreto legislativo 165/2001.
Il testo unico racchiude una disciplina unitaria specie in relazione al procedimento disciplinare attuato nei confronti del dipendente pubblico.
La tesi tratta le responsabilità amministrativa, civile e disciplinare del dipendente pubblico, analizza le varie fasi del procedimento, anche alla luce della giurisprudenza che si è susseguita negli anni, anlizza le fonti e tratta brevemente alcuni aspetti della riforma del pubblico impiego voluta dal Ministro R. Brunetta, soffermandosi in particolar modo sulle differenze introdotte dal nuovo testo normativo rispetto alla vecchia disciplina.
Per varie ragioni quello trattato è un tema molto complesso; ciò nonostante il lavoro svolto è improntato alla semplificazione dei concetti giuridici espressi in modo che gli stessi possano essere facilmente comprensibili.

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1 1. Pubblica Amministrazione e lavoro subordinato 1.1 La Pubblica Amministrazione e privatizzazione In passato il modello a cui si ispirava la legislazione in materia di pubblico impiego, quale risultava principalmente dallo statuto sugli impiegati civili dello Stato (t.u. 10 gennaio 1957 n. 3), si fondava su una disciplina nettamente differenziata rispetto a quella utilizzata per l’impiego privato: il rapporto di pubblico impiego instaurato con le amministrazioni statali e con gli altri enti pubblici costituiva oggetto di una disciplina rigorosamente unilaterale che, essendo composta da atti di natura legislativa o regolamentare, non riconosceva alcun rilievo alle fonti contrattuali. Questo modello è stato oggi abbandonato e sostituito quasi integralmente da un impianto normativo derivante dal processo di contrattualizzazione o privatizzazione del pubblico impiego. A partire dagli anni Novanta il rapporto di lavoro pubblico è stato inserito in un processo articolato, per certi versi auspicato ed inevitabile, nell’ottica della riforma dell’organizzazione pubblica volta alla modernizzazione e al contenimento dei flussi di spesa destinati ad alimentarla. Questo processo ha comportato, sul piano delle fonti, una altrettanto complessa riforma dei rapporti di lavoro e delle relazioni sindacali nel settore pubblico, condotta nel segno della c.d. privatizzazione o contrattualizzazione. Il processo di privatizzazione, almeno per quanto riguarda la fase iniziale, ha dovuto superare notevoli avversità, prima fra tutte la tesi della incompatibilità ontologica della privatizzazione con l’art. 97 Cost., sostenuta dal Consiglio di Stato nell’Adunanza Plenaria del 31 agosto 1992 che, al tempo stesso, considerava l’anomala attribuzione di efficacia erga omnes a contratti collettivi di diritto privato, quali quelli di comparto, contrastante con l’art. 39 Cost. Ebbene la Corte Costituzionale, nel respingere entrambe le questioni, rilevò che, già con la propria sentenza n. 313 del 18 luglio 1996

Laurea liv.I

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Enrico Chiesolini Contatta »

Composta da 91 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.