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Imitazione tra pari: meccanismi esplicativi e funzioni

Lo scopo della mia tesi sarà quello di indagare il ruolo dell’imitazione reciproca come meccanismo cardine nel dibattito tra natura sociale e cognitiva dell’imitazione. Sosterrò che la chiave per capire la funzione del comportamento imitativo risiede nell’aspetto di reciprocità insito in esso.La mia tesi ha come obiettivo mostrare che i comportamenti imitativi in generale e l’imitazione tra pari in particolare hanno un ruolo fondamentale nella crescita degli infanti e, per capirne l’importanza che rivestono, vanno analizzati all’interno di un quadro comunicativo; devono essere letti come conversazioni fatte di gesti tra individui che decidono di relazionarsi.Con generale accordo degli studiosi L’imitazione è definita come la riproduzione del comportamento (movimenti, posture, linguaggio, espressioni facciali e emozionali ecc.), di un’altra persona che svolge la funzione di modello, imitata in modo più o meno fedele. Gli studiosi sono inoltre d’accordo sul fatto che l’imitazione non è una semplice copia, e quindi un processo passivo e meccanico, ma che le variazioni in essa contenute hanno caratteristiche personali e creative. Altro aspetto molto importante sul quale gli studiosi concordano è che i comportamenti imitativi sono presenti in tutto l’arco della vita, ma si manifestano con frequenza e intensità maggiore nella prima infanzia, periodo caratterizzato dai giochi imitativi e il fare finta. Affinché ci sia imitazione è necessaria l’interazione di almeno due soggetti e che essi abbiano il desiderio di entrare in contatto andando oltre la semplice osservazione e, cosa molto importante, che entrambi abbiano il desiderio di comunicare. L’imitazione richiede che i soggetti interagenti, oltre alle capacità motorie abbiano delle capacità cognitive e sociali e, la chiave per capire la funzione del comportamento imitativo risiede nell’aspetto di reciprocità insito in esso, inoltre, i comportamenti imitativi hanno un ruolo fondamentale nella crescita degli infanti, e per capire l’importanza che rivestono, occorre analizzarli in un quadro comunicativo; devono essere letti come conversazioni fatte di gesti tra individui che decidono di relazionarsi.

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1 INTRODUZIONE L‟argomento che ho deciso di trattare nella mia tesi riguarda i meccanismi esplicativi e le funzioni dell‟imitazione tra pari, un particolare riferimento verrà fatto al ruolo che l‟interazione reciproca riveste nello sviluppo dell‟imitazione infantile. Definire il comportamento imitativo potrebbe sembrare cosa semplice, infatti, basti pensare che, la definizione più ovvia ed immediata che si può dare è: la riproduzione del comportamento di un altro individuo che funge da modello (parafrasando Meltzoff e M. K. Moore; O. Maratos, 1997). L‟analisi approfondita del comportamento imitativo ci dimostra invece, che arrivare ad una definizione completa e non superficiale di tale argomento non è facile. Anche se i comportamenti imitativi all‟apparenza possono sembrare esclusivamente delle riproduzioni motorie, sarebbe sicuramente non corretto analizzarli unicamente in questi termini. Affinché avvenga imitazione, è necessaria l‟interazione di almeno due soggetti, che essi abbiano il desiderio di entrare in contatto, andando oltre la semplice osservazione, e, cosa molto importante, che entrambi abbiano il desiderio di comunicare. Inoltre, l‟imitazione richiede che i soggetti interagenti, oltre alle capacità motorie, abbiano delle capacità cognitive e sociali. Come possiamo vedere, se non ci limitiamo agli aspetti comportamentali del comportamento imitativo, emergono tutte le complessità di tale fenomeno. Lo scopo della mia tesi sarà quello di indagare il ruolo dell‟imitazione reciproca come meccanismo cardine nel dibattito tra natura sociale e cognitiva dell‟imitazione. Sosterrò che la chiave per capire la funzione del comportamento imitativo risiede nell‟aspetto di reciprocità insito in esso. La mia tesi ha come obiettivo mostrare che i comportamenti imitativi hanno un ruolo fondamentale nella crescita degli infanti e, per capire l‟importanza che rivestono, vanno analizzati all‟interno di un quadro comunicativo; devono essere letti come conversazioni fatte di gesti tra individui che decidono di relazionarsi. La mia tesi è strutturata in quattro capitoli: nel primo ho cercato di definire l‟imitazione prendendo in esame le teorie classiche ed il dibattito che dagli anni ‟70 ai nostri giorni, continua ad essere incessante; nel secondo ho trattato i meccanismi esplicativi dell‟imitazione, nel terzo le sue funzioni; nel quarto l‟imitazione tra pari. Ritornando al primo capitolo, va sottolineato che l‟interesse nei riguardi dell‟imitazione risale agli anni ‟30. Molti autori, ma soprattutto Piaget (1945), avevano posto l‟accento sul fondamentale ruolo che l‟attività imitativa ricopre nel passaggio da attività cognitive più

Tesi di Laurea

Facoltà: Psicologia

Autore: Marco Esposito Contatta »

Composta da 94 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.