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Dell'imprenditore occulto

La tesi "Dell'imprenditore occulto" tratta la tematica dell'esercizio indiretto dell'attività d'impresa tramite un'attenta analisi degli orientamenti generali di dottrina e giurisprudenza. Il ruolo dell'imprenditore occulto, anche se delineato a partire dagli anni '50, è sempre attuale nelle dinamiche di mercato, nel tentativo di tutelarsi da possibili fallimenti.
Nel corso dell'analisi vengono individuati le principali modalità attraverso le quali la giurisprudenza è in grado di sanzionare il dominus dell'impresa, nonostante il legislatore non abbia ancora previsto una disciplina specifica.

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INTRODUZIONE Il legislatore non ha previsto alcuna norma che chiarisca se, nell’esercizio di un’attività economica, debbano coincidere il soggetto a cui viene imputata l’attivita e colui che effettivamente si comporta come imprenditore. L’esercizio di un’attività può essere effettuato in modo diretto, ed in tal caso, gli atti ad essa inerenti sono compiuti direttamente dal soggetto interessato; può però accadere che gli atti siano compiuti da altro soggetto, diverso dall’interessato. Tale situazione, l’esercizio d’impresa per interposta persona, presente nella pratica commerciale, è caratterizzata dalla partecipazione di due distinti soggetti: colui che compie in nome proprio i singoli atti d’impresa (“imprenditore palese” ,”prestanome”, ”uomo di paglia”) e colui che somministra i mezzi finanziari necessari, dirige di fatto l’impresa e fa suoi tutti i guadagni, senza tuttavia mostrarsi ai terzi (“imprenditore indiretto”, ”imprenditore occulto”, “dominus”). Non sussistono particolari problemi finché l’attività è fiorente. Viceversa possono sorgere gravi complicazioni quando i risultati sono negativi, specialmente nel caso in cui l’imprenditore palese è persona fisica nullatenente o società con capitale irrisorio. In questo caso specifico, ferma restando la responsabilità e l’assoggettabilità al fallimento dell’imprenditore palese, il rischio d’impresa non andrebbe a cadere sul dominus, bensì su coloro che, fidandosi, hanno concesso credito. Nel codice civile non esiste una norma specifica a garanzia dei creditori in tele ipotesi. Parte delle dottrina ha cercato di colmare la lacuna escludendo che il principio della spendita del nome fosse requisito necessario per l’imputazione dell’attività d’impresa. La responsabilità comulativa, nel nostro ordinamento, 2

Laurea liv.I

Facoltà: Economia

Autore: Andrea Zodo Contatta »

Composta da 42 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2670 click dal 23/02/2010.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.