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Per una storia dell'anoressia

In questo lavoro si è cercato di condurre un’analisi sulla patologia anoressica che, sulla base di una prospettiva storico-genetica, si spingesse anche molto indietro nel tempo, a raccontare, se non il diretto passato dell’anoressia nervosa, quantomeno la storia dell’inedia auto-indotta, dalle sue testimonianze nel mito alle sue manifestazioni nelle prime opere mediche, dall’ascetismo religioso alla (presunta) possessione demoniaca, fino a giungere all’annessione del digiuno fra le patologie psichiatriche e, dunque, alla definizione nosografica dell’anoressia.
Tutto questo nella consapevolezza che ognuno dei momenti presi in considerazione non è astraibile dal suo contesto storico e, di conseguenza, non può e non deve essere interpretato utilizzando gli attuali concetti medico-psichiatrici relativi all’anoressia mentale. Tale utilizzo, infatti, non può essere giustificato invocando un’analogia, in alcuni casi tra l’altro superficiale, fra comportamenti così lontani nel tempo.
L’utilità di una ricerca di questo tipo risiede principalmente nella convinzione che la conoscenza della storia del digiuno, quando non comporti per lo psichiatra odierno il raggiungimento di nuove acquisizioni sull’eziologia o la cura dell’anoressia, permetta al terapeuta di comprendere meglio il significato che i sintomi anoressici hanno per il paziente, in piena consapevolezza che l’alimentazione non è fondamentalmente mai stata per l’uomo soltanto la risposta ad un bisogno, ma un’attività carica di simboli, una sorta di “linguaggio universale”, che parla del soggetto, del suo rapporto con se stesso e con l’altro.

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INTRODUZIONE 3

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Elena Castelluccio Contatta »

Composta da 197 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.