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L'influenza della self-expressiveness sull'uso attivo e passivo dei social network sites

Questa tesi ha lo scopo di comprendere qual è l’impatto della self-expressiveness, intesa come capacità di poter esprimere la propria personalità ed i propri valori, sull’uso attivo e passivo dei social network sites.
La letteratura presente sui social network, essendo questo un fenomeno esploso solo recentemente, è molto scarna e presenta solo alcuni studi di tipo qualitativo. Perciò per questo studio è stato utilizzato un nuovo modello composto dalle variabili utilitaristiche, facilità d’uso percepita ed utilità percepita, riprese dal TAM, Technology Acceptance Model di Davis (1989), ed adattate al particolare ambito di ricerca, la variabile divertimento, introdotta da altri studi nel modello originario di Davis, l’ampiezza del network e l’expressiveness. Quest’ultimo costrutto è stato inserito per la prima volta nel modello TAM originario ed adattato in quanto mai utilizzato nell’ambito dei servizi.
Al questionario, pubblicato online, hanno risposto 380 utenti. La Factor Analysis è stata lanciata per identificare i vari costrutti e successivamente è stata testata la validità del modello e delle ipotesi con AMOS 6.0.
I risultati mettono in evidenza come sia l’uso attivo che passivo dei social network è influenzato dall’expressiveness e dall’ampiezza del network, mentre gli altri costrutti, facilità d’uso, utilità e divertimento non risultano significativi. Inoltre, è per gli uomini che la variabile expressiveness assume maggiore importanza e Facebook è risultato il social network che meglio degli altri da la possibilità di comunicare sé stessi.

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~ 1 ~ Introduzione Il primo Social Network, considerato non solo una semplice virtual community ma un’evoluzione di quest’ultima in un web che diviene sempre più interattivo e che focalizza la sua attenzione sulle persone e sulle loro relazioni, è comparso online nel lontano 1997. SixDegree.com, questo era il suo nome, è nato in America e si è diffuso prevalentemente oltreoceano. La sua peculiarità era quella di fornire ai propri utenti, una pagina personale, una rubrica o lista di contatti ma soprattutto di rendere questa lista visibile agli altri utenti del social network. I social network hanno rappresentato allora una vera e propria distuption nel mondo del web, che ha portato nel giro di qualche anno alla morte o quasi delle virtual community basate sulle discussioni tra i propri membri. Oggi nel mondo ci sono circa 673,3 milioni di utenti iscritti ai social network sites sui 971,9 milioni di utilizzatori di internet (dati: ComScore). Le cifre a livello globale fanno parlare di “fenomeno” social network, in Italia questi siti web sono esplosi solo poco tempo fa, basti pensare all’andamento degli utenti iscritti a quello che è il sito di social network più grande al mondo, Facebook. Gli utenti italiani di Facebook sono passati dai trecentocinquantamila del settembre 2007 ai novecentosedicimila del maggio 2008 per giungere agli oltre 4 milioni e mezzo del dicembre 2008 (dati Nielsen Netreatings, pubblicati da Il Sole 24 Ore). Una vera e propria rete di “amicizie” online, nella quale chiunque può registrarsi ed entrare in possesso di una propria homepage, considerata il centro nevralgico della comunicazione e lo strumento principale per la presentazione e la mediazione di quella che è la propria personalità virtuale. Gli utenti possono esprimersi attraverso una serie di strumenti, presenti in qualsiasi social network, quali le foto ed i video che postano, i commenti alle foto proprie e degli altri utenti, la discussione in particolari gruppi tematici o anche attraverso l’uso di una frase di status presente nella propria homepage accanto al proprio nome.

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Economia

Autore: Angelo Digregorio Contatta »

Composta da 79 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2209 click dal 11/03/2010.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.