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La Partenope di Handel: un esempio di messinscena moderna di un'opera barocca

Informazioni tesi

  Autore: Romina La Salandra
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Musicologia
  Relatore: Lorenzo Bianconi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 70

L'argomento della trattazione vuole essere uno spunto di riflessione su un tema ampliamente dibattuto nell'ambito del teatro in musica, ovverso il tema della messinscena moderna di opere barocche, un repertorio recentemente riscoperto, ma di cui non si è dimostrato, in molti casi, di averne una conoscenza adeguata e una chiara consapevolezza, riguardo l'autenticità e i reali intenti dei compositori e degli autori.
Il principio di base da cui partire per l'approccio ad una messinscena moderna di un'opera è certamente quello del divieto di alterazione del testo dell'opera, della partitura, delle indicazioni del compositore in didascalia: dunque, il divieto della deturpazione dell'autenticità dell'opera. Tuttavia, l'odierna regia d'opera nutre l'ambizione di potere e sapere rimodernare un repertorio ritenuto sì nobile, ma anche vecchio, sorpassato, ammuffito. I registi che non si dedicano alla conoscenza e alla ricerca delle origini della composizione dell'opera, del testo del dramma, della partitura e delle reali intenzioni del compositore, non possono dichiarare di rispettare la libertà artistica, in quanto l'unica libertà da rispettare è quella del compositore.
La messinscena della Partenope, la prima in Italia in epoca moderna, rappresentata dal complesso barocco dell'Accademia Bizantina diretta dal M°Ottavio Dantone, per la regia di Giuseppe Frigeni e i costumi di Regina Martino, andata in scena al Teatro Comunale di Ferrara il 16 e il 18 gennaio 2009 e successivamente ripresa al Comunale di Modena, è in questo senso un esempio di recupero consapevole di opera barocca.

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3 Introduzione L opera barocca, con il suo tumultuare di passioni, insieme con la meraviglia della spettacolarit visiva rappresentata dalla magnificenza scenografica, Ł sicuramente lo stile operistico piø affascinante e problematico nello stesso tempo, che conduce a svariati e numerosi dibattimenti attuali concernenti l adeguatezza della sua messinscena. Allo scopo di ricercare il diletto attraverso lo stupore, la meraviglia, i numerosi e intrecciati intrighi, finalizzati alla dissimulazione delle vere intenzioni dei personaggi, la mescolanza di elementi seri e comici, l opera barocca, strutturata in tre atti, fa del canto l unico e antico linguaggio che possa esprimere gli affetti e le passioni che animano i personaggi, in un mondo illusorio e fantastico. L aria, il perno dell opera, strutturata per lo piø col da capo, rappresenta il momento musicale piø avvincente in questo senso con la quale il personaggio, animato da un sentimento, da una passione, un affetto, anche il piø impetuoso, lo esprime, cercando di collocarlo razionalmente, organizzandolo in concetti logici, senza mai perdere la ragione, qualit umana universale che contrasta con l irrazionalit . La partitura, soggetta a svariati rinnovi in virtø di un nuovo adattamento, non rappresenta musicalmente le meraviglie scenografiche caratterizzanti l opera, ma corrisponde alla sonorizzazione dell accompagnamento orchestrale per la libera, improvvisata, virtuosa melodia vocale. Il tutto articolato in un alternarsi di arie e recitativi, con la trama sviluppata cos tra il tempo continuo del dramma ed il tempo discontinuo della musica, e conclusa nell obbligato lieto fine che giova allo spettatore nel suo intento morale-educativo. La Partenope di H ndel, su libretto di Silvio Stampiglia, Ł sicuramente un esempio eloquente di opera barocca, rappresentata per la prima volta in Italia in epoca moderna dalla romagnola Accademia Bizantina, diretta dall eccellente Ottavio Dantone, al Teatro Comunale di Ferrara il 16 e il 18 gennaio 2009, e al Luciano Pavarotti di Modena l 8 e il 10 febbraio 2009, con la regia di Giuseppe Frigeni e i costumi di Regina Martino.

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