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Il calcio e la televisione

Informazioni tesi

  Autore: Anna Polidori
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2007-08
  Università: Università degli Studi della Tuscia
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze sociologiche
  Relatore: Giuseppe Sicari
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 55

In questa tesi abbiamo fatto un breve viaggio “televisivo” nel mondo del calcio, uno sport di antica tradizione italiana che ha sempre affascinato gli abitanti della penisola e non solo. L’arte di “raccontare” il calcio nasce con la radiocronaca e con Carosio negli anni ’30, quando ancora non esisteva la TV e la RAI si chiamava EIAR. Il racconto delle partite rapisce milioni di Italiani davanti alla radio ogni domenica pomeriggio, anche per merito di nuove tecniche di linguaggio che aiutano a catturare l’attenzione degli ascoltatori.
Nicolò Carosio è il pioniere di un genere giornalistico che non ha precedenti né modelli a cui rifarsi e che assume piano piano connotazioni particolari, fino ad assumere un ruolo particolare, una vera e propria “scuola” nella quale si affermano, negli anni, Nando Martellini e poi Bruno Pizzul.
I mondiali del ’90 in Italia hanno poi introdotto nuovi metodi di trasmissione televisiva delle partite di calcio: un maggior numero di telecamere per le riprese e la cronaca a più voci (con la presenza di un secondo commentatore, un “tecnico”, e di altri cronisti a bordo campo e negli spogliatoi).
Le trasmissioni che i network pubblici e privati (ma anche le emittenti locali) dedicano al calcio, nel corso degli anni hanno assunto, spazi sempre maggiori all’interno dei palinsesti, veicolo di ascolti e di pubblicità. Questo, naturalmente, per quanto riguarda la TV cosiddetta generalista; senza dimenticare la presenza, sempre più importante, dei canali tematici che nelle ultime stagioni hanno conquistato spazio e telespettatori.
Una svolta importante nell’evoluzione dei programmi di informazione e di intrattenimento insieme, dedicati al calcio, è arrivata con Maurizio Barendson e Paolo Valenti: parliamo di “90° Minuto”, che si è ispirato al radiofonico “Tutto il calcio minuto per minuto” e che, in qualche modo, è l’antenato di format televisivi attuali di grande successo come “Quelli che il calcio” e “ Il calcio minuto per minuto” di Italia 1.
“90° minuto”, pur con le inevitabili critiche che non gli risparmiavano i giornali, ha rappresentato un importante momento di evoluzione del “racconto” delle vicende dell’italico pallone ed anche un fenomeno non irrilevante nella storia del costume contemporaneo. Gli dobbiamo, fra l’altro, i primi servizi in diretta dai campi di gioco, con quei commentatori spesso anche incompetenti di calcio che riferivano a modo loro quello che era accaduto e che davano, ad ogni modo, il clima ed il senso dell’attualità e della partecipazione popolare alle vicende calcistiche della domenica. C’erano, sì, i vari Tonino Carino, i Castellotti, gli Strippoli e tutti gli altri che si esibivano nel piccolo “teatrino” domenicale di “Novantesimo”; c’erano anche gag, papere e disservizi: ma alla fine milioni e milioni di telespettatori seguivano il programma, intere famiglie nel soggiorno di casa non mancavano all’appuntamento con le stravaganze e con le battute estemporanee dei vari cronisti.
Il panorama dei programmi televisivi dedicati al calcio si è poi arricchito negli ultimi tempi con l’ingresso di “Controcampo” (Italia 1, condotto da Sandro Piccinini), del già citato “Il calcio minuto per minuto” (Italia 1) e di “Diretta goal” (SKY, condotto da Ilaria D’Amico). In realtà, giganteschi interessi economici hanno finito con il gravitare sul mondo del pallone, in Italia ed in tutti gli altri Paesi del mondo. La pubblicità gli sponsor ed il mercato dei diritti televisivi hanno cambiato sia il calcio negli stadi, sia il calcio trasmesso in TV. Le nuove, più sofisticate, tecnologie di ripresa, l’affacciarsi del Digitale Terrestre il consolidarsi delle TV satellitari e dell’Alta Definizione, Internet e le sue applicazioni: sono tutti elementi che stanno trasformando il mondo del calcio televisivo.E ogni tanto occorre che tutti ci ricordiamo che la scatola magica che c’è ormai in tutte le case, ha “anche” una qualche finalità “educativa”, non fosse altro che per quanto riguarda la divulgazione di certi valori. Lo sport ed il calcio hanno indubbiamente dei valori positivi da veicolare, al di fuori d’ogni retorica, al di fuori d’ogni ipocrita convenzione. Chi ha voce in capitolo se ne ricordi. E che nessuno si sogni di sottrarci la nostra dose domenicale (o quotidiana) di calcio televisivo. Allora sì che potrebbe succedere una rivoluzione planetaria!

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4 Introduzione Sembrano passati secoli da quando Nicolò Carosio esclamava nella sua radiocronaca: “Rete! ...quasi!” senza un nulla di fatto, solo per far sognare il pubblico all’ascolto, da quando le partite venivano seguite da gruppi di persone radunate davanti ai monumentali apparecchi radio di allora. Tutto è cambiato: prima con la nascita della televisione e poi con l’avvento delle emittenti commerciali e satellitari. La prima trasmissione TV dedicata allo sport (telecronache a parte) è “La Domenica Sportiva”: con Enzo Tortora raggiunge ascolti da record. Segue il fenomeno di “Novantesimo Minuto” programma di target sportivo che avvicina anche le donne al calcio. Tutte due non fanno altro che accrescere la grande passione degli Italiani nei confronti del mondo del pallone. Il calcio, poi, con i mondiali di Italia 90, ha avuto una sua evoluzione con l’introduzione della TV satellitare e della pay - per - view consentendo la fruibilità delle partite ad ogni ora della giornata ed aumentando a dismisura la calciomania degli Italiani. Tempi belli quando si correva per vedere la “Domenica Sprint”! Ora il pubblico è cambiato, ma non la voglia di pallone: è sempre la stessa.

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