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Il ruolo dell'impresa terminalista nell'ambito delle realtà portuali nazionali

L’atto di concessione di cui all’art. 18 conferisce al terminalista un’utilità aggiuntiva, ovvero il diritto di utilizzare aree demaniali e banchine in esclusiva, per l’espletamento delle operazioni portuali, previa presentazione di un programma di attività volto all’incremento dei traffici e della produttività del porto.

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4 INTRODUZIONE L’obiettivo di questo lavoro di ricerca – oltre all’approfondimento di una materia di forte interesse personale – è quello di evidenziare il percorso evolutivo dell’ordinamento portuale nazionale, dal punto di vista delle imprese terminaliste. S’è cercato di impostare la trattazione come una serie di fotogrammi, dal panoramico al dettaglio; dunque lo stesso soggetto ed una diversa inquadratura che, con lo scorrere delle pagine, si differenzia dalla precedente per il maggiore grado di zoom utilizzato nella messa a fuoco. I primi capitoli, a carattere introduttivo, cercano di dare una definizione indubbiamente trasversale dell’oggetto della trattazione, prendendo le mosse dalle caratteristiche fondamentali del regime normativo precedente alla Legge 84/1994. Successivamente, l’intento è stato quello di caratterizzare la riforma del settore portuale secondo i suoi due maggiori aspetti, la riforma dell’organizzazione del porto, da un lato, e la riforma delle operazioni portuali, dall’altro. Per quanto attiene al primo aspetto, si troverà una sezione dedicata interamente all’Autorità portuale; relativamente al secondo, invece, la trattazione suddivide la riforma delle operazioni analizzando separatamente prima l’art. 16 L. 84/1994, poi l’art. 18 L. 84/1994. Per dare maggior rilievo alla figura del terminalista, si è optato per una caratterizzazione meno dogmatica e più personalistica degli aspetti che lo caratterizzano, permettendo al “dato sostanziale” di manifestarsi con prevalenza rispetto al “dato formale”. Infine, la sezione conclusiva potrebbe sorprendere per l’alto grado di specificità dell’argomento trattato, ponendosi indubbiamente in contrasto con il resto della trattazione, la quale, pur perseverando nell’intento di non essere mai scontata e superficiale, non si è mai potuta immergere – per mancanza di spazi (ed esperienza) – troppo in profondità. Ebbene, la decisione di trattare un aspetto complicato e “in divenire” come il contemporaneo contenzioso “i.v.a.” relativo ai canoni di concessione, nasce dalla volontà di non limitarsi ad una ricerca

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Mattia Cornazzani Contatta »

Composta da 150 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2114 click dal 04/05/2010.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.