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Orme dell'ossessione - Temi e forme dell'espressione fobica nel New Horror a Hollywood dal disfacimento del corpo e del reale al sadovoyeurismo della contemporaneità

La tesi indaga da un punto di vista socio-culturale, psicanalitico e filosofico su quelle che sono le principali tematiche di tanta cinematografia horror hollywoodiana a partire dagli anni ‘70. Dalla perdita del senso della realtà alla crisi d’identità del soggetto, materializzata sullo schermo attraverso la rappresentazione di corpi prima fatti a pezzi quasi per gioco (anni ‘80), poi divenuti spettri (anni ‘90), e infine nuovamente squartati e lacerati (nuovo millennio). Rappresentazione, quest’ultima, che, a differenza del passato, mette in risalto una componente sadovoyeuristica, tipica della cultura contemporanea, che rivela dei legami ancestrali con i fatti dell’11 settembre.

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Introduzione OLTRE L’ECCESSO Il cinema orrorifico si basa sul bisogno psicologico di rappresentare le nostre paure e di trovare uno strumento per poterle affrontare. La storia è piena di capri espiatori che assorbono su di sé fobie collettive, e l’horror movie è diventato luogo privilegiato per l’espressione di questo immaginario anche se, già nella fiaba e nel mito, si potevano rintracciare le orme delle ossessioni dell’animo umano. Dal momento che il cinema è un così fedele rappresentante dell’inconscio collettivo, è interessante osservare i rapporti che intercorrono tra la nascita e il florido sviluppo di un suo genere – quello della paura – e il contesto sociale, storico, politico e culturale in cui avviene, anche al fine di comprenderne i cambiamenti e le evoluzioni. In particolare il seguente lavoro, dopo un rapido excursus storico sullo sviluppo dell’horror movie a Hollywood a partire dagli anni Trenta – con una breve e sintetica teorica dei rapporti con la cultura che di decade in decade l’ha influenzato – analizzerà proprio da un punto di vista culturale, legato a quelle che sono le dinamiche che caratterizzano la società postmoderna, uno degli aspetti portanti nella rappresentazione del cinema americano della paura (e non solo), vale a dire la tendenza dello sguardo a nutrirsi con piacere sempre più sadico di visioni che si spingono oltre i limiti della rappresentabilità; la ricerca sempre più insistente dell’immagine pornografica della morte è una patologia che affligge il soggetto della contemporaneità; soggetto a sua volta spaesato (e perciò spaventato) e privo di punti di riferimento costanti che ne possano in qualche modo delimitare il proprio posto nel mondo; da qui la crisi d’identità e la progressiva perdita di fiducia nel proprio corpo e nella sua carnalità, rappresentata a Hollywood attraverso visioni di corpi prima squartati,

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Luca Savarino Contatta »

Composta da 126 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 914 click dal 12/05/2010.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.