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Indagini sulla micorrizazione, in condizioni axeniche, di Plantule di Lycopersicon Esculentum con Glomus Mosseae

Informazioni tesi

  Autore: Tiziana Carollo
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2000-01
  Università: Università degli Studi di Torino
  Facoltà: Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali
  Corso: Scienze biologiche
  Relatore: Anna  Dott.ssa Fusconi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 40

LE MICORRIZE VESCICOLO-ARBUSCOLARI

Le micorrize ( dal greco myckos: fungo e rhiza: radici ) sono delle simbiosi mutualistiche che si instaurano tra funghi del suolo e radici di moltissime piante; tra i due simbionti si instaura un rapporto di reciproco vantaggio: l’associazione micorrizica sfrutta la capacità del fungo di assorbire i nutrienti dal suolo e trasferirli all’apparato radicale della pianta che, a sua volta, cede al fungo zuccheri e vitamine, cioè i composti derivanti dalla fotosintesi ( Bonfante-Fasolo e Perotto, 1992a; Bonfante-Fasolo e Scannerini, 1992; Newsham et al., 1995; Jackon e Taylor, 1996 ).
La migliore nutrizione minerale si traduce in una maggiore crescita della pianta, il cosiddetto “ effetto crescita”, soprattutto nei terreni poveri di elementi minerali. Infatti lo sviluppo considerevole delle ife extramatricali nel terreno permette di esplorare un volume di suolo maggiore, aumentando la quantità di sostanze nutritive raggiungibili ( http://www.amicofungo.com/micorrize.htm ). Sembra, inoltre, che le simbiosi micorriziche siano importanti nel controllare l’attività di parassiti e microorganismi patogeni della pianta ( Gianinazzi- Pearson et al., 1992; 1996 ). Il patogeno infetta, comunque, la pianta ma i danni sono inferiori rispetto a quelli di una pianta non micorrizata ( Cordier et al., 1996; Trotta et al, 1996 ).
Il fungo a sua volta, grazie alla simbiosi, è in grado di completare il proprio ciclo vitale ( http://www.amicofungo.com/micorrize.htm )
Le endomicorrize vescicolo-arbuscolari ( VAM ) sono le più diffuse in natura e si stima che possano interessare più dell’80% delle piante terrestri ( Bonfante e Perotto, 1995; Smith e Read, 1997 ). Esse sono presenti nelle Briofite, Pteridofite, Gimnosperme e Angiosperme e sono distribuite geograficamente dai tropici ai poli: sono solamente assenti da ambienti acquatici. Molte piante economicamente importanti sono interessate dalle VAM: la maggior parte dei cereali, molte leguminose, patate, pomodori, fragole, uva, cotone, melo, agrumi, altre piante arboree da frutto e piante da legno come il frassino ( Bonfante e Giovannetti, 1978).
La formazione delle micorrize vescicolo-arbuscolari implica una specificità per quanto riguarda le specie fungine, poiché sono interessati solo funghi appartenenti all’ordine delle Glomales ( classe Zygomicetes).

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16 Coltivazione delle piante utilizzate come inoculo Semi di porro ( Allium porrum L., “mostruoso di Carentan” ) e di pomodoro ( Lycopersicon esculentum ), sono stati sterilizzati in una soluzione all’1% di ipoclorito di sodio e seminati in bottiglie di polietilene da 50 cl, private della parte superiore, contenenti sabbia di quarzo ( 0.3-0.7 mm ) precedentemente sterilizzata in stufa a secco per tre ore a 160°C. Le bottiglie sono state schermate dalla luce per impedire la crescita di alghe e perforate nella parte inferiore per permettere il drenaggio della soluzione nutritizia. Durante la semina, le piante sono state inoculate mescolando l’inoculo fungino di Glomus mosseae ( Nicolson & Gerdemann ) Gerdemann & Trappe ( BEG12 ) alla sabbia usata per la coltura in concentrazione pari al 10% del volume totale. Le piante sono state mantenute in camera di crescita con fotoperiodo di luce-buio di 16-8 ore, termoperiodo di 20-24°C e intensità di illuminazione di 1,2 Klux all’altezza del vaso. A giorni alterni i vasi sono stati bagnati sino a saturazione con soluzione nutritizia di Long Ashton modificata ( Hewitt, 1966 ) così composta: MgSO4 0.75 mM CaCl2 2 mM K2SO4 1 mM FeNaEDTA 0.05 mM NaNO3 1 mM NaH2PO4 3.2 µ M più microelementi Il prelievo del materiale è stato effettuato a 4-5 mesi dalla semina. Prelievo di spore Le piantine di porro o pomodoro sono state svasate per prelevare gli sporocarpi contenenti le spore di Glomus mosseae. Gli sporocarpi sono stati separati dal micelio utilizzando un microscopio stereoscopico e delle pinzette con punte sottili. Durante la separazione, molto importante è stato non schiacciare gli sporocarpi per evitare che il contenuto andasse perso.

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Parole chiave

botanica
funghi
micorrize
radici
simbiosi

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