Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Immigrazione e imprenditoria cinese nel distretto di Prato

Inizialmente, l’attenzione è stata rivolta alla descrizione sintetica del percorso storico delle migrazioni cinesi nel mondo e, principalmente, in Italia e a Prato. Inoltre è stata svolta un’analisi quantitativa riferita sia agli immigrati cinesi in generale presenti sul territorio italiano e, in particolare, nella provincia di Prato, sia alle ditte con titolare cinese iscritte alla Camera di Commercio di Prato; questo per capire se e in che modo la presenza cinese abbia contribuito a cambiare l’economia di Prato. Per studiare tale tematica è stato predisposto un questionario semi-strutturato contenente domande aperte che ho provveduto personalmente a rivolgere in incontri faccia a faccia a 18 testimoni privilegiati (6 cinesi e 12 italiani, tra i quali amministratori locali, responsabili di associazioni di categoria, di organi di controllo, di banca, imprenditori, etc.), selezionati in modo che avessero, da diversi punti di vista, una conoscenza diretta del fenomeno indagato.
Attraverso le informazioni ottenute per mezzo delle interviste è emerso che i primi immigrati cinesi sono giunti a Prato intorno alla fine degli anni Ottanta. Inizialmente essi hanno avviato delle ditte in conto terzi, perlopiù operanti su commessa di imprese italiane nel settore della maglieria e della confezione. Nel volgere di dieci anni (inizio anni Novanta - inizio anni Duemila) tali ditte hanno avuto una crescita straordinaria, sia da un punto di vista quantitativo che qualitativo. In primo luogo, infatti, il numero delle ditte cinesi a Prato è aumentato in modo esponenziale, passando da poche centinaia di unità alle 3.900 unità registrate a fine 2008. Inoltre, da semplici ditte conto terzi, esse si sono trasformate in vere e proprie imprese conto proprio nel segmento del pronto moda, ovvero in aziende capaci di essere presenti direttamente sul mercato e in grado di esternalizzare parti della propria lavorazione ad altre ditte cinesi.

Mostra/Nascondi contenuto.
2 “Generalmente sono di piccola statura e di pelle scura. Non amano l‟acqua, molti di loro puzzano perché tengono lo stesso vestito per molte settimane. Si costruiscono baracche di legno ed alluminio nelle periferie delle città dove vivono, vicini gli uni agli altri. Quando riescono ad avvicinarsi al centro affittano a caro prezzo appartamenti fatiscenti. Si presentano di solito in due e cercano una stanza con uso di cucina. Dopo pochi giorni diventano quattro, sei, dieci. Tra loro parlano lingue a noi incomprensibili, probabilmente antichi dialetti. Molti bambini vengono utilizzati per chiedere l‟elemosina ma sovente davanti alle chiese donne vestite di scuro e uomini quasi sempre anziani invocano pietà, con toni lamentosi e petulanti. Fanno molti figli che faticano a mantenere e sono assai uniti tra di loro. Dicono che siano dediti al furto e, se ostacolati, violenti. Le nostre donne li evitano non solo perché poco attraenti e selvatici ma perché si è diffusa la voce di alcuni stupri consumati dopo agguati in strade periferiche quando le donne tornano dal lavoro. I nostri governanti hanno aperto troppo gli ingressi alle frontiere ma, soprattutto, non hanno saputo selezionare tra coloro che entrano nel nostro paese per lavorare e quelli che pensano di vivere di espedienti o, addirittura, attività criminali". "Propongo che si privilegino i veneti e i lombardi, tardi di comprendonio e ignoranti ma disposti più di altri a lavorare. Si adattano ad abitazioni che gli americani rifiutano purché le famiglie rimangano unite e non contestano il salario. Gli altri, quelli ai quali è riferita gran parte di questa prima relazione, provengono dal sud dell‟Italia. Vi invito a controllare i documenti di provenienza e a rimpatriare i più. La nostra sicurezza deve essere la prima preoccupazione". Da una relazione dell‟Ispettorato per l‟Immigrazione del Congresso americano sugli immigrati italiani negli Stati Uniti, Ottobre 1912.

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Scienze Economiche e Aziendali

Autore: Elisa Malevolti Contatta »

Composta da 110 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 3355 click dal 22/02/2011.

 

Consultata integralmente 2 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.