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Joseph Conrad e il Mito del Viaggio. Nostromo e Heart of Darkness tra letteratura e cinema

L’intento di questo lavoro è di fornire una descrizione di come le discipline dell’arte umana, in particolar modo la letteratura e il cinema, siano interconnesse tra loro. Ogni individuo infatti ha tramandato le proprie vicissitudini, sensazioni, convinzioni e credenze che erano spesso incarnate da alcuni elementi riconoscibili in tutte le realtà antropomorfe. Il mito, in maniera vagamente differente, si attuava così in contesti geo-culturali distanti e alieni l’un all’altro nei quali, adattandosi alle esigenze di sacralità dell’uomo impotente e sofferente. Una galleria mitopoietica, resa da culti della Terra Madre, della Vegetazione, dei Raccolti e della Mietitura, del Sole e della Luna, delle Acque rigeneranti e del Fuoco Purificatore, delle Rocce e del Centro del Mondo, tutte ierofanie naturali pre-monoteistiche alle quali l’umanità aspirava e per le quali ogni individuo era disposto a tutto, perfino a sottoporsi a ostili e impervi percorsi iniziatici, un iter antropico, sacro e mitico. Il Mito del Viaggio appunto. Ecco la letteratura, orale e scritta, seguire l’intero processo di creazione, attualizzazione e reiterazione del mito. La letteratura, la forma d’arte scritta, diviene il mezzo di trasmissione del mito più incisivo.
L’analisi del mito del viaggio, nonostante i cambiamenti subiti nei secoli, ma pur sempre fedele alla struttura precostituita, fatta di partenza, percorso e arrivo. Gilgamesh, Ercole, Giasone, Ulisse, Enea, i prodromi di tanti viaggiatori e viandanti. L’umanità ha avuto diverse motivazioni per viaggiare: per ragioni religiose, belliche, economiche, egemoniche, culturali e psicologiche. Tutto quanto ha fatto, osservato o appreso, è diventato quell’immane patrimonio letterario che noi oggi conosciamo come letteratura di viaggio (e sul viaggio). Poemi e narrazioni fantastiche con finalità educative, appunti e diari scientifici, semplici liste commerciali o confronti culturali. Il mito dunque come elemento irrinunciabile alla scrittura.
Partire dal mito come origo et finis, affrontarne la matrice, le varianti, per poi concentrarsi sulla specificità del viaggio. Gli elementi fondanti e le evoluzioni nella storia e nelle letterature del mondo. Esaminare uno degli autori che più di tutti ha dedicato la sua vita e la sua opera letteraria al viaggio, Joseph Conrad, marinaio e scrittore polacco naturalizzato inglese. Prima esule, costretto a viaggiare lontano dalla sua Polonia per motivi politici, poi giovane ricco ereditiero in Francia, dedito al gioco d’azzardo e a facili investimenti in poderi africani, infine l’uomo di mare che, sotto diversi vessilli mercantili, finì con il servire in qualità di capitano la Red Ensign della marina commerciale britannica e solcare così le vastità del mare. Conrad e suoi libri come anello di congiunzione pretestuoso tra la letteratura e il cinema. Conrad, qualche anno prima di morire, decise di lasciare ai posteri una mirabile memoria di sé riadattando alcune delle sue opere sia al mondo del teatro che a quello del cinema, creatura mediatica giovane e dal destino ignoto a quei tempi. Grazie a lui il cambio di rotta esegetico di questo studio è definitivo. Le sue poche lettere sull’argomento sono il ponte ideale tra letterario e filmico. Dallo scritto (letterario) si passa rapidamente al rappresentato (teatrale) e da questo subito al mostrato (cinematografico). Sia lo scrittore che il regista sono vincolati a qualcosa che accomuna ogni testo, ogni canovaccio, ogni storia insomma. Il ‘topic zero’ utile a entrambi è rappresentato comunque dal mito. Ecco dunque che temi classici e vetusti quali la vendetta, il potere, l’amore, il doppio e, nel nostro caso, il viaggio nelle sue molteplici varianti, continuano ininterrottamente a godere di nuova vita. Ecco che le opere di Conrad, appena un anno dopo la sua dipartita, iniziano a essere trasposte e diventano opere filmiche. Alla fine quasi tutti i suoi libri conosceranno la fama del cinematografo. Questo il motivo perché abbiamo deciso di analizzare più a fondo il contributo che l’autore polacco ha dato all’industria del cinema e delle arti in genere, anche se in maniera indiretta. Tra i tanti titoli prodotti per il cinema e la televisione due le opere simbolo del suo operato, legate non solo alla sua creatività ma anche a vicende che lo hanno interessato direttamente, ossia Heart of Darkness e Nostromo, una chiara prova di patto autobiografico semi-referenziale tra l’autore e il suo pubblico. Dalle lettere allo schermo e viceversa per capire come il mito, quello del viaggio, attraverso le pagine di queste due opere giunga al cinema e da qui, tornare nuovamente alle lettere per poi infine, approdare al monomito originario, chiudendo in questo modo il cerchio dal punto in cui eravamo partiti.

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- 1 - Premessa L‘intento di questo lavoro è di fornire una descrizione di come le discipline dell‘arte umana, in particolar modo la letteratura e il cinema, siano interconnesse tra loro sulla base di un elemento imprescindibile non solo alla elaborazione artistica quanto alla stessa esistenza dell‘essere umano. Ogni individuo infatti, sin dalle origini, ha finito in qualche modo per raccontare e tramandare le proprie vicissitudini e sensazioni, le convinzioni e le credenze che, in fase atavica, erano spesso incarnate e ridotte ad alcuni elementi riconoscibili in tutte le realtà antropomorfe. Singoli soggetti, realtà tribali e nomadiche, civiltà più o meno evolute, ognuno aveva imperniato la propria esistenza su di un credo fatto di racconti fantastici avvenuti in un tempo lontano, ab origine, del quale riti e rituali comuni erano la diretta e reiterata riproposizione. Il mito, in maniera vagamente differente, si attuava così in contesti geo-culturali distanti e alieni l‘un all‘altro nei quali, di volta in volta, adattandosi alle esigenze di sacralità dell‘uomo impotente e sofferente, forniva la possibilità di trascendere il profano quotidiano e partecipare del divino di cui aveva bisogno. Maggiori erano le difficoltà dell‘umano soprav- vivere, maggiore il numero di luoghi, rituali, amuleti, raffigurazioni, celebrazioni e miti. Ecco dunque una galleria mitopoietica, resa da culti della Terra Madre, della Vegetazione, dei Raccolti e della Mietitura, del Sole e della Luna, delle Acque rigeneranti e del Fuoco Purificatore, delle Rocce e del Centro del Mondo, tutte ierofanie naturali pre-monoteistiche alle quali l‘umanità aspirava e per le quali ogni individuo era disposto a tutto, perfino a sottoporsi a ostili e impervi percorsi iniziatici, un iter antropico, sacro e mitico. Il Mito del Viaggio appunto. Ecco la letteratura, orale e scritta, seguire l‘intero processo di creazione, attualizzazione e reiterazione del mito. Ogni

Tesi di Dottorato

Dipartimento: Dipartimento Lingue e Letterature Straniere

Autore: Tommaso Lippiello Contatta »

Composta da 335 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.