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Aspetti identitari e culturali del consumo del caffè in Italia

Informazioni tesi

  Autore: Mattia Formolli
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2008-09
  Università: Libera Università di Lingue e Comunicazione (IULM)
  Facoltà: Scienze della Comunicazione e dello Spettacolo
  Corso: Relazioni pubbliche e pubblicità
  Relatore: Luca Pellegrini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 65

Con questa Tesi di Laurea mi sono proposto di chiarire ed indagare gli aspetti identitari e culturali legati al consumo di caffè in Italia. L'obiettivo era quindi capire e dimostrare che l'atto di consumo del caffè non si lega solamente al soddisfacimento di bisogni primari ma implica una serie di aspetti connessi alla cultura e all'identità dell'individuo.
L'indagine è stata effettuata partendo dall'analisi del vissuto del cibo degli italiani del XXI secolo. La ricerca si è svolta attraverso lo studio dell'evoluzione storica e culturale del cibo, l'approfondimento dei rapporti che legano uomo e cibo, l'analisi dell'evoluzione delle abitudini alimentari degli italiani, lo studio del legame tra cibo ed identità con particolare riferimento alla Consumer Culture Theory (CCT) e attraverso una panoramica socio-semiotica che ci dimostra come il cibo possa essere visto come un vero e proprio linguaggio autonomo.
Mi sono poi rivolto allo studio del caffè e delle sue origini attraverso l'analisi della storia del caffè, l'esame dell'evoluzione del suo mercato, l'approfondimento del legame tra caffè ed identità includendo poi due casi empirici sul caffè come esperienza nel caso specifico di Illy e sul simbolo della cultura italiana del caffè parlando di Lavazza.
Infine ho effettuato, mediante focus group, un indagine di tipo qualitativo che mi permettesse di individuare i vissuti del caffè, i rapporti con il caffè e la percezione che hanno i consumatori del caffè e dei suoi brand simbolo.

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  5 CAPITOLO 1 1.1 Evoluzione storica del cibo: dalla preistoria ai giorni nostri La ricerca del cibo ha caratterizzato l'evoluzione della specie umana assieme alla scoperta del fuoco e del suo utilizzo. Il fuoco ha dunque rappresentato un passaggio fondamentale per l'uomo. Si può affermare che prima non si poteva parlare di civiltà umana ma forse nemmeno di umanità. Con il fuoco, l'uomo ha potuto cuocere i cibi, scaldarsi e difendersi dagli animali. Di vera e propria pratica gastronomica si può cominciare a parlare con l'avvento del Neolitico, un periodo della preistoria che va dal 5000 al 4000 a.C. L'uomo attraverso l'addomesticamento degli animali e la scoperta dell'agricoltura, giunse a un'economia e produzione del cibo passando da una vita nomade a una forma di vita stanziale. Nacquero in questo periodo l'agricoltura e l'allevamento del bestiame, portando così alla comparsa dei latticini e dei cereali. Il clima favorevole e la possibilità di dare vita a scambi commerciali fece comparire sulle sponde del mediterraneo le prime civiltà. La prima fu quella egiziana seguita dalla civiltà ellenica e quindi da quella romana. La civiltà egiziana si sviluppò lungo le rive dal Nilo a partire dal 3300 a.C. fino al 31 a.C. quando ci fu la conquista da parte dei romani. Molte delle informazioni riguardanti la dieta degli antichi egizi provengono dalle tombe. Qui sono raffigurate le cosiddette "liste delle offerte", in cui vengono elencati tutti gli oggetti che il defunto aveva bisogno nel mondo ultraterreno. L’alimentazione egiziana si basava essenzialmente sui cereali, in particolare il grano, oltre che su carne, latticini, verdura e frutta. Grazie al grano, agli antichi abitanti dell’Egitto spetta il merito di aver inventato il pane. Gli Egiziani davano da mangiare anche ai morti perché pensavano che ritornassero in vita. Un

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Parole chiave

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