L'opposizione parlamentare nei Regolamenti delle Camere

La Tesi si propone di analizzare il ruolo e la funzione dell’opposizione parlamentare nell’ordinamento italiano, soffermandosi sugli spazi e sui poteri che la Costituzione e i Regolamenti delle Camere gli garantiscono. L’arco temporale preso in considerazione inizia, non a caso, nel 1997 - anno storico per il Regolamento della Camera - e termina nella XVI legislatura. Non potendo, com’è ovvio, analizzare 12 anni di applicazione di tutte quelle norme, scritte e non, che contribuiscono a definire un “ordinamento ad opposizione garantita”, la tesi si limita a descrivere quei problemi che emergono nel “diritto parlamentare vivente” analizzando alcuni cases che hanno interessato le Camere nel corso della XVI Legislatura. Problemi che vanno ripresentandosi nell’arco delle diverse legislature, determinati, nella maggior parte dei casi, dal mancato adeguamento dei Regolamenti parlamentari e di alcune norme della Carta Costituzionale ai mutamenti intervenuti nella forma di governo. L’intreccio tra una legge elettorale “ad effetto maggioritario”, un impianto Costituzionale formalmente invariato dal 1948, e la mancanza di una Opposizione istituzionale, sono tutti fattori che, uniti alla politicità del diritto parlamentare, generano una necessaria elasticità dei Regolamenti Parlamentari; il che spesso si traduce, per le opposizioni, in garanzie dai confini incerti. Esemplare, a questo proposito, la vicenda relativa alla genesi della legge 128 del 2004, più comunemente nota col nome di “Lodo Alfano”. Sì è cercato cioè di mettere in evidenza come l'attivazione dei poteri che i Regolamenti riconoscono alle minoranze, siano troppo spesso subordinati alle valutazioni del Presidente: il che conduce normalmente ad una “sovraesposizione“ della figura Presidenziale.

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Capitolo 1 L'opposizione parlamentare: il profilo costituzionale e quello regolamentare 1.1 (a) L'Opposizione parlamentare nell'ordinamento costituzionale Italiano Per definire l'opposizione parlamentare nell'odierno ordinamento italiano, occorre innanzitutto collocarla all'interno della forma di governo tracciabile sulla base della Costituzione Repubblicana. Com'è noto, la Carta del 1948, nel delineare l'assetto dei poteri attraverso i quali si realizza la sovranità popolare (art. 1 Cost.) , accoglie una concezione del Parlamento basata sul concreto operare dei partiti ( art. 49 Cost.) , sulla presenza delle minoranze (art. 64 Cost.) e sull'esistenza del dualismo maggioranza- opposizione(art. 94 Cost.)1. I partiti sono cioè una di quelle “forme” di cui parla il 2° comma dell'articolo 1 della Costituzione, il cui ruolo essenziale è quello di incanalare la sovranità popolare. Essi sono associazioni di cittadini, cui la Costituzione affida il compito di concorrere a determinare, 1 A. Manzella, Opposizione parlamentare, in Enc. giur. XXI, Roma, Istituto della Enciclopedia italiana, 1990, 1; M. E. Gennusa, La posizione costituzionale dell’opposizione, Milano, Giuffrè, 2000, 111 ss 7

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Raffaello Rutigliano Contatta »

Composta da 241 pagine.

 

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