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Da Kyoto a Copenhagen: il ruolo dell'Unione Europea

Informazioni tesi

  Autore: Sara Ferretti
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2008-09
  Università: Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Relazioni internazionali
  Relatore: Alberto Quadrio Curzio
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 366

Questa tesi analizza l’evoluzione delle politiche internazionali volte alla prevenzione, all’adattamento e alla mitigazione dei cambiamenti climatici, con particolare attenzione al ruolo svolto dall’Unione Europea. L’obiettivo è duplice: verificare l’efficacia degli strumenti predisposti a livello globale, ed analizzare la posizione di leadership perseguita dall’UE. Si è cercato in particolare di illustrare gli interessi economici che soggiacciono all’ambiziosa strategia dell’UE in materia di emissioni clima-alteranti e di energia rinnovabile. Per procedere all’analisi è stato necessario approfondire preventivamente il problema dei cambiamenti climatici. In Appendice sono riportate le spiegazioni scientifiche del fenomeno: analisi dei combustibili fossili e degli scopi per cui sono utilizzati; presentazione dei vari gas serra e delle fonti responsabili della loro emissione; analisi della dinamica dei cambiamenti climatici, dall’accumulo delle concentrazioni atmosferiche di GHG all’aumento della temperatura globale media, fino al dispiegamento degli effetti sul clima ed agli impatti previsti sul sistema Terra. Sulla base di queste informazioni preliminari è stato possibile trattare nel Capitolo Primo il problema dei cambiamenti climatici sotto il profilo geo-economico e geo-politico, illustrando il livello e la distribuzione attuale delle emissioni globali, l’evoluzione di queste variabili nel tempo e la proiezione prevista per il futuro. A seguire, una spiegazione delle connessioni della questione climatica con l’economia e con la Scienza Economica. Nel Secondo Capitolo è stata effettuata un’analisi del Protocollo di Kyōto, con particolare attenzione ai meccanismi flessibili introdotti. La convenienza del commercio dei diritti di emissione, o Emission Trading, viene illustrata teoricamente mediante comparazione. A seguire, viene spiegato il funzionamento dei sistemi di Joint Implementation e di Clean Development Mechanism, insieme al ruolo di intermediazione svolto dai Carbon Funds. Lo scopo è quello di delineare un quadro chiaro delle alternative che si presentano alle imprese costrette a ridurre le proprie emissioni e poste di fronte alla scelta tra i costi dell’abbattimento interno ed il ricorso al mercato del carbonio. Questo nuovo mercato globale è stato poi analizzato nella sua struttura, osservandone le dimensioni attuali in termini di volume e di valore ed il modo in cui è evoluto. Il Secondo Capitolo si conclude con un bilancio dell’efficacia del Protocollo di Kyoto. Nel Terzo Capitolo l’attenzione è stata focalizzata sull’Unione Europea, e sulla sua implementazione del Protocollo. L’analisi si è rivolta dapprima a verificare il sistema con cui l’U.E. ha ridistribuito gli impegni di abbattimento/controllo delle emissioni tra i suoi Stati membri: il “Burden Sharing Agreement” viene spiegato e sottoposto a critica. La ragione dei progressi europei nel raggiungimento degli obiettivi di Kyoto è stata ricercata negli strumenti istituiti a livello comunitario: primo fra tutti l’Emission Trading Scheme. Questo sistema è stato analizzato nelle sue due fasi di attuazione: quella sperimentale e quella effettiva in vigore dal 2008 al 2012. A fronte delle imperfezioni di questo meccanismo flessibile intra-europeo, comunque il più importante al mondo, si è scelto di prestare attenzione alle innovazioni predisposte per la fase che seguirà alla scadenza del Protocollo, sulla base degli impegni unilaterali che l’Unione Europea ha fissato per il periodo 2102–2020. Il “Pacchetto Clima-Energia” è stato così analizzato, guardando con occhio economico ai costi comportati da ciascuna misura. In seguito si è proceduto all’identificazione e alla quantificazione degli interessi economici che guidano l’azione dell’Unione Europea contro il climate change. L’assunto di partenza, infatti, presuppone che l’UE tragga dei benefici netti dal suo impegno sul fronte climatico, ed in particolare dall’interconnessione della politica contro le emissioni alla strategia di sicurezza energetica. Il Quarto Capitolo, poi, permette di sottoporre le ambizioni europee alla prova dei fatti, a fronte dell’esito della Conferenza di Copenhagen. Il documento prodotto dal vertice, noto come “Copenhagen Accord”, è stato analizzato in anteprima. In seguito sono state analizzate le posizione di Stati Uniti e di Cina, e le ragioni economiche della loro scarsa propensione all’abbattimento vincolante delle emissioni. Questi due Paesi, responsabili della quota maggiore di gas serra rilasciati oggi a livello mondiale, hanno infatti una spiccata propensione all’unilateralismo, e peculiari interessi da proteggere in campo energetico. A fronte dell’esito della Conferenza di Copenhagen, la strategia europea volta al raggiungimento della leadership internazionale viene messa in questione, e nell’ultimo paragrafo è possibile avere un’anticipazione delle modifiche che l’Unione Europea sembra intenzionata ad introdurre nella propria strategia per il futuro.

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6 INTRODUZIONE Questa tesi analizza l’evoluzione delle politiche internazionali volte alla prevenzione, all’adattamento e alla mitigazione dei cambiamenti climatici, con particolare attenzione al ruolo svolto dall’Unione Europea. L’obiettivo è duplice: verificare l’efficacia degli strumenti predisposti a livello globale per mezzo della concertazione degli Stati, ed analizzare la posizione di leadership perseguita dall’Unione Europea. Si è cercato in particolare di illustrare gli interessi economici sottostanti all’ambiziosa strategia dell’UE in materia di emissioni clima-alteranti e di energia rinnovabile. Per procedere all’analisi è stato però necessario approfondire preventivamente il problema ambientale e geo-economico dei cambiamenti climatici: a questo scopo si è scelto di allegare alla trattazione un’Appendice in cui sono riportate le spiegazioni scientifiche del fenomeno del surriscaldamento globale. Si rimanda pertanto all’Appendice per un’analisi dei combustibili fossili, degli scopi per cui sono utilizzati e del modo in cui è evoluto storicamente il loro sfruttamento da parte dell’uomo; in quella sede sono presentati anche i vari gas a effetto serra e le fonti responsabili della loro emissione, in modo da facilitare l’analisi successiva degli strumenti predisposti a livello internazionale per il loro abbattimento. In ultimo viene illustrata la dinamica dei cambiamenti climatici, dall’accumulo delle concentrazioni atmosferiche di gas serra all’aumento della temperatura globale media, fino al dispiegamento degli effetti sul clima ed agli impatti previsti sul sistema Terra. Sulla base di queste informazioni preliminari è stato possibile trattare nel Capitolo Primo il problema dei cambiamenti climatici sotto il profilo geo-economico e geo-politico: nel primo paragrafo si illustra il livello e la distribuzione attuale delle emissioni globali, l’evoluzione di queste variabili nel corso del tempo e la proiezione prevista per il futuro. Nel secondo paragrafo vengono illustrate le connessioni della questione climatica con l’economia e con la Scienza Economica Nel Secondo Capitolo è stata effettuata un’analisi dell’unico strumento vincolante finora approntato a livello internazionale contro il climate change: il Protocollo di Kyōto. Oltre alle previsioni normative e agli impegni di riduzione delle emissioni in esso contenuti, si è prestata particolare attenzione ai meccanismi flessibili introdotti con lo scopo di distribuire i costi dell’abbattimento delle emissioni in modo efficiente. La convenienza del commercio dei diritti di emissione, o Emission Trading, viene illustrata teoricamente in comparazione con il ricorso a strumenti puramente normativi e fiscali. A seguire, viene spiegato il funzionamento del sistema di Joint Implementation e del Clean Development Mechanism, insieme al ruolo di intermediazione svolto dai Carbon Funds, i nuovi fondi per il finanziamento e l’acquisto di crediti derivanti da progetti di abbattimento e prevenzione delle emissioni, situati in Paesi esteri.

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Parole chiave

20-20-20
accordo di copenhagen
ambiente
cambiamenti climatici
cina
clean development mechanism
climate change
combustibili fossili
commercio rinnovabili
e.u. environmental policies
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