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Contratto di locazione di immobili ad uso abitativo

Informazioni tesi

  Autore: Daniele Parrino
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2005-06
  Università: Università degli Studi di Pisa
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Scienze giuridiche
  Relatore: Francesca Giardina
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 41

La materia della locazione è disciplinata nel codice civile e in leggi speciali. Con l’emanazione della legge 27 luglio 1978, n. 392, il compito dell’interprete giuridico era quello di monitorare il mercato delle locazioni urbane e di trarre le opportune conclusioni; la realtà susseguitasi dopo l’emanazione della legge 392/78 ha evidenziato come nell’ambito delle locazioni per immobili destinati ad usi industriali, commerciali, artigianali e professionali vi era una naturale andamento delle contrattazioni, cosa invece ben diversa si manifestava per le locazioni di immobili ad uso abitativo, ove da una parte la scarsa offerta di locazione di appartamenti e alloggi, dall’altra una progressiva e consistente evasione fiscale, misero in nudo la “scarsa efficienza” della legge in esame. Si cercò di rimediare a tale legislazione con la legge 359/92, che pur avendo intenti suppletivi, lasciava ancora del vuoto da colmare.
Quindi occorreva un ulteriore intervento legislativo che desse maggiore organicità ed efficienza alla materia delle locazioni di immobili ad uso abitativo lasciando maggiore autonomia contrattuale. Difatti, il legislatore del 1998 è intervenuto per regolare specificamente le sole locazioni ad uso abitativo, verificando e accertando, in primis, le cause di disfunzione sopra citate, e successivamente dettando alcune disposizioni che consentissero un maggior ampliamento di tale mercato e una maggiore riscossione di tasse e imposte .

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3 INTRODUZIONE La disciplina delle locazioni urbane ha rappresentato da sempre un problema di non facile soluzione per il legislatore, il quale ha dovuto bilanciare gli opposti interessi frutto di esigenze dei locatori e dei conduttori: gli uni determinati a perseguire una buona redditivit dell investimento effettuato con l acquisto di un immobile da locare, gli altri bisognosi di una abitazione ove poter soddisfare le esigenze primarie della propria famiglia o di un luogo dove poter svolgere la propria attivit lavorativa. Abitare un immobile significa esercitare a pieno un diritto che la stessa nostra Carta costituzionale tutela, garantendo piena autonomia sia ai diritti inviolabili dell uomo (favorendo il pieno sviluppo economico e sociale della persona), sia ai diritti inerenti all iniziativa economica e alla propriet privata. (Artt. 2, 3, 41, 42 Cost.). Questo aspetto ha suscitato sin dall origine, la doverosa ricerca di una tutela alla libert contrattuale tradottosi da prim a (in epoca liberale), in una piena libert delle parti di un contratto di autore golamentare il loro rapporto1; in seguito, con il progressivo mutare delle istanze economico- sociali, si assiste ad una maggiore presenza dello Stato che inevitabilmente determiner una compressione della libert contratt uale, cioŁ dell autonomia privata2. 1 Il contesto storico delle codificazioni ottocentesche e delle emergenti idee liberali, si tradussero nella piena libert contrattuale e nell assenza di ogni ingerenza Statale, che di fatto avrebbe determinato dei limiti a tale autonomia (Stato minimo, e principio liberale del laissez faire). 2 Solo successivamente, con il mutare del quadro economico e sociale (crisi del 1929; nascita della questione sociale ) , si assiste ad una magg iore presenza dello Stato, soprattutto in economia, ed una maggiore ingerenza nelle situazioni giuridiche soggettive dei privati contraenti.

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