Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

I consorzi di cooperative sociali: aspetti teorici ed applicativi

Il pensiero filosofico di Qohèlet “Meglio essere in due che uno solo, perché otterranno migliore compenso per la loro fatica” è la chiave di lettura dell’intero lavoro qui presentato. La cultura della solidarietà, dell’altruismo e della mutualità, la partecipazione responsabile all’ attività d’ impresa, il lavoro coordinato attraverso la condivisione di esperienze e l’ unione di forze e sapere, sono il miglior modo perché una società possa uscire da una crisi economica e, più in generale, un passo in avanti verso il futuro progresso dell’ umanità.
L’impresa cooperativa, intesa come effetto positivo dell’innalzamento del benessere collettivo, e i loro consorzi, definiti come “integrazioni di imprese concorrenti e non, per la soluzione di problemi che singolarmente non potrebbero essere risolti”, sono sede privilegiata per la realizzazione dei principi quali la solidarietà e la mutualità. Il lavoro dei soci-lavoratori delle cooperative o dei loro consorzi e l’impegno costante nel sociale, rispondono pienamente e puntualmente ai bisogni dei cittadini, a volte anche in sostituzione dello Stato.
La finalità del presente lavoro é l’analisi dei principali aspetti di natura economico-aziendale, oltre che giuridici, caratterizzanti la gestione dei consorzi di cooperative sociali.
Nel primo capitolo viene presentata l’azienda cooperativa in generale, le sue origini, i principi cooperativi a cui si ispira, i tratti peculiari e gli elementi di differenziazione che emergono dalle imprese capitalistiche, e in ultimo, una tipologia di cooperativa, quella sociale.
Nel secondo capitolo, dopo aver indicato le motivazioni che spingono le imprese ad “unirsi” in consorzi, i vantaggi e gli svantaggi che ne derivano, i diversi tipi
e le diverse classificazioni di consorzi, si passa a trattare, in maniera più dettagliata e specifica, i consorzi di cooperative sociali, le attività e le funzioni che svolgono, la disciplina giuridica a cui fanno riferimento.
Nel terzo capitolo si presenta il caso di studio del “Consorzio di cooperative sociali del Salento La Vallonea”, realtà economica del basso Salento che opera, da più di dieci anni, nel campo della gestione di servizi sociali-sanitari ed educativi e in attività diverse, tutte finalizzate all’inserimento di persone svantaggiate.

Mostra/Nascondi contenuto.
5 CAPITOLO PRIMO LA COOPERATIVA SOCIALE: ASPETTI NORMATIVI E DEFINITORI 1.1 La società cooperativa La cooperativa si presenta come una particolare impresa che fa dei concetti-valori di solidarietà e mutualità caratteri imprescindibili. La solidarietà è vista come un approccio relazionale verso chi si trova nelle medesime condizioni. Mutualità è, invece, un concetto talmente basilare nel mondo cooperativo tanto da essere perseguito come un vero e proprio scopo. Una definizione di mutualità all’interno del codice civile non è presente, e non è facile neanche identificarla all’interno della gestione aziendale; quello che si può semplicemente dire è che essa è in contrasto con lo scopo lucrativo tipico delle imprese capitalistiche. Non sono mancate le definizione tendenti a considerare la mutualità come strumento tecnico per procurare benefici economici e morali a chi con le proprie risorse non sarebbe in grado di raggiungere condizioni di vita dignitose1. Anche con la recente riforma del diritto societario, attuata mediante il D.Lgs n. 6/2003, il legislatore ponendo la mutualità come tratto distintivo e fondante della cooperativa si è astenuto nel fornire una definizione dello scopo mutualistico. D’altra parte non è mancata la riflessione di alcuni giuristi tendente a motivare il comportamento del legislatore attento a non ingabbiare il concetto di mutualità2. Infatti una definizione troppo precisa della mutualità potrebbe rappresentare un limite allo sviluppo del movimento cooperativo3. Occorre innanzitutto sottolineare che la stessa Costituzione Italiana riconosce e si impegna a promuovere la cooperazione, nell’art. 45 si legge: La Repubblica riconosce la funzione sociale della cooperazione a carattere di mutualità e senza fini di speculazione privata. La legge ne 1 G.Ianniello, Impresa cooperativa: caratteristiche strutturali e nuove prospettive di finanziamento, Cedam, 1994, Padova. 2 L.F.Paolucci, La mutualità dopo la riforma, Ipsoa, 2003. 3 A. Costa, L’Azienda Cooperativa alla luce delle novità introdotte dal D.Lgs 17 gennaio 2003, n. 6, Cacucci Editore, Bari, 2004.

Laurea liv.I

Facoltà: Economia

Autore: Antonio Alfino Carluccio Contatta »

Composta da 87 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2052 click dal 31/05/2010.

 

Consultata integralmente 3 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.