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La spettacolarizzazione dell'informazione: il caso di Studio Aperto

Studio Aperto avrebbe il merito di trattare gli argomenti che più interessano ai giovani, di raccontare le notizie in maniera più digeribile, esprimendosi con il linguaggio usato dalla gente comune e porgendo il microfono alle persone per sentire anche la loro opinione e non solo quella delle personalità più autorevoli e importanti.
In questo senso, si ha la sensazione che i giornalisti di Studio Aperto, ogni volta che porgono il microfono ad un passante, siano fieri di rappresentare un telegiornale diverso, più democratico.
Tra le peculiarità più importanti di questo giornale emerse dall’analisi effettuata:
1. grande importanza attribuita all’argomento “televisione”: molte notizie sono dedicate alla tv e, in particolare, ai reality show, ma sono presenti continui riferimenti al mondo della televisione anche negli altri servizi;
2. presenza di almeno un servizio al giorno dove si mostrano immagini di attrici, modelle, soubrette o ballerine che sfilano e posano nude e in costume per foto o calendari;
3. rappresentazione del dolore umano con l’aiuto di servizi confezionati ad arte, al fine di coinvolgere emotivamente i telespettatori;
4. servizi in parte costruiti sulle opinioni e le battute raccolte intervistando anche la gente non direttamente coinvolta negli eventi;
5. la tendenza a raccontare alcuni eventi, soprattutto quelli di cronaca nera esaltandone la struttura narrativa, fino a creare, in alcuni casi, delle vere e proprie notizie romanzate.

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Introduzione È difficile pensare a un giornalismo totalmente libero e indipendente. Da sempre, infatti, gli organi di informazione subiscono influenze e pressioni di vario tipo. La stampa italiana, ad esempio, continua a essere fortemente condizionata dal potere politico. Ogni giornale si schiera apertamente a favore di questo o quel partito, pubblicando molto spesso articoli che combinano insieme informazione e propaganda. Il potere politico agisce anche sul giornalismo televisivo, ma, come spiega Pino di Salvo (2004, p. 185), in questo caso “si verifica un doppio scambio di interessi: fra la politica che si serve della televisione e la televisione che si serve della politica per far crescere gli ascolti”. L’osservazione di Di Salvo introduce un secondo fattore. Si tratta di un influenza di diverso tipo, meno esplicita e trasparente, che viene esercitata sugli organi di informazione. Quando il denaro, da mezzo per raggiungere determinati obiettivi, diventa lo scopo, il fine ultimo del processo di produzione delle informazioni, si parla di dipendenza del giornalismo dal mercato. Questo fenomeno riguarda principalmente – ma non solo – il giornalismo televisivo degli ultimi anni, date le caratteristiche intrinseche al mezzo. La televisione, infatti, è per sua natura un mezzo di comunicazione di massa con una forte propensione allo spettacolo e all’intrattenimento. Quando, all’inizio degli anni Ottanta, queste potenzialità vengono riconosciute, la televisione smette di essere esclusivamente un mezzo gestito dallo Stato al servizio dei cittadini per diventare una fonte di guadagno tra le più redditizie: le emittenti televisive private sono delle imprese il cui obiettivo consiste, come è logico, nel vendere il proprio prodotto al maggior numero di acquirenti. 6

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Alessio Lauria Contatta »

Composta da 131 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.