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Naturalizzazioni e forme di biopolitica. Evoluzionismi, natura umana e suoi processi di politicizzazione.

L'idea principale che presiede alla realizzazione di questo lavoro consiste nel tentativo di tracciare una linea di collegamento tra la riflessione filosofica sul tema della biopolitica e alcuni tra i più recenti sviluppi del pensiero biologico, i quali anche se spesso all'insaputa dei filosofi “biopolitici”, forniscono argomenti e basi utili per la trattazione del tema in questione. Si tratta quindi di un vero e proprio lavoro di filosofia e scienze del vivente, poiché ciò che si cerca di fare è di tenere insieme la problematizzazione filosofica della politicizzazione dell’essere umano e della presa che il potere vi esercita così come la troviamo in alcuni testi dell’autore del termine «biopolitica», Michel Foucault, e l'elaborazione biologica riguardante i processi costituenti la natura umana compreso l’aspetto della sua politicizzazione, arrivando così a mostrare come le trattazioni della biopolitica che abbiamo preso in esame scontino il fatto di far proprio un concetto di natura umana che è il frutto di una visione del bios problematica e un po’ datata, e che nel pensiero biologico è attualmente oggetto proprio di una profonda revisione che, se tenuta nella giusta considerazione, potrebbe favorire il superamento di alcuni ostacoli teorici e di un certo influsso deterministico che nelle trattazioni sulla biopolitica spesso si incontrano.
Il presente lavoro inizia da una esposizione di come il determinismo biologico in chiave adattazionista, pur avendo rappresentato in passato una utile chiave di volta per l’analisi e lo studio di molti aspetti del vivente, possa oggi rivelarsi non all’altezza di trattare e approfondire alcuni aspetti del vivente, in particolar modo di quello umano, e come questo programma di studi sia anche un po’il frutto di un improprio spostamento di campo che ne inficia l’attendibilità in più punti nodali. Alla luce di ciò si procede poi al confronto con la teorizzazione filosofica di quello che è il processo di politicizzazione della nostra forma di vita e delle pratiche volte ad incidere sui comportamenti umani tramite le quali sarebbe assicurata la presa del potere sulla società e sugli individui, assumendo come punti di riferimento e confronto in materia sia la riflessione foucaultiana sulla bio – politica che le odierne tecnoscienze umane.
Nel capitolo conclusivo si andrà dunque ad operare un confronto tra il concetto di natura umana che sottende quella che abbiamo chiamato la “biopolitica dei dispositivi” e quello che emerge dal pensiero biologico contemporaneo, cercando anche, con Althusser, di fornire in una piccola parentesi una visione della bio - politica che sappia interconnettersi con le acquisizioni biologiche viste in precedenza, mentre con Canguilhem si analizzerà sotto la chiave dell’epistemologia politica quanto di non neutro ci sia proprio nella visione del bios che sottende la biopolitica dei dispositivi, che si attarda ancora nell’interlocuzione con un concetto di natura umana piuttosto problematico e datato.

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7 CAPITOLO 1 “AD-APTATION” E “EX-APTATION”: LA PERDITA DEL PROGRAMMA Il programma adattazionista come ideologia scientifica In una trattazione che ha per oggetto la biopolitica, è piuttosto insolito iniziare il discorso con un’ampia parentesi strettamente epistemologica. Questo probabilmente è dovuto al fatto che nella maggior parte dei casi in cui si leggono saggi o si ascoltano dibattiti inerenti al tema della bio- politica, di quello che è un termine composto dall’associazione di due parole come bios e politica, quasi sempre ne viene dimenticato uno, il primo. Trattare la bio-politica da un’ottica naturalizzata, che è quello che cercheremo di fare, significa invece marcare una netta inversione di tendenza rispetto a tutto questo, e stabilire come primo punto che per per parlare dei meccanismi di politicizzazione dell’umano bisogna capire anche da un punto di vista biologico che cosa è l’umano e come esso sia diventato ciò che è. Pertanto, il primo passo da compiere in questa naturalizzazione del paradigma bio-politico è proprio quello di conciliare e connettere i due termini, bios e politica, rispettando l’ordine con cui si dispongono. Se si tratta di indagare le modalità e le forme in cui il potere politico riguarda l’umano come vivente, si inizierà che dallo studiare l’umano come vivente. Ragionare sullo sviluppo del vivente e sul processo evolutivo serve infatti per cercare di capire come mai siamo diventati quello che siamo, quali sono stati i processi, gli eventi, le modalità e le leggi che hanno vincolato e vincolano tutt’ora il nostro modo di essere, compreso quello specificamente politico. Naturalmente il discorso comincia dall’analisi di quello che è poi, in fondo, il processo nel quale tutto il vivente, compreso quello umano, si sviluppa: l’evoluzione delle specie. Considerando quanto sia movimentato il panorama di tale teoria, e quante e quali opinioni divergenti hanno caratterizzato e stanno tuttora caratterizzando tale dibattito, sarà opportuno analizzare quante e quali guerre epistemologiche sono ancora oggi in corso in nome di Darwin.

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Filosofia

Autore: Marco Vulcano Contatta »

Composta da 128 pagine.

 

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