Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Società e rischio: oggi tra riflessività e incertezza

Al centro di questo lavoro ci siamo noi : noi oggi, noi fotografati, XXI secolo.
I capitoli che seguono cercano di analizzare in maniera chiara la maggior parte dei meccanismi di retroazione intrisi all’interno di questa fotografia e nati prima di essa.
In particolar modo ho ritenuto opportuno strutturare il lavoro in tre sezioni, ognuna delle quali è a sua volta, articolata secondo tre capitoli.
La prima sezione è stata da me intitolata “La società del rischio” : il suo primo capitolo, ho deciso di dedicarlo alle dinamiche che hanno permesso la nascita e lo sviluppo del rischio stesso, disegnandone le caratteristiche; il secondo capitolo è stato destinato al rapporto che sussiste tra la scienza, con le sue certezze, i suoi progressi, e le produzioni tecnologiche, analizzandone anche il catastrofico sviluppo dissennato; infine il terzo è rivolto al dinamismo della modernità, per poter svelare le dinamiche celate nelle azioni dell’uomo contemporaneo.
La seconda sezione è titolata invece “La società nel rischio”.
In particolar modo cerca di analizzare tutte le conseguenze figlie della società del rischio.
Da un lato quindi, si occupa della nascita dell’identità, dall’altro, del lungo processo denominato individualizzazione. Entrambi i fenomeni sfociano nella cultura del pellegrino, tipica dell’individuo nomade, senza più legami e relazioni stabili, sia dal punto di vista affettivo, che lavorativo.
Per concludere l’ultima sezione, “La società oltre il rischio”, è quella forse più riflessiva, essa cerca di rispondere alle domande : “Cosa è rimasto all’uomo che abita il rischio? In cosa crede? Continua a sperare? Quali sono i suoi grandi sogni?”

Mostra/Nascondi contenuto.
VII Introduzione “Il bisogno di pensare è ciò che ci fa pensare” Theodor Adorno Impegnerò queste pagine al fine di completare compiutamente un cammino iniziato tre anni fa. Ho voluto appositamente utilizzare una tematica che rendesse complementari e indispensabili la maggior parte delle discipline sino ad ora approfondite, con particolare attenzione ai processi culturali e all’immaginario collettivo. Al centro di questo cammino ci siamo noi : noi oggi, noi fotografati, XXI secolo. I capitoli che seguono cercano di analizzare in maniera chiara la maggior parte dei meccanismi di retroazione intrisi all’interno di questa fotografia e nati prima di essa.

Laurea liv.I

Facoltà: Sociologia

Autore: Serena Romano Contatta »

Composta da 65 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 647 click dal 12/07/2010.

 

Consultata integralmente 4 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.