Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

I sogni predittori di cambiamento nella psicoterapia di gruppo

Con questo lavoro ho cercato di capire come un sogno offra un terreno fertile per l’esplorazione non solo dell’inconscio del sognatore, ma anche del setting nel “qui ed ora” in cui viene raccontato il sogno.
Il modo in cui il gruppo è in grado di riconoscere, sostenere, contenere e rispondere alle emozioni espresse nel sogno, legate al transfert del sognatore nei confronti del gruppo stesso, rappresenta un punto focale di questa tesi.
Parlando di un setting gruppale, il focus principale è l’analisi dei sogni in differenti contesti di gruppo; non si guarda ai sogni solo nella prospettiva del mondo interno del sognatore, ma essi vengono considerati anche come un modo di comunicare l’impatto delle dinamiche di gruppo e del contesto sociale più ampio sul sognatore (W. N. Stone).
Attraverserò i vari capitoli senza mai dimenticare l’individuo e prendendo in considerazione questa valenza comunicativa dei sogni.
I processi comunicativi si riflettono, così, tra gli individui e l’immagine che essi hanno del gruppo (W. N. Stone). In questo nuovo contesto e prospettiva vengono quindi rimessi in luce gli aspetti tecnici relativi al lavoro sui sogni: le interpretazioni, soprattutto quelle immediatamente proposte dagli altri (i membri del gruppo) sono considerate resistenze alla comprensione dei processi comunicativi; viceversa, ciascun partecipante viene stimolato a fornire le sue associazioni.
In questa tesi ho dato molto rilievo al contributo bioniano alla teoria del sogno. Bion, infatti, ipotizza che i sogni trasformino le «esperienze emotive non metabolizzate» (elementi beta) in immagini che, una volta raccontate, contengono elementi consci ed inconsci; un’ipotesi questa assai diversa da quella di Freud che invece affermava che era l’inconscio a produrre i sogni per manifestarsi, e non viceversa. In questo senso la narrazione dei sogni diviene un modo per metabolizzare sentimenti, sensazioni, e manifestazioni che hanno iniziato la loro metabolizzazione già con la manifestazione onirica.
Inoltre mi sono basata, con particolare attenzione, sul concetto bioniano di contenitore-contenuto; in ambito di una terapia di gruppo la narrazione dei sogni può essere considerata come richiesta di contenimento. Nello specifico Bion espone l’idea di un contenitore (il gruppo) in cui viene proiettato un oggetto (un contenuto, il sogno) che viene rielaborato all’interno del contenitore per poi essere reintroiettato. In questo senso la narrazione di un sogno è da considerarsi come una comunicazione cui è possibile facilitare un processo di avvicinamento e cambiamento nella relazione. Partendo da questi concetti sono andata poi a vedere come Bion intende il concetto di trasformazione e come questo sia la base per arrivare a parlare di quello che lui chiama un “cambiamento catastrofico”. Il tema del cambiamento catastrofico percorre tutta l'opera di Bion.
Il cambiamento catastrofico può intendersi come un momento evolutivo, di crescita e di incremento dell’insight che è però sempre accompagnato da violente emergenze di crisi e di sconvolgimenti caotici, in qualunque campo esso si manifesti: nella mente, nel gruppo o più in generale nella società, comunque sia organizzata. Una tale sensazione di «disorientamento» costituisce tuttavia un momento della maturazione e dello sviluppo del gruppo.
Questa sensazione di “disorientamento” costituisce comunque, come già detto, in una certa misura un momento di maturazione e sviluppo del gruppo stesso; a questo sogno (contenuto), inoltre, non parteciperà solo il sognatore, ma contribuiranno e parteciperanno tutti gli individui del gruppo (contenitore). Infine, il fatto che un determinato sogno arrivi al gruppo in un preciso momento non è casuale, ma arriva spesso come messaggio per il gruppo di qualcosa che “sta cambiando” o nel sognatore o in quel particolare contesto in cui è inserito, il gruppo.
A questo proposito riprenderò due concetti di C. G Jung e K. Lewin importanti all’interno del contesto gruppale, i concetti di Sincronicità e Interdipendenza.
Nello specifico andrò a vedere come il gruppo (in particolare il campo del gruppo) possa essere considerato come un sistema di sincronicità e interdipendenza. In quest’ottica di scambio la condivisione di un contenuto onirico (contenuto) mette in atto una trasformazione in senso di «ampliamento della visione» del gruppo (contenitore).

Mostra/Nascondi contenuto.
9 INTRODUZIONE Con questo lavoro ho cercato di capire come un sogno, in quanto incontro transitorio tra il sognatore ed i suoi desideri rimossi, le sue paure, speranze, inibizioni e conflitti (S. Rustomjee), offra un terreno fertile per l’esplorazione non solo dell’inconscio del sognatore, ma anche del setting nel “qui ed ora” in cui viene raccontato il sogno. Il modo in cui il gruppo, ed assieme ad esso il conduttore, è in grado di riconoscere, sostenere, contenere e rispondere alle emozioni espresse nel sogno, legate al transfert del sognatore nei confronti del gruppo stesso, rappresenta un punto focale di questa tesi. I sogni sono divenuti oggetto di indagine a partire dallo storico libro di Freud su L’interpretazione dei sogni, pubblicato a cavallo del ventesimo secolo. Oggi, a distanza di più di cento anni e parlando di un setting gruppale, il focus principale è l’analisi dei sogni in differenti contesti di gruppo; non si guarda ai sogni solo nella prospettiva del mondo interno del sognatore, ma essi vengono considerati anche come un modo di comunicare l’impatto delle dinamiche di gruppo e del contesto sociale più ampio sul sognatore (W. N. Stone). Attraverserò i vari capitoli senza mai dimenticare l’individuo e prendendo in considerazione questa valenza comunicativa dei sogni. Inoltre mi focalizzerò sulla “proprietà” (nel senso di appartenenza) del sogno: certamente chi sogna non è l’unico proprietario del sogno ma, nel presentarlo al

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Psicologia

Autore: Valeria Basile Contatta »

Composta da 90 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1979 click dal 29/07/2010.

 

Consultata integralmente 6 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.