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Il ricorso abusivo al credito

La tesi si riferisce al reato di ricorso abusivo al credito ed alle disposizioni di legge che ne hanno determinato una modifica rispetto al passato. All'interno del mio lavoro si analizzano anche gli orientamenti dottrinali e giurisprudenziali riferiti all'applicazione dell'articolo 218 della legge fallimentare sia prima sia dopo la riforma. Infine, si analizzano i rapporti con i reati "confinanti" rispetto al ricorso abusivo al credito.

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6 CAPITOLO 1 IL RICORSO ABUSIVO AL CREDITO: INTRODUZIONE E CENNI STORICI 1. Introduzione: il ricorso abusivo al credito Il reato di ricorso abusivo al credito è disciplinato dalle disposizioni della Legge Fallimentare (cioè del R.D. 16 marzo 1942, n. 2671), in modo specifico all’articolo 218. Tuttavia, le previsioni legislative del Regio Decreto sono state oggetto, negli ultimi due anni, di modifiche e precisazioni. In modo particolare gli interventi del legislatore sono stati realizzati attraverso la L. 80/2005, che ha convertito il precedente D.L. n. 35/2005 (recante disposizioni di modifica al sistema concorsuale); attraverso la L. n. 262/2005 (recante disposizioni per la tutela del risparmio e la disciplina dei mercati finanziari) e con il D.lgs. n. 5/2006 (recante disposizioni di riforma della disciplina delle procedure concorsuali e modifiche alle norme generali della Legge Fallimentare). In modo specifico, l’articolo 218, che definisce la fattispecie del ricorso abusivo al credito, è stato modificato dalla L. 262/2005, che ha introdotto alcune specificazioni in relazione ai soggetti attivi del reato ed alle sanzioni (sia in riferimento all’entità della pena, sia in riferimento all’applicazione societaria delle disposizioni). Nonostante le variazioni apportate al testo legislativo, il reato di ricorso abusivo al credito ha mantenuto le sue caratteristiche principali di fattispecie “a parte” rispetto alla bancarotta, alla truffa e all’insolvenza fraudolenta, che già in origine la caratterizzavano. Essa, infatti, punisce, nella sua nuova versione: “Gli amministratori, i direttori generali, i liquidatori e gli imprenditori esercenti un’attività commerciale che ricorrono o continuano a ricorrere al credito, anche al di fuori dei casi di cui agli articoli precedenti, dissimulando il dissesto o lo stato di insolvenza” Oltre agli altri soggetti che, in seguito, verranno nuovamente individuati nell’ambito societario con ulteriori specificazioni (amministratori e direttori generali di società dichiarate fallite o sottoposte alla liquidazione coatta amministrativa dopo l’accertamento dello stato di insolvenza, secondo l’articolo 225; institori, rispetto a imprenditori dichiarati falliti, secondo 1 Pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 81 del 6 aprile 1942;

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Stefania D'ammicco Contatta »

Composta da 431 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.