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La sfida dell'Albergo Diffuso per la valorizzazione di nuove forme di turismo

L’elaborato, tramite un’attenta analisi delle nuove tendenze della domanda turistica e dei conseguenti orientamenti dell’offerta, sottolinea la crescente attenzione dei turisti di ultima generazione verso temi legati alla sostenibilità, all’autenticità e all’ospitalità.
Nel corso della trattazione si sottolinea più volte come i mutamenti in atto siano dovuti, non tanto alla congiuntura economica negativa, che contraddistingue i nostri giorni, ma si qualifichino piuttosto come una naturale evoluzione del comparto, la quale ha condotto gli operatori del settore a parlare non genericamente di “turismo”, bensì di “turismi”.
In un siffatto panorama sono emerse, negli anni, forme di ospitalità diffusa ben radicate nel contesto ambientale e culturale di riferimento. Tra le varie tipologie di ricettività diffusa, la tesi si focalizza in particolar modo sul modello dell’Albergo Diffuso, in quanto formula squisitamente Made in Italy, potenzialmente in grado di: riqualificare l’area in cui si innesta promuovendone uno sviluppo sostenibile, destagionalizzare l’offerta e cogliere compiutamente le esigenze dei viaggiatori, o meglio dei “residenti temporanei” alla ricerca di “esperienze autentiche di vita”. I capitoli IV e V argomentano dettagliatamente (mediante l’ausilio di alcuni casi empirici) i punti di forza, le criticità e le prospettive future dell’Albergo Diffuso; una formula di ospitalità soft che si presenta come una vera e propria sfida per la valorizzazione dei nuovi “turismi”, poiché necessita, in primis, di una viva ed indispensabile partecipazione della comunità ospitale, accanto a mirate attività di marketing e di management.

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Introduzione 1 Il turismo è ritenuto da molti economisti e storici la prima “industria italiana”. 2 Il CISET ha presentato alcuni dati che confermano la rilevanza del turismo, quale vero e proprio motore trainante dell‟economia italiana:  nel Belpaese il settore turistico occupa il 9% della popolazione e produce il 6,5% del valore aggiunto nazionale, ovvero più del doppio in relazione a quello del comparto alimentare e di due terzi superiore rispetto al settore “moda”;  l‟incidenza della spesa turistica sul totale dei consumi finali interni è pari al 10,4% ed il fatturato complessivo del settore ammonta a 65 miliardi di euro. Attualmente l‟intera economia mondiale è attraversata da una profonda crisi finanziaria, economica, sociale ed occupazionale. In tale quadro oscuro, caratterizzato in molti settori da una consistente contrazione dei consumi, il comparto turistico ha saputo distinguersi, cambiando volto e presentando alcune note confortanti. 3 L‟Osservatorio Nazionale del Turismo ha rimarcato, infatti, come il turismo in Italia abbia saputo contrastare la crisi con una tenuta maggiore rispetto ad altri settori economici, tramite un‟efficiente politica di contenimento dei prezzi e grazie alle strategie diversificate dei consumatori volte a spender meno senza dover 4 necessariamente rinunciare al viaggio. L‟attuale congiuntura economica negativa, pur traducendosi in stagnazione del comparto turistico, non ha condotto ad una vera e 1 Adalberto Corsi, Vice Presidente Vicario dell‟Unione del Commercio, del Turismo dei Servizi e delle Professioni della Provincia di Milano (dal 1995), nonché Presidente Expo CTS (dal 1998), considera il turismo “la prima azienda d‟Italia”, in un‟intervista rilasciata a Gabriella Calò e pubblicata ne “Il Giornale del Turismo” del 17 febbraio 2009. Egli rimarca come tale settore sia un forte motore delle economie che necessita però, in Italia (“meta inimitabile”), di investimenti pubblici e privati, infrastrutture e servizi volti ad un effettivo rilancio del mercato turistico. 2 Il CISET è il Centro Internazionale di Studi sull‟Economia Turistica fondato a Venezia nel 1991; svolge e promuove attività di ricerca, studio e informazione sui temi e problemi del turismo, con particolare riferimento agli aspetti economici. 3 Nello studio intitolato “Il turismo in Italia nel 2009: i fenomeni in corso”. 4 Nel 2009 si è evidenziata una duplice tendenza: gli operatori turistici italiani hanno combattuto sul fronte dei prezzi, con la tecnica del ribasso (giunta sino al -8,8%), in modo da rendere competitivo il prodotto Italia soprattutto all‟estero; inoltre si è manifestata una preferenza da parte dei residenti verso vacanze a breve raggio e durata. 1

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Economia

Autore: Francesca Ferro Contatta »

Composta da 129 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.