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Il Value Based Management: modello di management strategico in continua evoluzione

L'opportunità di questa ricerca è stata suggerita dall'evoluzione del contesto economico esterno alle imprese, sempre più dinamico, esigente e turbolento.

La finalità è quella di individuare ed esaminare i nuovi strumenti per il top management, proposti dalla teoria e dalle esperienze aziendali, per fronteggiare una tale situazione ma, allo stesso tempo, rilevare una diversa concezione di gestione d’impresa che, sebbene avvertita solo da una parte delle grandi imprese, risulta essa stessa determinante per il futuro successo od insuccesso delle stesse.

Il Value Based Management, nato negli anni ’80 negli USA, è diventato velocemente di moda nel panorama del management statunitense, erano gli anni in cui gli indici azionari crescevano in maniera costante e significativa. Altrettanto rapida e re-pentina è stata la critica verso questo Business Model di pari passo al crollo degli indici di borsa negli anni 2000 con lo scoppio della celeberrima bolla del “dot.com”.

Il contesto economico – finanziario mondiale è in una fase di recessione eco-nomica causata, a detta di molti, dai mercati finanziari e dal modello economico di esasperata ricerca del profitto di breve periodo e dalla speculazione finanziaria. L'attenzione alla creazione del valore resta sempre attuale e fondamentale e pertanto il modello VBM resta sempre valido e in grado di sapersi adattare ed evolvere in continuazione.

Per Arnold e Davies “Value-based Management is a managerial approach in wich the primary purpose is long-term shareholder wealth maximization. The objective of a firm, its system, strategy, process, analytical techniques, performance measurement and culture have as their guiding objective shareholder wealth maximization”.

Non si tratta necessaria mente di studiare nuovi modelli matematici o complessi algoritmi che difficilmente verrebbero compresi e permeerebbero l’intera organizzazio-ne, infatti, è proprio questo il fattore richiesto da un qualsiasi Business Model efficace; questo, di per sé, rappresenta già un “upgrade”.

In particolare, “sono auspicabili evoluzioni in termini di conoscenza, dinamicità, flessibilità, creatività, innovazione e autogenerazione in forma olonico-reticolare; aspetti questi riconducibili ad un unico processo finalizzato alla formazione di un modello defi-nibile impresa pro-attiva che “vale”; in sintesi “impresa valens”, nell’accezione di sistema competitivo proiettato al futuro e costantemente capace di creare e diffondere valore (pertanto coniabile anche come “impresa valore”).”

La tesi di fondo è che il Value Based Management risponda ad un’esigenza dettata dalle nuove strutture aziendali oltre che dalle tendenze del mercato dei capitali.

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Capitolo I La teoria di creazione del valore. In questo primo capitolo affronteremo i fondamenti teorici e gli strumenti concettuali che stanno alla base del Value Based Management. 1.1. Concetto, logica, finalità Per comprendere a fondo il concetto che è sottointeso al Value Business Management bisogna partire dalla definizione stessa di impresa capitalistica. Sono definite capitalistiche le organizzazioni produttive che danno copertura al fabbi- sogno monetario chiesto dagli investimenti necessari per i processi di produzione — prevalentemente con capitale di conferimento, o equity, integrato con capitale di finanziamento, o debt. Nel corso del tempo la dinamica delle imprese capitalistiche è profondamente mutata. Grazie ad una relativamente ampia disponibilità di capitale non sono più le imprese a cercare capitali necessari al proprio processo produttivo ma sono i capitali, sotto le più svariate forme offerte dal sistema finanziario (private equità, fondi di investimenti, fondi pensione, etc.), a ricercare l‘investimento che si pre- senta più opportuno sotto vari aspetti. In questa ottica le imprese possono essere interpretate non solo come trasformatori produttivi ed economici (impiego di fat- tori al fine di ottenere produzioni con creazione di valore) ma anche come tra- sformatori finanziari, in grado di trasformare il capitale di rischio e il capitale di terzi in remunerazioni sotto forma di utili (dividendi) per gli azionisti e di interessi per debitori. - 10 -

Laurea liv.I

Facoltà: Economia

Autore: Vito De Laurentis Contatta »

Composta da 106 pagine.

 

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