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Maltrattamento e abuso sui minori, l'intervento dei servizi sociali

Sul tema dei maltrattamenti e degli abusi sessuali nei confronti dei piccoli c'è grande attenzione di pubblico, associazioni, istituzioni e, soprattutto dei media, essendo un aspetto della nostra realtà tutt'altro che raro. Il fenomeno, in gran parte sommerso e celato sotto pesanti coltri di bugie e perbenismo apparente, coinvolge contesti territoriali e culturali di ogni genere e vede le sue origini perdersi fin nella notte dei tempi. Siamo di fronte a una problematica che coinvolge persone provenienti da qualsiasi ceto sociale, che si consuma all'interno delle mura domestiche ancor più che fuori, che vede come aggressori sia giovani che anziani, tanto delinquenti e sbandati, quanto insospettabili cittadini modello. Il lavoro che viene qui presentato ha lo scopo di esplorare il fenomeno mettendone in luce gli aspetti critici e di problematicità che per molto tempo hanno contribuito a mantenere sotto silenzio le vessazioni e le violenze compiute contro e a danno dei bambini e dei minori in genere.

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II Introduzione E chi accoglie anche uno solo di questi bambini in nome mio, accoglie me. Chi invece scandalizza anche uno solo di questi piccoli che credono in me, sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo una macina girata da asino, e fosse gettato negli abissi del mare. Guai al mondo per gli scandali! È inevitabile che avvengano scandali, ma guai all'uomo per colpa del quale avviene lo scandalo! (Matteo 18:5-7). Il mio interesse nei confronti di un argomento così scabroso e deprimente, quale è il maltrattamento o l’abuso sui minori, non proviene da una semplice curiosità di comprendere quello che avviene e di sapere quello che è necessario fare per fronteggiare professionalmente queste situazioni. E’ molto più profondo. Il mio personale punto di partenza è dato dalla mia condizione di “madre” prima ancora di quella di assistente sociale quale mi accingo a diventare. L’indicibile e incommensurabile dolore che una madre può provare nell’assistere alla sofferenza o alla morte del proprio figlio, è diventata per me la misura attraverso cui indagare e comprendere (quando possibile), il perché di tanta malvagità e crudeltà agita sia all’interno delle famiglie che al di fuori, nei confronti di esseri umani inermi che non chiedono altro che essere amati e protetti. L’immagine del pianto inconsolabile di una madre che perde il figlio, si scontra nella mente e nella coscienza di ciascuno con quella di un genitore che invece gli fa del male. Non viene accettata, viene rigettata violentemente, non viene compresa, non può avere senso. Approfondire queste scottanti tematiche, mi ha dato modo di osservare che esiste una forte discrasia nel modo di concepire l’infanzia: è come se esistessero due distinte categorie di bambini: “il bambino ideale” e “il bambino reale”.

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Barbara Garofalo Contatta »

Composta da 147 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.