Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

La teoria delle aste e il collocamento dei titoli di stato: il caso italiano

In questo lavoro si analizza, mediante l'ausilio dei meccanismi della teoria delle aste, l'equilibrio degli investitori che cercano di massimizzare il loro profitto, impostando un gioco con pay-off corrispondenti al profitto dell'investitore per poi trovarne l'equilibrio di Nash. Partendo dai risultati si cerca di individuare se tale equilibrio sia realmente sostenibile nel mercato, ovvero se sia possibile un equilibrio del genere all'interno di un mercato reale in presenza di fallimenti del mercato stesso, e, in caso di risposta negativa, se l'uso di un certo tipo di asta possa aiutare lo stato e gli investitori a raggiungere una posizione di equilibrio più stabile e proficua. L'equilibrio determinato con la teoria delle aste, ovvero l'equilibrio di Nash che viene trovato nei giochi, non è sostenibile nella realtà a causa di numerosi problemi che porterebbe con sé: in presenza di fallimenti di mercato quali incertezze strategiche sul comportamento altrui l'equilibrio di Nash non è robusto. La soluzione a questi problemi viene trovata differenziando la tipologia di aste utilizzate a seconda del tipo di titolo oggetto del collocamento.

Mostra/Nascondi contenuto.
3 0. Introduzione Durante gli studi mi sono chiesta più volte se effettivamente le aste utilizzate dallo Stato italiano per l’emissione e il collocamento dei titoli, sia a breve sia a medio-lungo termine, fossero le più adeguate, ovvero se l’equilibrio di mercato fosse il migliore possibile o se la situazione sarebbe migliorata in presenza di un sistema d’asta diverso. In questo lavoro ho dunque voluto analizzare, mediante l’ausilio dei meccanismi della teoria delle aste, l’equilibrio degli investitori che cercano di massimizzare il loro profitto, impostando un gioco con pay-off corrispondenti al profitto dell’investitore per poi trovarne l’equilibrio di Nash. Partendo dai risultati ho poi cercato di individuare se tale equilibrio fosse realmente sostenibile nel mercato, ovvero se fosse possibile un equilibrio del genere all’interno di un mercato reale in presenza di fallimenti del mercato stesso, e, in caso di risposta negativa, se l’uso di un certo tipo di asta potesse aiutare lo stato e gli investitori a raggiungere una posizione di equilibrio più stabile e proficua. Come si può vedere nel lavoro l’equilibrio determinato con la teoria delle aste, ovvero l’equilibrio di Nash che viene trovato nei giochi, non è sostenibile nella realtà a causa di numerosi problemi che porterebbe con sé: in presenza di fallimenti di mercato quali incertezze strategiche sul comportamento altrui l’equilibrio di Nash non è robusto. La soluzione a questi problemi viene trovata proprio differenziando la tipologia di aste utilizzate a seconda che si tratti di emissione di titoli a breve termine, per i quali è più adeguata l’asta competitiva, o di titoli a medio-lungo termine, per i quali il meccanismo più adeguato risulta essere l’asta marginale.

Laurea liv.I

Facoltà: Economia

Autore: Erika Schettino Contatta »

Composta da 29 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1435 click dal 05/11/2010.

 

Consultata integralmente 3 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.