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Il Fund Raising delle associazioni di promozione socio-culturale. Alcune evidenze no profit di riferimento.

Informazioni tesi

  Autore: Francesco Pezzullo
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi di Napoli - Federico II
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Scienze economiche per l'ambiente e la cultura
  Relatore: Francesco Bifulco
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 231

Scopo del mio intervento è quello di fornire elementi utili per riflettere sul tema delle forme organizzative di volontariato più diffuse nel campo dei beni culturali (Organizzazioni di volontariato, Associazioni di promozione socio-culturale ed ONLUS), favorendo una loro utilizzazione per la funzione di raccolta fondi che rappresenta uno dei principali bisogni degli enti no profit.
A ben vedere, l’obiettivo di sollecitare un impegno volontario per la raccolta fondi sembra essere una sfida per le organizzazioni. Sono tante, infatti, le questioni in ballo: la disponibilità delle persone a svolgere un impegno volontario per la cultura e in particolare per la raccolta fondi; il contenuto tecnico e professionale del fund raising che impone una “formazione del volontariato”; la mancanza negli enti culturali di una mentalità manageriale e moderna del fund raising; la crisi economica che, certo, non rappresenta un fattore di facilitazione delle donazioni.
È apparso utile, quindi, mettere sul tavolo dati, informazioni e analisi empiriche per conoscere il fenomeno dell’associazionismo dedito, in modo prevalente e non, al patrimonio artistico e culturale, per poi vertere la questione sugli attuali modelli di finanziamento del settore e le nuove strategie di fund raising attivabili dagli enti succitati per sostenere la propria mission statutaria.
Questi, dunque, i temi trattati nel presente lavoro: il primo capitolo è volto a fornire elementi utili per una corretta e globale conoscenza del settore non profit, rilevandone l’utilità sociale ed economica; il secondo capitolo passa in rapida rassegna delle più importanti ODV, APS e ONLUS italiane dedite all’arte e alla cultura, decretando in tal modo un decisivo ampliamento degli ambiti di attività del settore non profit, tradizionalmente impegnato nel sociale o in cause umanitarie; con il terzo e quarto capitolo si affronterà il nodo principale dell’intera trattazione, ovvero la questione del finanziamento. In conclusione, il quinto capitolo tiene conto, nella prima parte, delle specificità di due principali associazioni non profit del contesto nazionale e della loro capacità di diversificare le fonti di sostentamento; nella seconda parte l’attenzione si focalizza sul progetto “Salviamo Carditello”, promosso dall’Associazione per i Siti Reali e le Residenze Borboniche ONLUS e finalizzato ad una campagna di raccolta fondi in favore del complesso borbonico.

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PREMESSA Le motivazioni che hanno spinto chi scrive ad intraprendere un lavoro sulle organizzazioni non profit, ed in particolare sul volontariato culturale, sono di ordine prettamente personale. Sono due anni che il sottoscritto dedica il proprio impegno alla causa ormai trentennale che lega l‟Istituto di studi atellani al proprio territorio, una collaborazione recentemente rinsaldata attraverso l‟attività formativa promossa dall‟Università di Napoli Federico II: Ed è su questo punto che voglio soffermarmi e scambiare le mie riflessioni in particolare con chi, nella mia stessa posizione, si accinge ad affacciarsi sul mondo del lavoro dopo anni di carriera accademica. Dedicarsi ad un‟attività non profit come volontario, a prescindere dal settore di riferimento, è un ottimo tirocinio. Per un giovane agli inizi, non ancora consapevole di quali siano le dinamiche del mercato del lavoro e, soprattutto quelle di relazione con gli altri luoghi di lavoro, un periodo come volontario è stato e può rappresentare per tanti altri un‟esperienza molto utile per conoscere se stesso e verificare le proprie motivazioni al lavoro. Aggiungere al proprio curriculum un‟esperienza come volontariato in una delle attività non profit può sicuramente ben figurare nelle selezioni fatte dalle aziende. Infatti, le imprese scelgono nuovi dipendenti e collaboratori in base al titolo di studio, ma come del resto avviene in molti campi, anche in virtù dell‟esperienza. E il volontariato offre possibilità illimitate da questo punto di vista. Il rapporto pubblicato anni fa Lavori scelti. Come creare occupazione nel terzo settore promosso dalla casa editrice Lunaria, associazione impegnata nella diffusione della cultura non profit, con la collaborazione del Forum permanente del terzo settore, suggerisce che la prestazione di servizi realizzati nel cosiddetto terzo settore costituisce per molti giovani un tirocinio in attesa di sbocchi occupazionali “maggiori”, e che l‟attività gratuita o semigratuita svolta in queste organizzazioni sviluppa competenze individuali che vanno a costruire una professionalità poi spendibile sul mercato. 5

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Parole chiave

associazionismo
beni culturali
carditello
fund raising
no-profit
raccolta fondi
volontariato culturale

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